Descrizione
Il sambuco è un arbusto che talvolta assume le dimensioni di un alberello di tre, quattro metri d’altezza. La corteccia è grigiastra e molto rugosa. Le foglie sono pennate e formate da 5-7 lobi picciolati. Ovali-lanceolati e acuminati. I fiori bianchi sono raccolti in corimbi ombrelliformi che durante la fioritura ricoprono letteralmente l’intera pianta. Il frutto è globoso e nerastro. Cresce comune nei boschi, nelle siepi e nei pressi di ruderi. E’ diffuso dalle coste fino al piano montano di tutta Italia. Fiorisce da maggio a luglio.
Etimologia
Sambucus: parola latina derivata dal greco sambyke o sakbut, un antico strumento musicale in uso anche tra i Romani, costruito con i rami di questa pianta. Ancora i tubi sonori della zampogna sono costruiti con il legno di sambuco.
Nigra: per via del nero dei frutti.
Componenti principali
- flavonoidi (fino al 3%), principalmente glicosidi flavonolici come la rutina, l’isoquercetina e l’astragalina;
- acidi fenolici: principalmente acido clorogenico;
- acidi triterpenici;
- steroli: principalemente sitosterolo, stimasterolo e campesterolo;
- olio essenziale (0,05-0,2%);
- tannini e mucillagini;
- minerali (8-9%), di cui soprattutto potassio.
Caratteristiche terapeutiche generali
I fiori di sambuco sono sudoriferi (diaforetici), diuretici, febbrifughi, anticatarrali e antireumatici (per via dell’azione depurativa generale). Hanno anche un certo potere antidolorifico. L’infuso è utile in diverse affezioni: bronchite, raffreddori, sinusite, malattie febbrili (scarlattina, morbillo, ecc.), reumatismi e gotta. Al primo segnale di raffreddore o di febbre, una tazza bollente di infuso di sambuco (meglio se mescolato con i fiori di tiglio) bevuta prima di andare a letto provoca un’abbondante sudorazione, migliora lo stato di congestione e abbassa la febbre. La sua efficacia è stata dimostrata anche nell’influenza.
I suffumigi con una manciata di fiori possono essere utile in un raffreddore acuto, un infuso raffreddato può essere gargarizzato nel caso di laringite e raucedine o impiegato come impacco nel caso di occhi infiammati. Un impiastro tiepido va bene anche per i geloni.
Raccolta
I fiori vanno raccolti, insieme alle corolle, non appena sono fioriti, meglio se durante la luna piena. Si seccano all’ombra, in un luogo asciutto e ben aerato. Poi, una volta seccati, i fiori si separano scuotendo le corolle.
Il sambuco è comune e molto diffuso, quindi la raccolta può essere abbondante. Potete cimentarvi in diverse e piacevoli preparazioni (vedi sotto), ma non dimenticatevi di fare una certa scorta di fiori per l’inverno perché, insieme a quelli di tiglio, possono essere molto utili nella febbre e nelle malattie da raffreddamento (vedi tisana diaforetica).
Mi raccomando, non fate raccolte nei pressi di industrie, strade, campi irrorati con pesticidi e in altri ambienti inquinati.
Preparazioni
- Mosto di sambuco
- Sciroppo di fiori di sambuco
- Liquore di fiori di sambuco
- Aceto di Surard