Vinca minore, Vinca minor L.

Vinca minore, Vinca minor L.

La demenza è  il declino delle abilità mentali, come pensare, ricordare e ragionare. Nei Paesi occidentali è un fenomeno in continuo aumento, in parte dovuto all’invecchiamento della popolazione e in parte dovuto ad altri fattori, non tutti identificati. Tuttavia, il fatto di diventare vecchi non è una condizione sufficiente per manifestare questo grave problema. Lo stile di vita e l’alimentazione possono rallentare questo fenomeno o evitarlo del tutto.

Allora, vediamo cosa si può fare.

Muoversi. La regolare attività fisica può influenzare l’efficienza della nostra mente e ridurre il rischio di demenza e di declino cognitivo.  L’esercizio aerobico fa affluire maggiore sangue al cervello che così viene meglio ossigenato. L’esercizio fisico moderato stimola il rilascio a livello cerebrale di fattori che riparano il tessuto nervoso, come il Fattore di Crescita Glia-derivato (GDGF), il Fattore di Crescita Cervello-Derivato (BDGF) e il Fattore di Crescita Neurotrofico (NGF). In particolare, otto studi che hanno coinvolto 670 adulti ultracinquantacinquenni hanno mostrato che la corsa e la bicicletta aumentava in modo significativo l’efficienza cardiaca e a questa si accompagnava una maggiore capacità mnemonica.

Stimolare il cervello. Le persone che coltivano un hobby hanno una significativa riduzione del rischio di Alzheimer o di altri tipi di demenza. Anche le persone con i titoli di studio più alti o che leggono molto rischiano di meno.

Mantenersi socialmente attivi. Amicizie e relazioni sociali aiutano a mantenere vitale la mente. Uno studio ha mostrato che coloro che interagiscono poco con gli altri hanno la più alta incidenza di demenza.

Disintossicarsi. Recenti studi hanno mostrato come le sostanze chimiche (metalli pesanti, pesticidi, ecc.), anche quelle che usiamo in casa o per il giardinaggio, possono influenzare in negativo il rischio di demenza.

Dimagrire. Bisogna cercare di mantenersi nel peso forma, perché il soprappeso o peggio la vera obesità è associata ad un maggiore rischio di demenza.

Assumere fattori protettivi. Il modo migliore per assumere vitamine, minerali e antiossidanti e tramite l’alimentazione, che deve essere basata su cibi freschi, non processati dall’industria e possibilmente interi. Bandire completamente gli alimenti scremati e light. I grassi servono per assimilare meglio i fattori di protezione presenti nei cibi. Infatti i fattori più importanti sono liposolubili. Consumate il più possibile biologico, ridurrete il carico di pesticidi (che tra l’altro, come ho già detto, aumentano il rischio di demenza) e avrete alimenti in media più ricchi di nutrienti. Se siete anziani (diversi studi mostrano che molti anziani sono cronicamente carenti di diversi minerali e vitamine – Vit C, E, D,  Carotenoidi, Zinco, Selenio, Magnesio) o credete che la vostra alimentazione sia o sia stata per qualche motivo carente, allora fatevi prescrivere degli integratori. Per la prevenzione della demenza si sono dimostrati di qualche efficacia complesso B, gli omega-3, ll’acetil-carnitina e le vitamine C, E, D e il selenio.

Meditare. Secondo lo psicologo Richard Davidson la meditazione ha un effetto estremamente positivo sul coordinamento della rete neuronale del nostro cervello. Le persone che meditano regolarmente da lunghi anni hanno una migliore memoria, una migliore concentrazione e in generale stanno meglio da un punto di vista psico-fisico rispetto a coloro che non hanno mai praticato la meditazione.

Assumere fitoterapici. Numerose piante medicinali possono essere di grande aiuto nella prevenzione della demenza. Vediamone alcune:

Ginkgo biloba – diversi studi hanno mostrato che è in grado di migliorare le capacità mentali nel caso di demenza moderata. Tuttavia, in un recente studio il Ginkgo non è stato in grado di prevenire la demenza in un gruppo di persone di 75 anni. Io dico che, forse, iniziando ad assumere questa valida pianta prima dei 75 anni i risultati potrebbero essere migliori. Il Ginkgo protegge il cervello dai danni ossidativi e questi iniziano ben prima dei 75 anni.

Bacopa monniera. Ha proprietà adattogene, toniche per il sistema nervoso e cardiaco, antiossidanti cerebrali e immunomodulanti. Ha mostrato di ridurre gli accumuli di beta-amiloide nel cervello, che sono associati alla comparsa dell’Alzheimer. Purtroppo lo zelo anti-erbe medicinali in atto a livello nazionale e comunitario ha eliminato dal commercio questa preziosa pianta medicinale.

Centella asiatica. In India è stata usata da millenni per migliorare le prestazioni mentali. E’ in grado di aumentare la memoria, il QI  e migliora l’irrorazione sanguigna dei tessuti, cervello compreso.

Withania somnifera. E’ una pianta della tradizone ayurvedica con notevoli proprietà medicinali, molte confermate dagli studi scientifici. Non solo riduce lo stress e l’ansia, ma ha un potente effetto antiossidante in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni dell’età.

Curcuma. Contiene curcumina, che ha mostrato una promettente attività antidemenza in uno studio condotto sui topi da laboratorio.

Vinca minor (Pervinca). E’ una pianta piuttosto comune nei nostri boschi montani di latifoglie, un tempo molto utilizzata e più di recente a torto negletta. Personalmente la considero una sorta di Ginkgo biloba europeo, perché con questa pianta esotica condivide molte proprietà.

Allium sativum (Aglio). Le qualità antiaterosclerogene  e cardioprotettrici di questa pianta sono note e da lunghissimo tempo utilizzate.

Convolvulus pluricaulis. Tra le altre, possiede una spiccata azione sedativa e nervina. In India è utilizzata per il trattamento dell’astenia nervosa e fisica, insonnia e mancanza di energia. Uno studio condotto in laboratorio ha mostrato che il C. pluricaulis è in grado di ridurre i danni cerebrali da alluminio. Questo potrebbe tornare utile nella prevenzione dell’Alzheimer, considerato che una delle cause ipotizzate di questa malattia è proprio una intossicazione da alluminio.

Zenzero. Diversi studi mostrano che lo zenzero possiede notevoli proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, anticoagulanti, ipotensive e ipoglicemizzanti, che potrebbero risultare molto utili nella prevenzione dell’aterosclerosi, ictus e patologie cardiovascolari.

Tè. Sono stati condotti diversi studi sulla capacità del tè, soprattutto quello verde e bianco, di proteggere e  riparare  le cellule del cervello e del midollo spinale. Le catechine, ed in particolare le epigallocatechine galate (EGCG) , sono in grado di agire come potenti antiossidanti, ridurre le infiammazioni cerebrali, proteggere i vasi e chelare il ferro. E’ noto che negli stadi iniziali del Parkinson e dell’Alzheimer l’accumulo cellulare del ferro precede la manifestazione dei primi sintomi. Il tè inoltre è anche ricco di quercitina, che è un potente antinfiammatorio e ha mostrato, a dosaggi molto alti e negli animali da laboratorio, di riparare i danni del midollo spinale. Per quanto riguarda la prevenzione delle demenze, il tè nero potrebbe non avere lo stesso effetto di quello bianco o verde, considerato il suo più alto contenuto di fluoro e alluminio.

Stare lontano dai farmaci. Il più possibile ricorrere alle medicine naturali. Tra gli effetti collaterali di molti farmaci sono contemplati sintomi quali perdita di memoria, confusione mentale e altri tipici segni della demenza. Questi farmaci sono le statine, le benzodiazepine, gli antidepressivi, gli steroidi, i beta-bloccanti, gli anticolinergici e gli antinfiammatori.

Stare lontano dal glutammato. Questa sostanza è un’ eccitotossina e attiva processi infiammatori cronici a livello del sistema nervoso centrale. Evitare tutti i cibi che lo contegono.

Vaccinarsi il meno possibile. Ogni autunno agli anziani viene consigliata la vaccinazione antinfluenzale, la cui efficacia, in questa categoria  è tutt’altro  che dimostrata. Di certo invece c’è che in ogni vaccinazione contiene sostanze potenzialmente tossiche, se non cancerogene come la formaldeide,  che sulle lunghe possono attivare processi infiammatoricronici a livello cerebrale e aprire la strada alle patologie degenerative.

Francesco Perugini Billi©copyright 


Bibliografia

Evans J. Prevnting dementia. WDDTY October 2009. Vol. 20, No. 7

Mazzolini L. I neuroni del buonumore. Scienza e Conoscenza. Anno 8 No 30.

The Blaylock Wellness Report Decembre 2008. Vol.5, No.12

The Blaylock Wellness Report April 2009. Vol.6, No.4

The Blaylock Wellness Report August 2009. Vol.6, No.8

The Blaylock Wellness Report September 2009. Vol.6, No.9