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L'effetto placebo è in aumento PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Mercoledì 21 Ottobre 2009 12:33

 


Un paziente assume una compressina di zucchero, credendo che sia un farmaco, ma poi si sente meglio o addirittura guarisce. E’ l’effetto placebo, uno dei fenomeni più misteriosi e controversi, ma ormai universalmente riconosciuto.

 

Negli ultimi decenni, l’effetto placebo è in progressivo aumento e con questo devono fare i conti i produttori di farmaci. Ne sa qualcosa la Merck, il cui farmaco MK-869, che  doveva essere la carta vincente per riaffermarsi nel campo degli antidepressivi e battere gli altri due colossi come la Pfizer e la GlaxoSmith & Kline, si è dimostrato meno efficace del placebo. L’MK-869 era stato studiato con meticolosità e doveva essere una molecola innovativa che avrebbe procurato e garantito ai pazienti tanta felicità. Purtroppo per la Merck, negli studi clinici ad essere altrettanto felici erano anche i pazienti che assumevano, a loro insaputa,  degli zuccherini.

Ma l’MK-869 è solo uno dei tanti promettenti farmaci, costati milioni di dollari di ricerca, che ha fatto un sonoro fiasco quando è stato paragonato al placebo. Tra il 2001 e il 2006 i farmaci che non hanno superato la fase II della sperimentazione sono aumentati del 20%, mentre quelli che non hanno superato la fase III sono aumentati dell’11%. 

Lo scorso novembre, uno studio che doveva valutare gli effetti di un nuovo tipo di terapia genetica per il Parkinson, sponsorizzata dalla Michael J. Fox Foundation, fu brutalmente interrotto, perché il farmaco non reggeva al paragone con il placebo. Nei mesi precedenti, lo stesso destino toccò ad un nuovo farmaco per il Morbo di Crohn, che si dimostrò “sorprendentemente” meno efficace del placebo. Nello stesso periodo anche un farmaco antipsicotico  della Eli Lilly fece la stessa fine.

L’effetto placebo non riguarda solo i nuovi farmaci, ma anche molti che sono commercio da tempo e che stanno facendo guadagnare milioni alle aziende produttrici. E’ il caso del Prozac, che recentemente ha fatto delle pessime figure quando è stato confrontato con il placebo. Per quanto riguarda la classe degli antidepressivi, l’effetto placebo è aumentato del doppio rispetto agli anni ’80. In questo momento molte persone si illudono di prendere potenti farmaci  antidepressivi ed invece assumono qualcosa che è simile ad una mentina.

Da recenti studi, è anche emerso che l’effetto placebo non è uguale in tutte le regioni del mondo. Per esempio, negli anni ’90 il diazepam (Valium) manteneva una certa superiorità nei confronti del placebo sia in  Francia sia in Belgio, ma non negli USA. Al contrario, il già citato Prozac era superiore al placebo negli USA, ma lo era molto meno in Europa e nel Sud Africa.

Secondo gli esperti, non sono le medicine ad essere più deboli, ma è l’effetto placebo ad essere più forte. Comunque, rimane il fatto che un numero sempre maggiore di farmaci non supera il confronto con gli zuccherini.

Emblematico è un recente studio condotto alla  Harvard Medical School, per valutare l’effetto placebo nei paziento affetti da colon irritabile, patologia che a livello mondiale costa 40 miliardi di dollari all’anno. I pazienti furono  suddivisi a caso in tre gruppi. Un gruppo fu  semplicemente iscritto ad una lista d’attesa, in vista dell’inizio dello studio. I ricercatori sanno che alcuni pazienti migliorano semplicemente perché arruolati in qualche trial clinico. Un altro gruppo ricevette un placebo da un medico, dopo un breve colloquio. Il terzo gruppo ricevette anch’esso un placebo, ma dopo un incontro con un medico che si dimostrò particolarmente interessato ai sintomi e alla storia dei pazienti, che spiegò nel dettaglio le cause della malattia e mostrò ottimismo sull’andamento della malattia. Alla fine dello studio  i partecipanti del terzo gruppo furono quelli che migliorarono di più, con risultati paragonabili a quelli ottenuti con una reale terapia farmacologia. Inoltre, l’effetto placebo durò per settimane dopo l’interruzione dello studio e dell’assunzione della finta medicina. Questo risultato contraddice gli esperti dell’industria farmaceutiche, che hanno sempre affermato che l’effetto placebo è di breve durata e che quello dei farmaci dura più a lungo.

Un tempo, l’effetto placebo era considerato quasi una turba psicologica, una forma di nevrosi, che colpiva soprattutto i creduloni. Oggi, finalmente,  i ricercatori si sono convinti che l’effetto placebo è un fenomeno fisiologico, una risposta normale della nostra psiche.

L’effetto placebo è una straordinaria risorsa che l’uomo possiede per guarire ed è stata  sfruttata per millenni dagli antichi medici di tutte le culture del Pianeta. Risorsa per nulla presa considerata dalla moderna medicina materialistica, che invece l’ha sempre derisa. Ma adesso cosa sta succedendo? La coscienza dell’uomo sta cambiando ed è l’effetto placebo a prendersi gioco delle certezza dogmatiche della moderna farmacologia. Evidentemente stiamo diventando tutti più creduloni…

 


 


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