colesterolo1Intervista al Dr Francesco Perugini Billi pubblicata su Retenews24.it  17 giugno 2015

di Martina Gaudino

Il colesterolo, la malattia del secolo, è responsabile di preoccupazioni e paure per la generazione moderna. La corsa alla dieta è diventata, così, una porta per il paradiso per tutti coloro i quali temono di dover ricorrere ai farmaci. Mangiare sano, evitare i grassi, dimenticare dolciumi, torte e zuccheri sono una serie di “canoni” diventati legge nell’animo di chi popola la Terra. Eppure, c’è anche chi si pone in controtendenza rispetto a quanto detto. E’ il caso del dottore Francesco Perugini Billi, medico chirurgo diplomato in biotecnologie e medicina naturale alla Statale di Milano, fitoterapia all’Università di Siena, omeopatia, omotossicologia e ayurveda. Perugini Billi è convinto della totale inesistenza della famigerata Dieta Mediterranea e anzi, ritiene che ricorrere ai “grassi di una volta” sia una scelta sana. Lo strutto negli impasti della nonna, il burro nei dolci e altri grassi animali, dovrebbero, a suo parere entrare a pieno titolo nell’alimentazione quotidiana.

La moda del “mangiare sano” spopola sempre di più. Come ritiene che le persone debbano avvicinarsi a uno stile corretto di alimentazione?

Sono pochissimo interessato alle mode, tanto meno a quelle nel campo alimentare. Le mode sono espressione dei capricci degli esseri umani o seguono logiche economiche. Poi, mangiare “sano” che vuol dire? Mangiare senza grassi? Adottare uno stile vegano? Mangiare biologico? A km zero? Seguire la fantomatica Dieta Mediterranea? Rifarsi ai paleolitici? Credo che nel mondo d’oggi ci sia la massima confusione su tutto e il campo alimentare non faccia eccezione.

Esiste o no uno stile corretto di nutrirsi?
Chi lo stabilisce? Mi chiedo perché tutta questa preoccupazione dell’uomo post-moderno per l’alimentazione e per la gastronomia. Ormai, non c’è rete televisiva che non propini una trasmissione di cucina! Per molti, frastornati dai vari e contraddittori messaggi sull’alimentazione, capire che cosa e come mangiare è diventato un problema, mentre dovrebbe essere una delle cose più naturali.

Mangia grasso e vivi bene. Questo assioma rende felice milioni di italiani. Come è possibile tutto ciò?
Piuttosto, c’è da chiedersi come sia possibile che i grassi animali, che sono stati alla base della storia alimentare dell’uomo e sempre ricercati come fonte di sopravvivenza e salute, siano improvvisamente diventati qualcosa da evitare come la peste. Di questo ho già scritto nel mio libro “Mangia Grasso e Vivi Bene”.

Ce ne parli un po’
Mi piace riportare una citazione che si trova in questo volume, citazione dell’autorevole Professor G.V. Mann, ricercatore del famoso studio Framingham: “E’ stato ripetutamente dimostrato che l’ipotesi che lega la dieta all’infarto (Teoria Lipidica) è sbagliata, ma nonostante questo, per complicate ragioni di orgoglio, profitto e pregiudizio, l’ipotesi continua ad essere sfruttata da scienziati, società di raccolta di fondi, industrie alimentari e perfino agenzie governative. Il pubblico è stato ingannato dal più grosso imbroglio della storia”.

Parliamo di colesterolo. In rete si trovano decine di notizie in merito a presunti farmaci miracolosi ma lei sostiene che non è questa la malattia responsabile dell’infarto. Su quali basi lo afferma?
La Teoria Lipidica non mi ha mai convinto. Ho fatto delle ricerche e poi ho scritto il mio libro. Io non sono un ricercatore, né un accademico, ho solo riportato degli studi e delle opinioni di autorevoli scienziati. Una persona che ha un minimo di senso critico legge, si informa e poi decide.

E dunque?
Quando ormai 10 anni fa scrissi il mio libro di questi argomenti non si parlava. Il dibattito sulla validità o meno della Teoria Lipidica imperversava con toni accesi soprattutto negli USA e in pochissimi altri Paesi d’ Europa. Trovare in Italia uno straccio di articolo contro la criminalizzazione dei grassi saturi e del colesterolo era una cosa quasi impossibile.

E oggi?
Solo adesso, timidamente qualcuno spende una buona parola per il burro e ridimensiona la paura per i grassi. Tuttavia, la gente dopo oltre 50 anni ha subito un tale lavaggio del cervello che ancora acquista alimenti light, magri, sgrassati e schifezze simili. Nelle confezioni, preferiscono vedere scritto “grassi vegetali”, dicitura dietro la quale si nascondono i peggiori oli possibili per la salute, piuttosto che leggere “burro” o “strutto”, grassi del tutto sani.

Mentre è in atto una vera e propria guerra ai grassi, lei si pone contro la tanto celebrata dieta mediterranea. In che modo reagiscono i suoi pazienti al nuovo regime alimentare? Può fornirci qualche dato?
Gli Americani, prima dell’invenzione della Dieta Mediterranea, mangiavano uova, burro e pancetta ed erano magri. Morivano di patologie cardiovascolari, ma non per quello che mangiavano. Poi, è arrivata la grande rivelazione della Dieta Mediterranea, si sono messi a mangiare le famose quattro o più porzioni di carboidrati al giorno (più o meno mediterranee) e adesso sono il Paese più obeso del mondo e continuano lo stesso a morire di patologie cardiovascolari.

E gli italiani?
I dietologi hanno il coraggio di dire che ora in Italia le cose vanno male perché gli italiani stanno abbandonando la Dieta Mediterranea. La verità è che gli italiani la Dieta Mediterranea non l’hanno mai seguita, semplicemente perché non è mai esistita! Esiste il Mare Mediterraneo, esistono dei Paesi mediterranei, esistono anche dei popoli mediterranei, esistono perfino dei prodotti mediterranei, ma la Dieta Mediterranea no, quella è solo un mito! Negli anni ’50 la differenza tra i popoli anglosassoni piagati dalle patologie cardiovascolari e i popoli mediterranei, che di queste patologia soffrivano meno, era nella freschezza dei cibi, non nel fatto che si consumasse più o meno carne e pancetta. Già in quegli anni, gli americani e gli inglesi mangiavano nei fast food, compravano nella grande distribuzione cibi pesantemente processati, bevevano soft drinks e si rimpinzavano di zuccheri, mentre nell’area Mediterranea a pranzo si tornava a casa, si mangiavano cibi appena fatti, freschi, vitali, comprati dal negoziante sotto casa.

La buona salute dipende solo dal cibo che ingeriamo?
No. Negli anni scorsi in Italia esisteva un tessuto sociale ancora tradizionale e un modo di vivere meno frenetico che aiutava a stare meglio in salute. Sì, perché credere che la nostra salute dipenda solo da ciò che mangiamo è una delle tante stupide illusioni dell’uomo post-moderno.

Potrebbe indicarci i cibi che consiglierebbe in una giornata tipo? Suggerisce anche di praticare sport?
Io seguo i dettami dell’alimentazione tradizionale, non le effimere mode del momento, e questo prevede una certa individualizzazione nella composizione dei pasti. Se sei alto, magro, nervoso e freddoloso, perché dovresti mangiare in modo uguale ad uno brevilineo grosso, indolente e caloroso? Poi ci sono le stagioni e molti altri fattori. Lo sport e l’attività fisica sono, nelle giuste misure per ognuno, sempre da consigliare, non siamo fatti per stare seduti delle ore su di una sedia o affossati nel divano davanti alla televisione.

Autrice:  Martina Gaudino on 17 giugno 2015