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Caffé: meriti e demeriti PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Domenica 12 Giugno 2011 19:07

Negli ambienti salutistici il caffé non viene visto di buon occhio, ma considerato spesso un alimento voluttuario, inutile, troppo eccitante, acidificante e persino tossico. Molti guru dell’alimentazione sana ne sconsigliano l’uso e raccomandano la sostituzione con bevande più “naturali” come infusi e succedanei del caffé, come tostati di orzo e tarassaco.

   

Ma il caffé è davvero così nefasto per la nostra salute?
Nell’ultimo secolo sono stati condotti circa 19.000 studi sul caffé e la maggioranza di quelli più recenti mostra che questa bevanda pare avere più effetti positivi che negativi sulla nostra salute. Tuttavia, attenzione, molti di questi studi non provano un sicuro legame causa-effetto. Ai partecipanti agli studi è stato solo chiesto se bevano o no il caffé, ma poi il loro stato di salute potrebbe essere motivato da altre loro abitudini o dalla loro genetica. Quindi, si tratta di effetti potenziali e non di prove solide.

Diabete 2
Nel 2005 è stata condotta un’analisi di 9 studi sulla relazione tra caffé e diabete senile (tipo II). E’ risultato che su 193.000 persone che bevevano più di 6 tazze di caffé al giorno l’incidenza del diabete si riduceva del 35% rispetto a coloro che dichiaravano di berne meno di due tazze. Per le persone che bevevano dalle 4 alle 6 tazze la riduzione del rischio risultava del 28%.

Più di recente, alcuni ricercatori australiani hanno analizzato altri 18 studi che hanno coinvolto 458.000 persone in totale. E’ emerso che ogni tazza di caffé in più al giorno corrispondeva ad una riduzione del rischio di diabete del 7%. Stessi risultati si ottenevano con il caffé decaffeinato. Tuttavia i ricercatori hanno il dubbio che gli studi più piccoli possano avere sovrastimato i benefici del caffé.

Da cosa deriva il possibile effetto positivo del caffé nei riguardi del diabete? Secondo i ricercatori, è il totum a funzionare, una miscela di sostanze ad effetto potentemente antiossidante. Inoltre, il caffé contiene magnesio e cromo, che aiutano il corpo ad usare meglio l’insulina, la quale a sua volta controlla la glicemia. Come è noto, nel diabete II il corpo perde la capacità di regolare gli zuccheri del sangue. E’ probabile che la caffeina c’entri poco, considerato che gli stessi risultati si sono ottenuti anche con il decaffeinato. Tuttavia, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Nessuno ha ancora dimostrato che bere caffé faccia alzare i livelli di antiossidanti nel sangue.


Patologie cardiovascolari
Innanzitutto, considerato che il diabete porta ad un maggiore rischio cardiovascolare e che bere il caffé potrebbe prevenire il diabete, allora questa bevanda potrebbe essere utile nella prevenzione degli accidenti cardiovascolari.

Oltre a questo, il consumo di caffé è stato associato ad un ridotto rischio di disturbi del ritmo cardiaco (altro fattore di rischio per infarto e ictus), sia nelle donne che negli uomini.

In una ricerca che ha coinvolto 130.000 persone si è visto che 1-3 tazze al giorno di caffé riducevano del 20% il rischio di ospedalizzazione per aritmie cardiache.

Nel 2009, uno studio che ha interessato 83.700 infermiere ha mostrato che bere da due a più tazze di caffé al giorno riduceva del 20% il rischio di ictus, indipendentemente dai valori pressori, del colesterolo e della eventuale presenza di diabete.

 
Parkinson e Alzheimer
Per quanto riguarda il Parkinson i benefici del caffé pare siano piuttosto solidi: un alto consumo di caffé riduce il rischio di Parkinson. In questo caso pare che l’effetto sia imputabile alla caffeina, ma non ci sono certezze.

Il caffé è anche stato associato ad un ridotto rischio di demenza, incluso l’Alzheimer. Uno studio finlandese del 2009, durato 20 anni e che ha coinvolto 1400 persone, ha mostrato che tra coloro che bevevano 3-5 tazze al giorno di caffé il rischio di ammalarsi di Alzheimer si riduceva del 65%.


Tumori
Diversi studi mostrano che il consumo regolare di caffé è associato ad una riduzione del rischio di cancro del fegato e di cirrosi. Tuttavia, ancora una volta il meccanismo d’azione rimane sconosciuto e come per altre patologie l’ “associazione” non dimostra una causa-effetto.

Il caffé potrebbe ridurre la mortalità dovuta al cancro alla prostata, secondo un recentissimo studio. Negli uomini che assumevano sei tazze al giorno il rischio di avere un tumore alla prostata si riduceva del 18% in generale e del 60% nel caso di forme particolarmente letali. Questo valeva anche per il consumo di caffè decaffeinato. Il rischio si riduceva del 6% per ogni tazza di caffé normale e del 9% per quello decaffeinato.

Secondo i ricercatori il risultato del loro studio è molto importante, ma aggiungono che è ancora presto per raccomandare ufficialmente ai pazienti con cancro prostatico avanzato di consumare molti caffè. Questa bevanda potrebbe provocare anche degli effetti collaterali che andrebbero valutati caso per caso. I ricercatori sono comunque convinti che il caffé ha un effetto protettivo perché in grado di assicurare al nostro organismo molti degli antiossidanti con azione antitumorale. Alcuni di questi sono gli acidi clorogenici, i lignani e fitoestrogeni.

Secondo recenti studi, il consumo di caffé potrebbe anche giovare nella prevenzione del tumore mammario, soprattutto quello recettore estrogeno negativo. Il meccanismo non è ancora chiaro e comunque sono necessari altri studi per avere una conferma definitiva. Invece uno studio finlandese condotto su circa 60.000 soggetti ha escluso che bere anche fino a 10 tazze al giorno di caffé possa causare il cancro al colon.

 

Effetti indesiderati
Stando ad altri studi, il consumo di caffé ha indubbiamente anche degli effetti negativi, ma questi variano moltissimo da soggetto a soggetto. Infatti alcune persone sembrano particolarmente sensibili agli effetti soprattutto della caffeina. Gli effetti negativi più frequenti sono: dipendenza, crisi tachicardiche, ipertensione, acidità gastrica, insonnia, esaurimento surrenalico e quindi stanchezza,, inappetenza, agitazione, irritabilità, ansia, depressione, cefalea, possibile rischio di infertilità, rischio di nascituri sotto peso (oltre le due tazze), osteoporosi, aumento del rischio di smagliature, permeabilità intestinale.

 

Bibliografia

- Barrett-Connor E et al, Coffee-Associated Osteoporosis Offset by Daily Milk Consumption JAMA. 1994;271(4):280-283.

- Kathryn M. Wilson et al. Coffee Consumption and Prostate Cancer Risk and Progression in the Health Professionals Follow-up Study JNCI J Natl Cancer Inst (2011) doi 10.1093/jnci/djr151 First published online: May 17, 2011

- Li J et al. Coffee consumption modifies risk of estrogen-receptor negative breast cancer. Breast Cancer Research, 2011

- León-Carmona JR, Galano A. Is Caffeine a Good Scavenger of Oxygenated Free Radicals? The Journal of Physical Chemistry B, 2011; 115 (15)

- Osterweil N, Coffee and Your Health Say it’s so, Joe: The potential health benefits -- and drawbacks –- of coffee. www.webmed.com

- Bidel S et al. Coffee consumption and risk of colorectal cancer. European Journal of Clinical Nutrition (2010) 64, 917–923; doi:10.1038/ejcn.2010.103; published online 23 June 2010

 

 


 

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