Mortar with healing herbs and sage, bottles of essential oil inLa Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) è una patologia che si riscontra nel 10% delle donne in età riproduttiva. Sul piano clinico, è caratterizzata dalla presenza di almeno due di questi tre sintomi e segni:
1) disturbo ovulatorio cronico, con oligo-ovulazione o anovulazione, e amenorrea;
2) ovaio policistico all’ecografia;
3) iperandrogenismo clinico e/o biochimico.

Tipicamente, le donne con PCOS hanno livelli di ormoni maschili più alti del normale, in particolare il testosterone, e livelli di ormoni femminili più bassi. A volte anche la prolattina è più elevata. Tuttavia, secondo gli ultimi studi, sembra che a giocare un ruolo chiave in questa condizione sia la resistenza insulinica. Che alla base possa esserci un disturbo metabolico è testimoniato anche dal fatto che fino all’80% delle donne con PCOS presenta obesità viscerale e il 30%-40% di quelle magre è affetto da insulino-resistenza e iperinsulinemia.

La PCOS si può essere divisa in questi tre gruppi:
a) anovulazione, iperandrogenismo e ovaio policistico (la forma più frequente);
b) anovulazione e iperandrogenismo;
c) iperandrogenismo e ovaio policistico;
4) anovulazione e ovaio policistico.

Terapia convenzionale
I farmaci utilizzati nella PCOS includono contraccettivi orali, che riducono i livelli di ormoni maschili e normalizzano il ciclo mestruale, la metformina, farmaco antidiabetico che regola i livelli di insulina. A volte è necessario il ricorso a farmaci induttori dell’ovulazione come il clomifene. Più di recente è stato introdotto il mioinositolo, che riduce i livelli di insulina e l’indice HOMA (calcolo matematico della sensibilità insulinica), migliora i valori di LH, il rapporto tra LH e FSH, testosterone, prolattina, regolarizza i cicli mestruali e migliora la fertilità. A parte quest’ultimo, i farmaci ormonali e antidabetici non sono per nulla scevri da rischi e comunque non sono sempre risolutivi.

Terapia non convenzionale

Dieta
Una dieta ben condotta rende il ricorso ai farmaci antidabetici non necessari. La dieta da sola il più delle volte fa perdere il peso superfluo, ristabilisce un corretto metabolismo, elimina la ritenzione idrica, riduce la glicemia e la sensibilità insulinemica, migliora la Sindrome Premestruale (SPM), così come l’umore e l’astenia. E’ del tutto inutile e dannoso prescrivere la metformina e non fare nulla per l’educazione alimentare della paziente.

Fitoterapia
Le piante medicinali sono una valida alternativa all’approccio farmacologico convenzionale nel trattamento della PCOS: stimolano la funzione ovarica, bilanciano la tiroide, modulano la secrezione di prolattina, modificano il metabolismo e regolano i livelli di iperinsulinemia.

Vediamo adesso alcune delle piante più specifiche che posso risultare utili nella PCOS.

Agno casto, Vitex agnus castus L. – da lungo tempo utilizzato per i disturbi femminili e nell’insufficienza lattea. Stimola lo sviluppo luteale, correggendo una eventuale carenza progestinica, attraverso un’azione dopaminica diretta sull’ipofisi anteriore, che inibisce la prolattina; promuove anche l’ovulazione e regola il ciclo mestruale;

Angelica cinese, Angelica sinensis (Oliv.) Diesel. – considerata una delle migliori piante medicinali per regolare il ciclo mestruale. Le ricerche scientifiche hanno mostrato che questa pianta agisce regolarizzando e normalizzando la produzione ormonale estrogenica. E’ un emmenagogo caldo, quindi da non usare in caso di emorragie.

Liquirizia, Glycyrrhiza glabra L. – normalizza la glicemia, soprattutto se assunta come prima cosa la mattina. Può essere utile nell’insulinoresistenza che si accompagna alla PCOS. Regola l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e questo ne fa un ottimo rimedio per le alterazioni del ciclo e l’infertilità legati allo stress o a squilibri ormonali. Un preparato della Medicina Tradizionale Cinese a base di Liquirizia e Peonia bianca, paeonia latiflora, ha ridotto i livelli di testosterone, stimolato l’ovulazione e migliorato e favorito il concepimento nelle donne con PCOS.

Cimicifuga, Actea racemosa L. – un prodotto commerciale tedesco a base di estratto di cimicifuga, il Klimadynon®, somministrato a donne con PCOS ha aumentato i livelli di progesterone, migliorato l’ovulazione e lo spessore dell’endometrio, addirittura meglio del farmaco clomifene (Clomid®). La cimicifuga è una pianta ad azione simil-estrogenica.

Shatavari, Asparagus racemosus Wild. – nella medicina ayurvedica è considerata una delle piante più importanti per la donna (disturbi del ciclo, fertilità, ecc.). Ha un’azione riequilibrante sia sugli estrogeni che sul progesterone, oltre che sull’insulina. Uno studio, in cui è stato usato lo shatavari assieme ad un programma terapeutico completo di tipo ayurvedico, ha mostrato che l’85% delle donne con PCOS trattate ha migliorato notevolmente la propria condizione e il 75% è riuscito a concepire.

Cannella, Cinnamomum verum J Presl. – può risultare molto utile, considerata la sua capacità di migliorare la resistenza insulinica e ridurre la glicemia a digiuno.

Gymnema, Gymnema sylvestre R.Br – utilizzato nella tradizione ayurvedica per la cura del diabete senile e del sovrappeso. Contiene acidi gymnemici che hanno mostrato effetti ipoglicemizzanti.


Bibliografia

 – Armanini D et al, Licorice reduces serum testosterone in healthy women. Steroids. 2004 Oct-Nov;69(11-12):763-6.

– Dayani Siriwardene S.A. et al Clinical efficacy of Ayurveda treatment regimen on Subfertility with Poly Cystic Ovarian Syndrome (PCOS) Ayu. 2010 Jan-Mar; 31(1): 24–27.

– Parijat Kanetkar et al, Gymnema sylvestre: A Memoir, J Clin Biochem Nutr. 2007 Sep; 41(2): 77–81.

– Perugini Billi F, Manuale di Fitoterapia. 2004, ed Junior, Azzano S.P. (BG).


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