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Secondo l’Ayurveda uno dei metodi principali per influire sull’equilibrio dei Dosha è il gusto. Il sapore di una sostanza influenza direttamente i Dosha, contribuendo sia al loro aumento che alla loro riduzione.
Il sapore salato è formato dagli elementi ACQUA e FUOCO ed ha proprietà principalmente scaldanti. Riduce (ovvero, migliora o pacifica) VATA e aumenta (ovvero, aggrava) sia PITTA che KAPHA.
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Il sapore salato (quindi i cibi dal sapore salato, senza necessariamente intendere solo il sale comune) se assunto a dosi opportune purifica il corpo, aiuta l’espulsione delle sostanze di rifiuto, migliora l’appetito e la digestione, ammorbidisce i tessuti, promuove l’appetito, la crescita fisica e dona energia. Apre ogni forma di blocco e aumenta la perspirazione.
Assunto in eccesso o in quantità inadeguate alla propria condizione e/o costituzione promuove: perdita di capelli, canizie prematura, formazione di rughe, indebolimento dei denti, sete eccessiva, dermatosi gementi ed edematose, ritenzione idrica, aterosclerosi, addensamento del sangue e patologie Pitta.
Secondo l’Ayurveda, il cibo, caratterizzato dai suoi sei sapori, non solo nutre il corpo fisico, ma anche la mente. Il cibo letteralmente si trasforma nei pensieri. Quindi, il sapore salato, influenzando anche un piano più sottile, dona gusto alla vita, fiducia in sé, coraggio, entusiasmo e interesse per il mondo e le relazioni. Combatte l’ansia e calma il sistema nervoso. Tuttavia, il salato assunto in eccesso o nelle condizioni non adeguate conduce a edonismo, avidità per i piaceri fisici, risentimento e invidia.
In generale, riduce le paure di VATA, aumenta la “focosità” di PITTA e l’edonismo e l’avidità di KAPHA. |