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Afte: cure naturali PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Giovedì 07 Gennaio 2010 10:04

 

 

Sono fastidiosissime ulcerette che compaiono sulla mucosa interna delle guance e delle labbra, ma possono presentarsi anche sulla lingua. Sono singole o multiple. Durano circa 10-15 giorni e in alcune persone tendono a ritornare. Non sono contagiose. Per la medicina sono un rebus perché le vere cause sono sconosciute e le ipotesi numerose: carenze di minerali e vitamine, allergie alimentari, microtraumi causati dalla masticazione, stress, fattori ormonali, deficit immunitari, ereditarietà e squilibri dell’ecologia intestinale.

 

Aftosi e Intestino. L’intestino rappresenta la più ampia superficie mucosa del nostro corpo, dove si concentra oltre l’85% delle strutture immunitarie. La sua influenza sugli altri organi, ma soprattutto sul resto delle mucose, quelle della bocca compresa, può essere fondamentale, sia nel bene sia nel male. Come abbiamo visto per le gengiviti, le condizioni immunitarie dell’intestino possono promuovere  l’insorgenza delle afte, soprattutto nel caso delle forme ricorrenti. In particolare, per quanto riguarda la cura, si deve agire concretamente su alcuni aspetti: permeabilità intestinale, flora, digestione e dieta. Il solo intervento sintomatico, sulle lesioni quando compaiono, non risolve le situazioni croniche.

Allergie.
Uno studio ha messo in evidenza che in un gruppo di pazienti che soffrivano di afosi ricorrente la metà aveva allergie alimentari. L’eliminazione dei cibi offensivi eliminò completamente il problema (J Oral Path Med, 1991; 20:473-5). Un altro studio ha mostrato che una dieta senza glutine eliminava completamente le afte non solo nei soggetti celiaci, ma anche in molte persone non celiache ma sensibili al glutine, confermando come questa proteina sia spesso una causa nascosta di molti disturbi che affliggono l’uomo (Gut, 1980; 21:223-6; Dig Dis Sci, 1981; 26:737-40; Bmj, 1976; 1:11-3).

Carenze nutritive.
Analizzando un gruppo di 330 persone con aftosi  ricorrente, si è scoperto che il 14,2 % era carente di ferro, acido folico e/o vitamina B12. Dopo l’assunzione di questi elementi, le afte non si ripresentarono più (J Oral Path, 1978; 7:418-23). Anche l’integrazione di zinco si è dimostrata efficace (South Med J, 1977; 70:559-61). Ricordo che  a volte non si tratta di vere e proprie carenze, cioè di una alimentazione in cui certi elementi mancano, ma di una incapacità del nostro organismo di assimilarli, legata a problemi digestivo-enzimatici, permeabilità intestinale e squilibri della flora intestinale.

Stress
. Potrebbe influire sulle ricorrenze delle afte, sebbene i risultati degli studi scientifici non siano univoci. Una certa associazione é stata dimostrata nei soggetti con tratti temperamentali ansiosi (J Oral Path Med, 1996; 25:357-9). Sta di fatto che alcuni pazienti affetti da afte ricorrenti hanno tratto notevole beneficio seguendo tecniche di rilassamento e visualizzazione (Psychosom Med, 1990; 52:526-35).

Dentifrici e collutori. Potrebbero contenere il sodio laurilsolfato, che alcuni studi hanno associato alla comparsa delle afte (Acta Odontol Scand, 1996; 54:526-35).

Terapia
Nel caso di forme croniche, è di fondamentale importanza valutare la situazione generale e ricercare le cause profonde del problema (alimentari, intestinali, costituzionali, stile di vita, ecc.). Come ho già detto, le sole terapie sintomatiche spesso non  si dimostrano efficaci nel prevenire le ricorrenze. 

Dieta
-  Nella mia esperienza clinica, una dieta Low Carb ricca di alimenti freschi e nutrient-dense  e povera di alimenti processati e commerciali è risultata molto efficace in numerosi casi cronici. Ovviamente, in abbinamento a una terapia immunitaria a livello intestinale.

Vitamina C – piuttosto efficace nel prevenire e nel curare le afte, soprattutto nei soggetti molto stressati, dediti al fumo e al consumo di alcolici. Si consigliano 500 mg al giorno, ma potrebbero essere necessari dosaggi più alti (The Doctors Book of Home Remedies II, Bantam Med. Dict.). Eventualmente consultare il medico per un dosaggio appropriato.

Vitamina E – spremere il contenuto di una perla di olio di vitamina E direttamente sull’afta può portare del sollievo (The Doctors Book of Home Remedies II, Bantam Med. Dict.).

Complesso B, Zinco e Ferro – vedi quanto detto in “carenze nutritive”.

Propoli –  Si è dimostrata efficace nel prevenire le ricadute (Clin Oral Invest, 2007; 11:143-7Rev. Cubana Estomatol, 1988; 25:36-44).

Probiotici – L’impiego locale e interno di prodotti a base di Lattobacilli accelera la guarigione delle afte (Werbach MR. Nutritional Influences on Illness, 2nd edn. Tarzana, CA). Nella mia pratica, considero la probiotica assolutamente necessaria, purché condotta con i ceppi giusti e per lunghi periodi. Da circa 20 anni utilizzo con ottimi risultati il sistema Symbioflor, soprattutto nel caso di aumentata permeabilità intestinale.

Liquirizia -  Applicata localmente guarisce l’afta in tre giorni (J Assoc Physicians  India, 1989; 37: 647).

Lisina – assunta ad alti dosaggi, 1g x quattro volte al giorno, riduce la durata di un attacco acuto di afte (Townsend lett Doc Patients, 2005; 269:144). Terapie più lunghe a questi dosaggi potrebbero creare qualche problema, meglio consultare un medico esperto. Ho avuto ottimi risultati anche con dosaggi di 1-2 g al giorno per una settimana.

Quercitina – inibisce il rilascio dell’istamina da parte delle cellule infiammatorie e può risultare molto utile nelle forme acute e croniche.

Aromaterapia -  Un’ottima miscela da utilizzare per toccature è la seguente: Laurus nobilis 1ml + Lavandula spica 1ml + Melaleuca alternifolia 3ml, miscelati in  olio rosso di Iperico 5 ml. Due gocce sulla lesione per 4-5 volte al giorno.

Ayurveda - Di solito i tipi Pitta sono più inclini alle afte. In questo caso, adottare una dieta anti-Pitta (es. priva di cibi piccanti, fermentati, di alcolici e cibi in generale “riscaldanti”). Si interviene con dei blandi lassativi come il rabarbaro o l’amalaki per due o tre giorni. Come prevenzione, si può usare il preparato chyavanaprasha, ricco di vitamina C,  e altri preparati a base di erbe rinfrescanti  insieme a polvere di conchiglia e ossido di corallo. Localmente, il rimedio più semplice è un impasto a base di un cucchiaino di miele e un quarto di cucchiaino di polvere di curcuma, che deve essere applicato sulla lesione, più volte al giorno.

Omeopatia – Per la prevenzione, è bene rivolgersi ad un medico omeopata, l’unico in grado di impostare una cura “di fondo”. Per quanto riguarda i rimedi acuti, i più frequenti sono Borax, Mercurius sol, Kali bich, Hydrastis, Sulfuricum acidum, prescritti a basse e medie diluizioni (5 o 7 CH) e somministrati frequentemente, i primi giorni.

Sali Biochimici – Come sintomatici, si sono dimostrati molto efficaci i seguenti Sali: Ferrum phosphoricum D12, Kalium chloratum  D6, Natrium chloratum D6, somministrati ripetutamente durante i primi giorni.

Fitoterapia – Nella prevenzione delle forme ricorrenti, ho trovato particolarmente efficace la tintura di Echinacea angustifolia, somministrata per diversi mesi. Per quanto riguarda le forme che compaiono in corrispondenza del mestruo, è indicato l’agno casto. 

 


 




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