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Scritto da Dr Francesco Perugini Billi
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Venerdì 03 Ottobre 2008 21:48 |
L’autunno è ormai arrivato. E’ tempo di andar per boschi in cerca di bacche di biancospino. Ne faremo una meravigliosa tintura che in quanto ad effetto non ha eguali. Mi raccomando, la raccolta va fatta lontano dai centri abitati, zone industriali e campi coltivati dove si fa uso di pesticidi.
In generale, il biancospino, di cui si usano anche fiori e foglie, ha proprietà antiaritmiche, cardiotoniche, cardioprotettive, coronarodilatatrici e sedative, dimostrate scientificamente ormai da anni. Migliora anche la digestione e combatte la diarrea.
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E’ indicato nelle insufficienze cardiache e valvolari, nelle aritimie cardiache, nell’aterosclerosi, nell’ipertensione, nella tendenza alle trombosi e nell’insonnia.
Le bacche sono ricche di bioflavonoidi è possiedono spiccate proprietà antiossidanti. Prevengono i danni dei vasi e quindi l’aterosclerosi. Si sono dimostrate efficaci nell’ipertensione moderata e nell’angina pectoris. Studiando le ceneri delle bacche si è scoperto che contengono anche fosfato di potassio, che il sangue porta verso il cervello, il sistema nervoso e la muscolatura. La carenza di questo elemento si manifesta con profondo senso di stanchezza, atonia generale e indebolimento delle naturali difese dell’organismo. Secondo due famosi medici ayurvedici, i dottori V. Lad e D. Frawley, le bacche sarebbero in grado di promuovere la longevità. Una sorta di Rasayana della nostra tradizione fitoterapica, quindi.
Preparazione
In un vaso di vetro o bocca larga mettere 40 grammi di bacche fresche con 1 litro di alcol a 95°C. Lasciare macerare per 15 giorni, agitando ogni giorno. Alla fine, filtrare e pigiare il residuo (utilizzare un panno di cotone ben pulito e strizzare bene). La tintura potrebbe contenere ancora parecchi residui. In questo caso, filtrare di nuovo utilizzando gli appositi dischetti di carta (processo molto più lento). Conservare in bottigliette di vetro scuro.
Per automedicazione, la tintura può essere assunta nel caso di irregolarità del battito cardiaco su base nervosa, che spesso si accompagna anche ad insonnia o a frequenti risvegli notturni (30 gtt x 3 volte al giorno), nella prevenzione dell’aterosclerosi (30 gtt andando a letto, per lunghi periodi) e nelle forma leggere di ipertensione (30 gtt x 3-4 volte al dì). In questo caso, gli effetti si manifestano dopo alcune settimane.
Nel caso invece di problemi cardiaci (valvolari, insufficienza cardiaca, angina, ecc.) e di terapia cardiologia e antiipertensiva già in atto, è meglio consultare prima un medico esperto.
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