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Studi sull'azione antiallergica.
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Recenti studi hanno voluto indagare gli effetti antiallergici del farfaraccio, Petasites officinalis, una pianta medicinale europea piuttosto comune e diffusa. I risultati ottenuti, seppur preliminari, sono piuttosto incoraggianti e mostrano come l’assunzione regolare di questa pianta possa avere un effetto antiallergico paragonabile a quello degli antistaminici convenzionali. Pare che l’effetto benefico sia dovuto a due principi attivi, la petasina e alla isopetasina, in grado di ridurre lo spasmo della muscolatura liscia ed esercitare un’azione antinfiammatoria.
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Sebbene gli studi sul farfaraccio siano ancora agli inizi, hanno per il momento dato sorprendenti risultati. Infatti, un gruppo di ricercatori svizzeri afferma che l’uso di una minima quantità di farfaraccio per quattro volte al giorno può avere un effetto paragonabile a quello di un antistaminico, senza gli effetti collaterali del farmaco. In particolare, un ampio studio congiunto tedesco e svizzero, durato due settimane, ha mostrato un effetto paragonabile alla molecola cetrizina (Zirtek®), un antistaminico di impiego abituale nelle orticarie, allergie e “febbre da fieno”.
Sebbene ci fossero inizialmente da parte dei ricercatori alcune preoccupazioni circa la presenza di sostanze epatotossiche nella pianta medicinale (alcaloidi pirrolizidinici), alla fine si è visto che queste sostanze vengono eliminate al momento della produzione degli estratti secchi in forma di compresse.
Un ulteriore studio ha paragonato il farfaraccio con un altro antistaminico, la fexofenadina (Telfast®), nel caso di rinite allergica. Il farfaraccio si è dimostrato altrettanto efficace, ma senza causare gli effetti sedativi del farmaco sintetico. Gli autori sono giunti alla conclusione che il farfaraccio ha superato gli stretti parametri di valutazione farmacologica ufficiale e può essere considerato efficace come un antistaminico chimico.
Nel Medioevo il farfaraccio era considerato un rimedio per la peste. Nei secoli successivi questa erba perse molta della sua importanza e solo con le moderne ricerche scientifiche è stato possibile rivalutarne e ampliarne le proprietà terapeutiche. L’azione analgesica e antispastica di questa pianta, oltre che nelle allergie, è utile negli stati ansiosi e nel nervosismo (accompagnati da aumento della pressione, debolezza e insonnia), nelle coliti e negli spasmi delle vie urinarie. La tradizione attribuisce a questa pianta anche un’azione diaforetica, diuretica, mucolitica, digestiva ed emmenagoga. Esternamente le foglie fresche sono impiegate nel caso di traumi, ferite e ulcere.
Bibliografia
- Engel JP, Butterbur May Be an Effective Alternative Treatment of Intermittent Allergic Rhinitis Phytother Res. 2005;19:530-537.
- Perugini Billi F. Manuale di Fitoterapia. Ed Junior . Azzano S. Paolo (BG) 2004.
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