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Atropa belladonna L.
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Attenzione:  è una pianta molto velenosa e perfino mortale. Evitare di maneggiarla e soprattutto di utilizzarla, se non nelle forme opportune e dietro controllo medico.
Azione: anticolinergica, antidolorifica, broncodilatatrice, spasmolitica, antisceretoria, lattofuga.
Indicazioni: i galenici di belladonna (tinture, estratti, polveri, etc.), fino a qualche decennio fa, entravano a far parte di numerose preparazioni complesse, spesso assai efficaci. L'impossibilità di disporre di un farmaco registrato e quindi esclusivo (aspetto che sommamente interessa alle aziende farmaceutiche ancor più dell'effiacacia del farmaco stesso), l'immissione sul mercato di farmaci di sintesi, ha indotto il mercato del farmaco ad abbandonare progressivamente i prodotti a base di questa droga. La Belladonna è un rimedio del dolore e dello spasmo. Può essere utile in varie forme di nevralgie (facciale, intercostale, sciatalgico, etc.), ma agisce soprattutto sui dolori spastici della muscolatura involontaria del tratto gastrointestinale, dell'utero e delle vie urinarie. E' considerato uno dei migliori rimedi per la pertosse.
Parti utilizzate: le radici e le foglie.
Omeopatia: Belladonna è certamente uno dei farmaci omeopatici più prescritti, soprattutto nelle infiammazioni e nelle febbri dei bambini. Rispettando le modalità patogenetiche del rimedio, è possibile utilizzarlo nelle febbri ipertermiche, febbri con convulsioni (anche come preventivo), faringiti, malattie esantematiche, cefalea congestiva e pulsante e spasmi viscerali. Sul piano mentale, è indicato in alcune forme di delirio, agitazione e allucinazione. Se ben prescritto e un farmaco sorprendentemente efficace.
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