homeopathicpioneersEvidenze storiche

Nel passato, i medici omeopati curavano con successo il colera. Durante il 19° secolo ci sono state sette gravi epidemie di colera in America, di cui la peggiore nel 1832. I casi di morte tra le persone che non si curavano con l’omeopatia sono stati di cinque volte superiori rispetto ai casi di morte tra i malati curati con rimedi omeopatici.

Nel 1854 il Parlamento Inglese incaricò il Ministero della Salute di valutare quale fosse la migliore cura per le persone colpite dal colera. Gli esperti verificarono che negli ospedali “ufficiali” la percentuale di morte per questa malattia era del 54%, mentre negli ospedali omeopatici era del 16%.

Epidemia di colera del 1854:
nell’Ospedale Omeopatico di Londra  vi furono 10 decessi tra i 61 casi di colera diagnosticati (16,4%) e un morto tra i 331 casi di diarrea colerica;
nel vicino Ospedale Middlesex  furono trattati 231 casi di colera e 47 casi di diarrea colerica. Tra i pazienti colpiti da colera, in 123 morirono (53,2%), tra cui una infermiera.

Il Dr. Macloughlin, uno degli ispettori medici del Ministero della Salute, visitò i reparti [dell’ospedale omeopatico], esaminò i casi sotto cura e seguì i loro progressi. I suoi commenti, indirizzati al signor Hugh Cameron (1810-1897), un membro dello staff medico dell’ospedale furono i seguenti: “Ti rendi conto che mi sono recato nel tuo ospedale prevenuto contro il metodo omeopatico e che in me avevi un nemico piuttosto che un amico….e non ho bisogno di dirti che ho faticato non poco per acquisire la necessaria dimestichezza con il colera e il suo trattamento, attribuendomi una certa sicurezza nel riconoscere  e curare questa malattia. Pertanto non ho dubbi circa i casi che ho visto nel tuo ospedale. Quelli che ho visto erano veri casi di colera. Tra questi, diversi stavano andando molto bene con le tue cure e non  esito nell’affermare che sarebbero altrimenti morti con altre cure. Concludendo, devo ripeterti quello che ti ho già detto e ho detto a tutti quelli con cui ho parlato, che sebbene io abbia una cultura medica allopatica, nel caso la provvidenza dovesse colpirmi  col colera non esiterei a rivolgermi ad un omeopata, piuttosto che ad un medico allopata.” Dr. Macloughlin, era indubbiamente un esperto di colera, come mostrano le sue ricerche e pubblicazioni (citato in “A History of the London Homeopathic Hospital,1914).

“….in Germania i medici omeopati ottenevano notevoli successi nel trattamento della febbre tifoide, diffusa dalla disastrata armata napoleonica reduce dalla campagna di Russia” (Griggs, 1981, p.179).

“….un comitato era stato incaricato …..di riferire sui vari metodi di cura adottati (contro il colera)…..Fu un deludente elenco di fallimenti…ma….non ci fu menzione alle terapie dei firoterapeuti e alle dosi infinitesimali di canfora che furono sorprendentemente efficaci.” (Griggs, 1981, p.208)

“Le terapie omeopatiche per il colera si dimostrarono notevolmente efficaci. Dei 1655 pazienti colpiti curati a Raab (Ungheria), per esempio, solo sei dei 154 trattati con l’omeopatia morirono, mentre tra gli altri, trattati in modo convenzionale, ne morirono 821 (circa il 50%)”. (Cook, 1981, p.157)


Evidenze moderne

K. Linde, N. Clausius, G. Ramirez, et al.,
Are the Clinical Effects of Homeopathy Placebo Effects? A Meta-analysis of Placebo-Controlled Trials.” Lancet, September 20, 1997, 350:834-843.
Questa pubblicazione fa un’analisi su 186 studi scientifici che riguardano l’efficacia dell’omeopatia. Di questi, 89 sono stati condotti in modo scientificamente accettabile. I risultati hanno mostrato  che i pazienti che assumevano medicine omeopatiche avevano la possibilità di sperimentare un effetto positivo 2,45 volte rispetto al placebo.

J. Kleijnen, P. Knipschild, G. ter Riet,
Clinical Trials of Homeopathy.” British Medical Journal, February 9, 1991, 302:316-323.
Questa è la meta-analisi di ricerche cliniche più citata. Questa pubblicazione analizza i dati di 107 studi sui rimedi omeopatici. Tra questi, 81 (il 77%) hanno mostrato effetti positivi. Tra i 22 studi migliori, 15 hanno mostrato con certezza efficacia. I ricercatori concludono così: “Le prove mostrate in questo lavoro probabilmente sarebbero sufficienti per stabilire che l’omeopatia è efficace per certe patologie” Inoltre, “La quantità di prove positive fornite dai migliori studi fu per noi una vera sorpresa”.

C. N. Shealy, MD, R.P. Thomlinson, V. Borgmeyer,
Osteoarthritic Pain: A Comparison of Homeopathy and Acetaminophen.” American Journal of Pain Management, 1998;8:89-91
Studio in doppio cieco, con protocollo ufficialmente approvato, per documentare l’efficacia dei rimedi omeopatici rispetto all’acetaminofene nel trattamento dei dolori da osteoartrite di 65 pazienti. I risultati dello studio hanno documentato un miglioramento dei dolori nel gruppo trattato con l’omeopatia (il beneficio fu del 55% nel gruppo trattato con l’omeopatia e del 38% nel gruppo acetaminofene). Tuttavia, la superiorità del trattamento omeopatico rispetto a quello con acetaminofene non raggiunse un significato statisticamente valido. I ricercatori conclusero che l’omeopatia nei dolori artrosici sembra sicura e almeno efficace quanto l’acetaminofene, ma priva degli effetti indesiderati sulla funzione renale ed epatica della molecola chimica. Molti dei pazienti hanno chiesto di continuare con l’omeopatia.

M. Weiser, W. Strosser, P. Klein,
Homeopathic vs. Conventional Treatment of Vertigo: A Randomized Double-Blind Controlled Clinical Study.” Archives of Otolaryngology–Head and Neck Surgery, August, 1998, 124:879-885.
Questo studio coinvolse 119 pazienti con vari tipi di vertigini. Metà dei pazienti fu trattata con l’omeopatia (sotto forma di un complesso), mentre l’altra metà con un farmaco convenzionale (betaistina idrocloridrato). In termini di efficacia, il farmaco omeopatico fu efficace quanto il prodotto chimico, ma più sicuro.

D. Reilly, M. Taylor, N. Beattie, et al.,
Is Evidence for Homoeopathy Reproducible?” Lancet, December 10, 1994, 344:1601-6.
Questo studio ha preso in considerazione l’effetto immunoterapico dell’omeopatia nel caso di allergie da inalanti, replicando con successo due lavori simili pubblicati in precedenza. Nove degli undici pazienti trattati con l’omeopatia migliorarono, rispetto ai soli cinque dei tredici pazienti trattati con il placebo. I ricercatori conclusero che o le medicine omeopatiche funzionano o c’è qualcosa che non funziona negli studi scientifici controllati. Questo tipo di studio è stato di recente nuovamente replicato e sta per essere pubblicato.

J. Jacobs, L. Jimenez, S. Gloyd,
Treatment of Acute Childhood Diarrhea with Homeopathic Medicine: A Randomized Clinical Trial in Nicaragua.” Pediatrics, May 1994, 93,5:719-25.
Questo è stato il primo studio riguardante l’omeopatia ad essere pubblicato su di una rivista medica americana ufficiale. Lo studio ha preso in considerazione l’effetto di un rimedio unitario ad alta diluizione rispetto a placebo in 81 bambini, di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, affetti da diarrea acuta. Il gruppo trattato con l’omeopatia ebbe una riduzione statisticamente significativa del 15% nella durata degli attacchi. Inotre i bambini si sono disidratati di meno, la malnutrizione post-diarrea è stata modesta  e significativa è stata la riduzione della morbilità.

E. Ernst, T. Saradeth, and K.L. Resch,
Complementary Treatment of Varicose Veins: A Randomized Placebo-controlled, Double-Blind Trial.” Phlebology, 1990, 5:157-163.
Questo studio, che ha coinvolto 61 pazienti affetti da varici venose, ha mostrato che il trattamento omeopatico migliorava il tempo di perfusione venosa rispetto al placebo.

P. Fisher, A. Greenwood, E.C. Huskisson, et al.,
Effect of Homoeopathic Treatment on Fibrositis.” British Medical Journal, August 5, 1989, 299:365-66.
Questo studio in doppio cieco ha comparato l’effetto del Rhus toxicodendron al placebo in 30 pazienti sofferenti di fibromiosite. Si è visto che nei pazienti che assumevano il rimedio omeopatico i punti dolenti si riducevano del 25% rispetto al gruppo placebo.

D. Reilly, M. Taylor, C. McSherry,”Is Homeopathy a Placebo Response? Controlled Trial of Homeopathic Potency with Pollen in Hayfever as Model.” Lancet, October 18, 1986, 881-86.
Lo studio ha comparato un rimedio omeopatico di polline ad alta diluizione col placebo in 144 pazienti con rinite allergica primaverile. I parametri considerati sono stati la conta dei pollini, l’aggravamento dei sintomi e il ricorso agli antistaminici. In conclusione, si è visto che i pazienti che assumevano l’omeopatia mostravano un miglioramento dei sintomi superiore rispetto a coloro che assumevano il placebo e che la riduzione di sintomi si traduceva in un minore ricorso agli antistaminici. I risultati hanno confermato studi precedenti e dimostrano che l’omeopatia mostra effetti diversi da quelli del placebo.

J. Lamont,
Homeopathic Treatment of Attention Deficit Hyperactivity Disorder: A Controlled Study.” British Homoeopathic Journal, October, 1997, 86:196-200.
Quarantatré bambini affetti da sindrome da deificit attentivo sono stati assegnati a caso al gruppo trattato con omeopatici e al gruppo placebo. Poi, anche quelli del gruppo placebo sono passati all’omeopatia. I risultati mostrarono che i miglioramenti si manifestavano sempre con l’omopatia, sia che questa venisse assunta fin dall’inizio, sia nel caso fosse stata assunta dopo il placebo.

K.H. Friese, S. Kruse, H. Moeller,
Acute Otitis Media in Children: A Comparison of Conventional and Homeopathic Treatment.” Biomedical Therapy, 60,4,1997:113-116, originally published in German in Hals-Nasen-Ohren (Head, Nose, and Otolyngarology) August, 1996:462-66.
In questo studio è stata data la possibilità ai genitori di scegliere tra cura omeopatica e farmaci della medicina allopatica, somministrati dal loro otorino. 103 bambini hanno seguito la cura omeopatica, mentre 28 quella convenzionale. I ricercatori hanno constatato che nel gruppo trattato con l’omeopatia le ricadute erano del 40% per paziente, mentre tra i bambini che assumevano l’antibiotico erano del 70%. Tra i bambini curati con l’omeopatia che ebbero altre otiti, il 29,3% ebbero un massimo di 3 ricorrenze, mentre tra quelli trattati con gli antibiotici, il 43,5% ebbero un massimo di 6 ricadute.

Vittorio Elia and Marcella Niccoli
Thermodynamics of extremely diluted aqueous solutions.” Annals of the New York Academy of Sciences, June 1999
E’ stato realizzato uno studio approfondito di termodinamica su soluzioni acquose ottenute attraverso successive diluizioni centesimali (dall’1% fino a meno di 1×10-5 mol kg-1) e succussioni. Si è voluto misurare il calore prodotto miscelando varie concentrazioni di acidi e basi con l’acqua bidistillata o con le diluizioni etreme. Con le miscele  estremamente diluite si sono ottenuti nel 92% dei casi reazioni esotermiche, rispetto alle soluzioni non trattate omeopaticamente. Nello studio si dimostra come la diluizione e la succussione (procedimenti tipici dellla preparazione dei rimedi omeopatici) possano alterare permanentemente le proprietà fisico-chimiche dell’acqua. La natura di questo fenomeno rimane sconosciuto, sebbene sia ampiamente indagato dal punto di vista sperimentali.

J. Dittmann and G. Harisch,
Characterization of Differing Effects Caused by Homeopathically Prepared and Conventional Dilutions Using Cytochrome P450 2E1 and Other Enzymes as Detection Systems.” The Journal of Alternative and Complementary Medicine 1996 2:2,279-290.
L’obiettivo dello studio era quello di accertare se vi fossero differenze negli effetti tra una diluizione omeopatica (D) e una diluizione convenzionale (V) di eguale concentrazione sulla formazione di p-nitrocatecolo catalizzato dal citocromo 2E1. Arsenicum album e Potassium cyanatum (D) furono comparati con una eguale diluizione di As203 e KNC (V). E’ stata trovata una differenza statisticamente significativa nei riguardi dell’attività enzimatica. Queste differenze potrebbero essere dovute al modo con cui si preparano le sostanze in omeopatia: diluizioni progressive e succussioni intermedie.

K. Linde, W.B. Jonas, D. Melchart, D., et al.,
Critical Review and Meta-Analysis of Serial Agitated Dilutions in Experimental Toxicology,” Human and Experimental Toxicology, 1994, 13:481-92.
Questa meta-analisi di 105 studi di tossicologia ha mostrato che le medicine omeopatiche potrebbero essere utili nel trattamento dell’esposizione a sostanze tossiche.

P.C. Endler, W. Pongratz, G. Kastberg, et al.,
The Effect of Highly Diluted Agitated Thyroxine on the Climbing Activity of Frogs.” Veterinary and Human Toxicology, 1994, 36:56.

P.C. Endler, W. Pongratz, R. van Wijk, et al.,
Transmission of Hormone Information by Non-molecular Means.” FASEB Journal, 1994, 8, Abs.2313.

Questi due studi hanno mostrato che una medicina omeopatica può influenzare la crescita e lo sviluppo dei girini di rana.

 J. Benveniste, P.C. Endler and J. Schulte, (eds.),
Further Biological Effects Induced by Ultra High Dilutions: Inhibition by a Magnetic Field.” Ultra High Dilution, Dordrecht: Kluwer Academic, 1994, 35.

J. Benveniste, B. Arnoux, L. Hadji,
Highly Dilute Antigen Increases Coronary Flow of Isolated Hart from Immunized Guinea-pigs.” FASEB Journal, 1992, 6: Abs. 1610.

Questi due studi hanno mostrato che certi campi magnetici possono neutralizzare gli effetti delle medicine omeopatiche.

E. Davenas, B. Poitevin, and J. Benveniste,
Effect on Mouse Peritoneal Macrophages of Orally Administered Very High Dilutions of Silica.” European Journal of Pharmacology, April, 1987, 135:313-319.
Questo studio ha mostrato che SILICEA 6CH e SILICEA 10CH sono state capaci in modo statisticamente  significativo di aumentare le risposte immuni di macrofagi di topo.

Paolo Bellavite and Andrea Signorini,
Homeopathy: A Frontier in Medical Science. Berkeley: North Atlantic, 1995.
E’ la pubblicazione più importante tra quelle che  trattano la ricerca scientifica in omeopatia. In alcuni eccellenti capitoli vengono esposte le varie teorie che tentano di dare una spiegazione al funzionamento delle diluizioni omeopatiche, alla luce della biofisica, dei frattali, del caos e della teoria della complessità.

P.C. Endler and J. Schulte (editors),
Ultra High Dilution: Physiology and Physics. Dordrecht: Kluwer Academic, 1994.
Una raccolta di articoli sulla ricerca di base sulle alte diluizioni. Un secondo volume, intitolato  Fundamental Research Ultra High Dilutions and Homeopathy, Dordrecht: Kluwer Academic, è stato pubblicato nel 1998.

Roeland van Wijk and Fred A.C. Wiegant,Cultured Mammalian Cells in Homeopathy Research: The Similia Principle in Self-Recovery. Utrecht: University of Utrecht, 1994.
Questo è un testo tecnico che riguarda studi sugli effetti delle diluizioni omeopatiche sulle cellule. E’ una verifica del principio dei simili.

M. Doutremepuich (ed.),
Ultra-Low Doses. Washington, DC/London: Taylor and Francis, 1991.
Questa è un elenco di articoli sulle alte diluizioni.

Benefici economici delle terapie omeopatiche.
Costi e benefici delle terapie omeopatiche.
Caisse Nationale de l’Assurance Maladie des Travailleurs Salaris, 1996.
E’ uno studio su 130.000 prescrizioni che conferma i benefici e i vantaggi economici del metodo omeopatico. L’indagine ha anche mostrato che i giorni di assenza per malattia dal lavoro dei pazienti curati con l’omeopatia erano 3.5 volte inferiori (598 giorni/anno) rispetto ai pazienti sottoposti a cure allopatiche (2.017 giorni/anno). Sebbene le medicine omeopatiche in Francia rappresentino il 5% del totale prescritto, incidono solo del 1.2% sulle spese di rimborso dei farmaci, considerato il loro basso costo (in Francia l’omeopatia è rimborsabile dal servizio sanitario nazionale).

Jacobs, J, Smith, N.
Charges, utilization, and practice patterns from a pilot insurance program covering alternative medical services.” American Public Health Association Conference, New York City, November 18-21, 1996.
Questo è uno studio condotto a Seattle (USA) che ha messo a confronto l’impiego e il costo di alcune terapie alternative: omeopatia, naturopatia e agopuntura. L’omeopatia è risultata la meno costosa e, inoltre, i pazienti  che si rivolgevano a questa metodica nel complesso facevano meno visite dal medico omeopata rispetto a chi si rivolgeva agli altri medici alternativi. (Tuttavia, questo studio non ha fatto confronti con la medicina convenzionale). Vedere anche: , W.B. Jonas and J. Jacobs, Healing with Homeopathy. New York: Warner, 1996.

Cost-effectiveness of homeopathic treatment in a dental practice,” British Homoeopathic Journal. January, 1993;82,1:22-28
Questo studio ha preso in considerazione il lavoro di un dentista-omeopata e ha mostrato che i suoi trattamenti erano superiori in termini di rapporto costi e benefici rispetto ad un dentista convenzionale.

Swayne, J., W. Feldhaus.
The cost and effectiveness of homeopathy.” British Homoeopathic Journal July 1992;81,3:148-150.5H.
Questo studio ha mostrato che i medici che praticano l’omeopatia fanno meno prescrizioni e a costi inferiori rispetto ai loro colleghi convenzionali.

Gerhard, I, G. Reimers, C. Keller, and M. Schmuck,
Weibliche fertiltitasstorungen. Vergleich homoopathischer einzelmittel–mit konventioneller hormontherapie.” Therapeutikon. 1991;7:309-315.
Un piccolo studio sul trattamento omeopatico nell’infertilità. Ha mostrato che le cure omeopatiche, a parità di risultati, erano 30 volte meno costose rispetto alle cure convenzionali.

French Government Report:
Social Security Statistics.CNAM (National Inter-Regulations System) 61, January 1991.
Studio statistico condotto dal governo francese nel 1991, che ha mostrato come le cure omeopatiche rimborsabili costino meno allo Stato di quelle allopatiche. Si è anche visto che più i medici omeopatici avevano esperienza e maggiore era il risparmio.

Francesco Perugini Billi©