Fitoterapia

Riscopriamo la manna

MannaLa manna di cui voglio parlarvi non ha nulla a che vedere con quella dei racconti biblici. La manna degli Ebrei, infatti, sembra fosse un piccolo lichene commestibile molto leggero (Leucanora esculenta) che per questo motivo veniva trasportato dal vento per lunghe distanze e quindi pareva “cadere dal cielo” . 

La nostra manna invece non cade dal cielo, ma nasce dalla terra, anzi da alcuni alberi che l’uomo ha imparato a coltivare e sapientemente fruttare. Si tratta della linfa di alcune specie di frassino e che si presenta come dello zucchero velato rappreso, di colore che va dal bianco candido al giallo paglierino e dal sapore dolciastro.

La storia in breve  – L’uso della manna era già noto agli antichi medici arabi del IX secolo e successivamente si diffuse in tutta Italia. La prima citazione su questo dolce prodotto della natura si trova in una lettera datata 1239, del grande Federico II di Svevia. Pare che inizialmente la manna venisse importata dalla Persia, ma poi iniziò ad essere prodotta in varie regioni del Mediterraneo. Nel ‘700 il grosso della produzione spettava alla Sicilia, da cui proveniva la manna migliore. Attualmente, in Italia, le coltivazioni per la produzione della manna sono  presenti esclusivamente in Sicilia nelle zone di Castelbuono, di Pollina e di Cefalù.

Coltivazione e raccolta – Le specie di frassino da cui si ricava la manna sono:

  • Fraxinus ornus, Orniello, volgarmente chiamato anche albero della manna o frassino della manna.
  • Fraxinus angustifolia, frassino meridionale. Albero assai diffuso in Sicilia nei primi dell’800, periodo in cui solo nella Provincia di Palermo  esistevano frassineti per oltre 3000 ettari. In particolare, nel circondario di Castelbuono il F. angustifolia costituiva il 75% degli alberi coltivati.

Gli alberi sono pronti per la produzione della manna quando raggiungono l’età di 7-8 anni e possono essere sfruttati per circa 20 anni. Dalla seconda settimana di luglio viene praticata una incisione sulla corteccia degli alberi. Da questa trasuda la linfa che al contatto con l’atmosfera si rapprende in cannoli. In questo caso si tratta della migliore e più pura manna che si possa ottenere. Altra meno pregiata, si ricava raschiando la corteccia dopo l’abbattimento della pianta, alla fine del suo ciclo di produzione.

Per quanto riguarda la manna pura, ogni albero ne produce circa  1kg all’anno, anche se non sono rari gli esemplari che ne rilasciano anche 3-4 kg.  Produrre la manna non è cosa semplice. Ci vuole esperienza, conoscenza delle condizioni climatiche, del caratteristiche del terreno, dei tempi esatti di raccolta. Tutte variabili che possono condizionare la qualità del prodotto finale. Per esempio al momento della raccolta l’umidità atmosferica non deve superare il 70%. Basta un forte temporale a metà estate per compromettere tutto il raccolto della stagione. Sul mercato, la manna ha un prezzo di 100 euro al Kg.

Composizione – La manna pura è costituita  principalmente da mannite, o D-mannitolo (40-70%), un alcol esavalente del mannosio, volgarmente chiamato zucchero di manna. Costituenti minori sono acidi organici, acqua, glucosio, levulosio, mucillagini, resine e composti azotati (Tab.1). Comunque, la composizione qualitativa e quantitativa è influenzata da diversi fattori, come la zona di provenienza, l’età del frassino, le caratteristiche del terreno, l’andamento climatico della stagione, ecc.

Purtroppo la produzione e l’utilizzo della manna pura sono stati gravemente penalizzati dalla messa in commercio della mannite sintetica, che spesso viene spacciata come prodotto naturale e sostitutiva in tutto e per tutto della manna. La mannite artificiale viene ricavata della melassa di zucchero ed entra nella composizione di preparati “naturali” lassativi, utilizzati soprattutto in pediatria. Nonostante  la mannite naturale e la mannite sintetica non presentino sostanziali differenze chimiche, la mannite naturale si è dimostrata molto più efficace e questo pare sia dovuto alla sinergia di tracce di altre sostanze naturali non eliminabili con il processo di cristallizzazione. Nella manna pura poi, la mannite agisce sempre insieme alle altre componenti qualitativamente inferiori, ma altrettanto importanti per l’effetto finale salutistico della droga.

Per sostenere gli ultimi produttori di manna, salvaguardare quest’arte secolare  e favorire un prodotto tradizionale delle nostre terre e, non ultimo, per avere la garanzia di un prodotto biologicamente superiore, non acquistate la mannite e  scegliete sempre la manna pura o prodotti che la contengono.

Manna in cannolo %
Mannite  55 e più
Acqua  10
Glucosio 2,2
Fruttosio  2,05
Stachiosio  12-16
Monnotriosio  6
           Sali
(Fe, Al, Cu, Mn, Zn)
 1,5
 Frazione proteica  0,005
 Sostanze non note  10,785

Tabella 1 – Composizione chimica della manna canneli (da www.il frassino.it)

Caratteristiche terapeutiche generali – La manna è conosciuta soprattutto per il suo effetto blandamente lassativo, dovuto solo in parte all’effetto osmotico del mannitolo che non è riassorbito e diminuisce per osmosi il riassorbimento dell’acqua, che aumenta il volume fecale e stimola la peristalsi. Nonostante la presenza minima, anche la resina sembra giocare un ruolo importante nell’effetto lassativo.

Tuttavia la manna non è solo un lassativo. Prescrivo manna pura da oltre 15 anni e sulla base delle mie esperienze cliniche vorrei riassumere la valenza terapeutica di questo semplice quanto prezioso prodotto:

  • azione lassativa-osmotica: adatta a tutti, ma soprattutto indicata nei bambini e nelle donne in gravidanza. Ho avuto ottimi risultati  anche in bambini di 6-8 mesi. In questi casi, tuttavia, è bene riferirsi al pediatra e non fare dell’automedicazione.
  • azione depurativa e rinfrescante:  da utilizzare ai cambi di stagione, come si faceva una volta.  La manna è particolarmente adatta per cure primaverili di circa 10-15 giorni. Indicata in quelle persone, soprattutto bambini, che durante l’inverno hanno avuto ripetuti episodi di raffreddamento e affezioni gastrointestinali e che hanno dovuto fare ricorso a parecchi farmaci, tra cui soprattutto antibiotici.
  • azione depurativa  e rinfrescante intestinale:  utile nei bambini che presentano arrossamenti agli orifizi (occhi, bocca, ano, ecc), segno di un eccesso di “calore” intestinale, dovuto a indigestioni/intossicazioni alimentari o infezioni.
  •  azione espettorante, fluidificante e sedativa della tosse: spesso nei bambini le affezioni delle vie respiratorie sono associate o addirittura hanno un origine intestinale. In questi casi, quindi, la manna agisce su due fronti, considerato l’effetto purificante e rinfrescante a livello intestinale e quello sul catarro. Può essere assunta con vantaggio anche durante  gli episodi acuti e febbrili.
  • azione depurativo epatica, rinfrescante intestinale e  diuretica: molto utile in varie condizioni di sovraccarico metabolico, nel soprappeso e nel caso di affezioni della pelle.
  • azione dolcificante, ma senza interferenze con la glicemia: utile nel caso di diabete, ma anche nel caso di diete dimagranti.

La manna può essere assunta con acqua, con un succo di frutta o con un infuso al posto dello zucchero, considerato anche il suo potere dolcificante. Recentemente in commercio è uscito un ottimo prodotto a base di manna purissima, cannella, finocchio e inositolo che si presenta in pratiche bustine monodose. E’ bene protrarre l’assunzione per diversi giorni aggiustando la dose in base all’effetto sulla regolarità dell’intestino e la consistenza delle feci.

Controindicazioni e interazioni farmacologiche – La manna è ottimamente tollerata, non provoca diarrea, crampi, vomito. I diabetici possono usarla come edulcorante. Come tutti i lassativi, è controindicata nelle occlusioni intestinali. In alcune persone sensibili, può provocare nausea e flatulenza.

Francesco Perugini Billi©copyright – vietata  la riproduzione senza esplicito consenso dell’Autore.

Bibliografia

– Perugini Billi F, Le nostre piante medicinali. 2006. Ed junior.

– Perugini Billi F, Manuale di Fitoterapia. 2004. Ed Junior.

– www.ilfrassino.it (che ringrazio per la bella immagine che correda quest’articolo).