ZincoQuasi 2 miliardi di persone nel mondo (circa il 25% della popolazione) sono carenti di zinco a seguito di un inadeguato apporto alimentare di questo metallo. Inoltre, la carenza di zinco può anche essere la conseguenza di una dieta troppo ricca di carboidrati, di acido fitico (cereali integrali e legumi) e dell’assunzione di certi farmaci (es. antinfiammatori non steroidei).

Zinco e sistema immunitario – Lo zinco è fondamentale per la regolazione del sistema immunitario e per il mantenimento dell’equilibrio tra Th-1 (risposta verso le infezioni e autoimmunitaria) e Th-2 (risposta verso gli allergeni), per il potenziamento dell’Interferone alfa (inibizione della replicazione virale). Tutto questo riduce lo stress immunitario e migliora il coordinamento della risposta immunitaria.

Lo zinco è anche un componente di alcuni importanti enzimi, come la superossido dismutasi (SOD), potente antiossidante intracellulare che protegge il DNA da eventuali danni ossidativi e l’intera cellula dalle infezioni virali e dagli accumuli di metaboliti tossici.

Zinco e infiammazione – Quando il sistema immunitario trova un agente patogeno inizia a liberare una serie di molecole che innescano la risposta difensiva. Questo processo coinvolge la via del Fattore Nucleare Beta (NF-kB). Una riposta antinfiammatoria adeguata dipende da questa via biochimica, che però non deve eccedere nella sua funzione altrimenti si rischia un’ infiammazione cronica. Lo zinco ha il ruolo di “frenare” la reazione infiammatoria, legandosi ad una proteina all’interno dell’NF-kB. Quindi, senza adeguate quantità di questo metallo una semplice infiammazione può trasformarsi in una forma degenerativa.

 Zinco e tumori – A causa dell’effetto sulla via del fattore NF-kB, lo zinco gioca un ruolo importante nella prevenzione dei tumori, considerato che alla base della trasformazione maligna delle cellule c’è spesso un processo infiammatorio cronico. Inoltre, lo zinco riduce l’angiogenesi, la liberazione di citochine infiammatorie e aumenta anche l’apoptosi (morte cellulare programmata) nelle linee cellulari anomali.

Lo zinco è particolarmente importante nei tumori della prostata e della mammella. Uno studio del 2012 mostra che tra le donne con gene BRCA1 (altamente associato allo sviluppo del tumore del seno) quelle con i livelli più alti di zinco hanno un rischio di tumore minore, mentre quelle con i valori più bassi hanno un rischio maggiore.

Zinco ed ormoni – Dall’analisi minerale del capello è emerso che le donne colpite dal tumore della mammella hanno elevati livelli di boro, rame e calcio e bassi livelli di zinco. Secondo alcuni ricercatori, il boro e il rame rendono le cellule della mammella più sensibili agli effetti proliferativi dell’estrogeno e meno a quelli normalizzanti del progesterone. Lo zinco migliora l’utilizzazione del progesterone e può spostare la donna verso un equilibrio ormonale caratterizzato da maggiore risposta al progesterone e ad una minore sensibilità agli estrogeni.

Il principale gene che protegge gli uomini dal tumore della prostata e le donne da quello della mammella è il TP53, considerato il guardiano del genoma umano. La trasformazione di questo gene può portare al tumore. Questo gene necessita lo zinco e la carenza di questo metallo può portare alla trasformazione del gene TP53 e quindi aprire la porta allo sviluppo di questi tumori.

Equilibrio Zinco-Rame – Il rapporto rame/zinco nei nostri tessuti dovrebbe essere pari a 1:8. Uno squilibrio di questo rapporto a favore del rame può essere alla base di diversi disturbi: stanchezza cronica, ipoglicemia, attacchi di panico, dermatosi, sindrome premestruale, candidosi, micosi e disturbi digestivi.

Questo squilibrio può essere causato dallo stress, da alcuni farmaci che contengono rame (soprattutto contraccettivi orali), da una dieta eccessivamente o esclusivamente basata su alimenti di origine vegetale, da una dieta povera di grassi, da un consumo eccessivo di caffè, zucchero e alcool (tutti alimenti che aumentano l’escrezione dello zinco) o di cioccolato e tè (molto ricchi di rame).

Il rame è un elemento traccia essenziale per il buon funzionamento del nostro organismo, ma ne abbiamo bisogno solo di piccole quantità. Lavora in relazione allo zinco, a volte in accordo a volte no. Il rame si trova in molti alimenti, ma lo assorbiamo anche dall’ambiente. Quando lo zinco è presente in buone quantità e quando ci sono altrettante quantità di proteine per legarlo, il rame viene gestito bene dal nostro organismo e l’eccesso può essere rapidamente eliminato attraverso la bile.

Quando la dieta è povera di zinco e di proteine – e di grassi per promuovere la produzione di bile – il consumo di alimenti ricchi di rame e l’apporto di rame ambientale (principalmente con l’acqua) crea un accumulo di rame nei nostri tessuti. In ultima analisi, “la carenza di zinco accentua un eccesso di rame”. L’eccesso di rame che si accumula nei tessuti è in forma inorganica, non legata alle proteine, altamente immobile e crea uno stato di sub-intossicazione che interferisce con molte funzioni dell’organismo. Particolarmente colpiti sono il fegato e la digestione, già penalizzati dalla carenza di zinco. Con il declino della funzione biliare, si sviluppa una incapacità ad elaborare cibi grassi e proteine animali, segnatamente la carne. Questo spesso succede ai vegetariani e ai vegani, che progressivamente diventano incapaci di digerire alimenti più “pesanti”, creando un ulteriore motivo di rifiuto verso cibi animali e i grassi. Per quanto riguarda i latticini, che molti vegetariani adottano come principale fonte proteica, c’è da dire che il calcio contenuto in questa categoria alimentare ha un’azione antagonista nei confronti dello zinco, per cui il loro consumo unilaterale ed eccessivo è sconsigliato. Tuttavia anche chi è onnivoro potrebbe avere dei problemi con un eccesso di rame se eccede nel consumo di frattaglie. In conclusione, considerato che è sempre possibile un eccesso di rame da varie fonti è bene mantenere una dieta varia, facendo attenzione a consumare con una certa frequenza quei cibi in cui la disponibilità di zinco è maggiore.

Fonti di zinco e dosi – I cibi più ricchi di zinco sono soprattutto le ostriche e altri mitili, vari tipi di pesci (es: acciuga, calamaro, mormora, sardine, seppia), vari tipi di carni (es: agnello, bovino, cavallo), le frattaglie (in assoluto il fegato), alcuni tipi di formaggio (es: fontina, grana, provolone) gli anacardi, le noci, il frumento integrale. I legumi sarebbero una buona fonte, ma perdono molto del loro contenuto di zinco una volta cotti. C’è da aggiungere che la disponibilità dello zinco nei cereali, legumi e semi oleosi potrebbe essere negativamente influenzata dalla presenza di fitati. Per esempio, la disponibilità dello zinco contenuto nelle carni è quattro volte maggiore di quello contenuto nel grano integrale.

La dose ufficiale giornaliera raccomandata per gli adulti è compresa tra gli 8 e gli 11 mg, tuttavia molti nutrizionisti e medici consigliano dosaggi compresi tra i 30 e i 40mg al giorno. Meglio assumerlo in forma chelata: zinco gluconato, amminoacidochelato, zinco citrato.

Francesco Perugini Billi©copyright – vietata la riproduzione senza esplicito consenso dell’Autore.

Bibliografia

– Dr. David Jockers, How zinc levels affect your immune system, January 07, 2014, naturalnews.com

– Warner L. Copper-Zinc Imbalance. Spring 2007, Vol 8 Number 1, Wise Traditions.