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I grassi, soprattutto quelli di origine animale, sono sempre stati presenti nella dieta dell'uomo. Tutti i popoli del mondo, quando hanno potuto, si sono procurati cibi grassi, ritenendoli istintivamente preziosi per il loro benessere. Sono una parte importante di tutte le diete tradizionali e hanno aiutato il genere umano nella sua evoluzione. Improvvisamente negli anni '50, vengono messi all'indice. In particolare, sono il colesterolo e i grassi saturi, che si trovano prevalentemente negli alimenti di origine animale, ad essere associati all'aumento delle morti per infarto nei Paesi occidentali. Nasce così la "Teoria Lipidica" e questi grassi diventano "fattori di rischio" non solo per il cuore, ma anche per altre malattie, tra cui il cancro. Da allora, gli esperti ci hanno convinto a ridurre il consumo dei cibi ricchi di colesterolo, che occlude le arterie, e ad aumentare quello degli oli polinsaturi, che invece le "puliscono". Soprattutto ci hanno insegnato a rifuggire dai grassi animali, come se fossero la peste. In seguito a questa martellante e non sempre disinteressata propaganda medica, le nostre abitudini alimentari hanno subito un cambiamento epocale. Via il burro, lo strutto, il lardo e quant'altro contenga gli odiati grassi e largo alle margarine e alla pletora di alimenti scremati, sgrassati e "dietetici". Via l'olio di oliva e la panna e largo agli oli di semi ricchi di polinsaturi. Così, abbiamo rinunciato a cibi che hanno fatto parte della nostra millenaria tradizione alimentare a favore di prodotti manipolati dalle industrie alimentari. Abbiamo guardato con sospetto alimenti davvero naturali, completi, ricchi di nutrienti e fattori protettivi (vitamine, minerali, antiossidanti) e accettato sulle nostre tavole prodotti impoveriti, devitalizzati e in cui spesso si nascondono i pericolosi grassi idrogenati. Le nuove tendenze alimentari grasso-fobiche non solo non hanno debellato le malattie cardiovascolari, ma hanno contribuito all'aumento dell'obesità e del diabete: due condizioni strettamente legate al rischio cardiovascolare. Si sono condannati i cibi grassi e si è favorito un eccessivo consumo di carboidrati. Paradossalmente abbiamo ridotto i grassi alimentari, ma siamo diventati tutti più grassi! La verità è che il colesterolo e i grassi saturi non sono la causa delle malattie cardiovascolari. Seguire una dieta povera di grassi non vi fa vivere più a lungo. La "Teoria Lipidica", che così tanto ha condizionato le nostre abitudini alimentari, non è mai stata dimostrata e rimane una semplice teoria. Dietro alle campagne antigrassi o per ridurre il colesterolo nel nostro sangue con l'uso di farmaci, si nascondono colossali interessi economici. Con questo mio libro intendo smontare il "mito del colesterolo", spiegarvi da dove tutto è nato, dissipare le vostre paure nei confronti dei grassi e riabilitare l'onore alimentare di cibi da troppo tempo demonizzati, come ad esempio il burro, la pancetta e le uova, che oltre ad essere una fonte di preziosi nutrienti, danno gusto e piacere al nostro mangiare.
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