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Scritto da Dr Francesco Perugini Billi
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Mercoledì 22 Settembre 2010 09:26 |
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In Italia i malati cronici sono in aumento e attualmente hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 25 milioni di persone, ovvero il 45.65 % della popolazione sopra i sei anni di età. Si potrebbe pensare che tutto ciò sia solo l’effetto dell’allungamento della vita e invece no, quasi 8 milioni di malati cronici sono giovani tra i 6 e i 44 anni e 2 milioni di questi hanno tra i 6 e i 24 anni (Adnkronos Salute). Quasi 8 milioni di giovani sono parecchi, considerato che le recenti generazioni sono supernutrite, ipervaccinate e tempestivamente trattate per ogni minima malattia.
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Io credo che una buona medicina dovrebbe occuparsi maggiormente dei sani. Voglio dire, dovrebbe prodigarsi a mantenere la salute, quale sommo e prezioso bene. Invece, nella quasi totalità dei casi è rivolta alla diagnosi e alla cura le malattie. Ti prende in consegna quando ormai ammalato sei già e spesso di medicalizza per sempre. La prevenzione, nel senso reale del termine, se ne fa molto poca. Quella che viene sbandierata come prevenzione è invece “diagnosi precoce”, cioè la ricerca, spesso ossessiva, di una malattia.
La gran parte delle malattie deriva dal contesto ambientale e socioeconomico in cui vive la popolazione. Quello ambientale-ecologico avrà sempre più peso in futuro. La medicina deve smettere di osservare l’uomo come avulso dal proprio contesto naturale. In questi decenni, una medicina più ambientalista ed ecologista avrebbe a mio avviso ottenuto più risultati per quanto riguarda il benessere della popolazione. Se non vogliamo che i bambini di oggi siano i malati cronici di domani, la medicina dovrebbe “promuovere politiche di prevenzione primaria, stimolare la promulgazione di normative indirizzate ad una reale salvaguardia dell'aria, dell'acqua, del suolo e più in generale del nostro habitat e della sua biodiversità ed affinché tutto ciò si traduca in una reale protezione della salute dell'uomo ed in particolare dei bambini, minacciati sempre più precocemente dall’inquinamento ambientale” (www.isde.it).
Francesco Perugini Billi |