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Il Solstizio d'Estate e l'olio rosso d'iperico. PDF Stampa E-mail
Articoli - Fitoterapia
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Mercoledì 11 Ottobre 2006 14:36

Nel passato,il Solstizio d’Estate era il momento migliore per la raccolta delle erbe. Nella tradizione, le erbe venivano conservate per l’inverno e utilizzate nella cura di svariate malattie. Una parte, veniva bruciata subito nei fuochi solstiziali. L’erba solstiziale sacra per eccellenza è  l’iperico.


Durante il Solstizio d'Estate, che quest'anno cade il 21 giugno alle 12.26, le notti sono più corte e le giornate più lunghe. Tuttavia, è proprio da questo momento che progressivamente la luce si ritira lasciando sempre più posto all'avanzare dell'oscurità. Il Solstizio d'Estate rappresenta il tempo dell'abbondanza, del calore, dei colori, dei profumi, dei frutti e della fertilità. La Natura si manifesta in tutto il suo rigoglio. Gli antichi onoravano queste feste al fine di sintonizzarsi ai cicli della Terra e del Cosmo, convinti che la trasgressione delle leggi della Natura potesse portare l'uomo alla rovina materiale e spirituale.

  iperico_150.jpg

Con la cristianizzazione dell'Europa pagana, a queste feste furono sovrapposte quelle della nuova religione. Tuttavia, mentre il Solstizio d'Inverno viene ancora festeggiato, in quanto a questo è stata fatta coincidere la nascita di Gesù (che inizialmente cadeva in primavera), il Solstizio d'Estate è ormai un'antica festività caduta nell'oblio. Il motivo? Il Solstizio d'Inverno fin dall'antichità era considerato come una festa del cielo e del Sole e dei principi maschili, mentre il Solstizio d'Estate era una festa della Terra e dell'elemento divino femminile. Alla nascita del Sole bambino durante il Solstizio d'Inverno segue la fecondazione della Madre Terra nei riti di Primavera, che sono la premessa dell'abbondanza estiva.
L'esaltazione dell'elemento maschile e la diffusione di una religione che si incentra su una sola divinità anch'essa maschile, il Dio Padre, collocata lontano dalla Terra, ha sistematicamente soppresso l'elemento femminile e svilito la funzione spirituale della Madre Terra. Nessuna meraviglia, quindi, che in Europa le antiche feste che celebravano le divinità femminili, appunto legate alla Terra e alla Luna, siano completamente scomparse.  

The son of the King of the Moy in Midsummer
Found a girl in the greenwood;
She gave him black fruit from thornbushes.
She gave him an armful of strawberries on rushes...

from Dillon, Early Irish Literature

I fiori del Solstizio
Come abbiamo visto, il Solstizio d'Estate è il momento in cui le energie femminili sono al loro massimo. A queste gli antichi associavano anche il potere di guarigione. Nell'Europa pre-industriale, la maggior parte dei guaritori era ancora rappresentata dalle donne, che si rivolgevano soprattutto alle piante per la preparazione dei loro medicamenti. Sì, le stesse donne che nei secoli precedenti furono messe a centinaia sul rogo. In quel periodo, adorare e utilizzare gli elementi della Terra ed essere allo stesso tempo una donna non era proprio una combinazione fortunata.
Nel passato, quindi, il Solstizio d'Estate era il momento migliore per la raccolta delle erbe. Nella tradizione, le erbe venivano conservate per l'inverno e utilizzate nella cura di svariate malattie. Una parte, veniva bruciata subito nei fuochi solstiziali. L'erba solstiziale sacra per eccellenza è l'iperico. Si credeva che raccolto a mezzo giorno, come ancora si dovrebbe fare, era in grado di curare numerose malattie, mentre le radici, raccolte a mezzanotte tenevano lontano gli spiriti maligni. Per questo motivo, era abitudine appendere l'iperico sulla porta delle abitazioni. Hypericon, nel greco antico significa appunto "proteggere" o "sconfiggere un'apparizione". In alcune Regioni d'Italia, ancora oggi durante il Solstizio d'Estate la gente si reca nelle campagne e sui monti per raccogliere le erbe selvatiche.

 

Un'eco di un tempo passato. Un rituale di cui si è completamente perso il significato, ma che riporta gli uomini per un attimo a rivivere gli antichi rapporti che avevano con la Natura.

  spirale.jpg

Le virtù terapeutiche dell'olio rosso di iperico
Le istruzioni per la preparazione del macerato in olio, le trovate nella sezione Ricette & Formule. Al posto dell'olio di oliva extravergine, potete usare anche l'olio di ricino, che si presta bene per le applicazioni esterne nel caso di dolori reumatici.
La macerazioni al sole estrae dai fiori le sostanze terapeutiche. I favonoidi e le proantocianidine hanno proprietà cicatrizzanti e sono presenti soprattutto nei boccioli. L'ipericina e la pseudoipericina sono antivirali e si concentrano soprattutto nel fiore appena sbocciato. Consiglio, pertanto, di raccogliere una parte di fiori e una di boccioli. Mi raccomando, non è necessario darsi al saccheggio. Non distruggete la pianta, togliete le parti fiorite, ma non tutte. Comunque, l'iperico è un'erba comune e molto diffusa. Attenzione però a non cogliere quello che cresce sui cigli delle strade o in zone inquinate.
Ecco alcune precisazioni rispetto all'uso dell'olio, in aggiunta a quanto ho già scritto nella sezione Ricette & Formule:

 -ferite, soprattutto se sono stati coinvolti i nervi;
 -nevralgie, sciatalgie e fibrositi;
 -contratture muscolari;
 -scottature, eritemi solari (l'olio abbassa la temperatura della cute), infiammazioni della pelle; dermatiti da pannolino o semplici arrossamenti dei neonati, screpolature;
 -alcuni lo fanno applicare come massaggio a livello lombare nel caso di enuresi infantile:
 -emorroidi, gotta, reumatismi muscolari e articolari, ulcere, orticaria, herpes;
 -irritazioni dovute alla rasatura o alla depilazione.

L'olio rosso può anche essere utilizzato come olio vegetale base nell'aromaterapia. Puro o miscelato con olio di mandorle o di calendula (nel caso di ferite e di abrasioni).
L'olio d'iperico è reperibile anche in commercio. Purtroppo, non tutto è di buona qualità. L'olio deve essere di un bel rosso rubino. Se è "rosa" significa che è stato "tagliato" , cioè diluito con altro olio base.

 

 


 


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