Patologie Probiotica

Microbiota mammario e rischio tumorale

Significative differenze tra la composizione batterica dei tessuti mammari sani e tumorali fanno pensare all’esistenza di uno specifico microbiota della ghiandola mammaria e alla possibilità di utilizzare la probiotica per influenzare le tendenze degenerative di quest’organo.

Recenti studi hanno mostrato che nel tessuto mammario sano prevale il genere batterico Methylobacterium, cui appartengono specie che producono fitormoni che esercitano un effetto antitumorale.

L’intento dei ricercatori è quello di identificare un biomarker che possa essere usato per scoprire le condizioni di precancerosi in modo veloce e facile e poi di utilizzare la probiotica prima che il tumore si formi.

Oggi sappiamo che il Lactobacillus acidophilus possiede proprietà antitumorali e che dopo la sua assunzione per bocca lo ritroviamo proprio nel tessuto mammario. E’ anche noto che i tessuti mammari sani sono più riccamente popolati di lattobacilli rispetto a quelli cancerosi. Per altro questi fermenti possiedono notevoli proprietà antiossidanti.

I pazienti con tumore della mammella, oltre ad avere meno lattobacilli e un ridotto numero di specie del genere Methylbacterium, hanno un incremento di Staphylococchi e Actinomiceti nelle urine, batteri Gram negativi potenzialmente patogeni che rivelano una condizione di disbiosi.

Bibliografia
– Wang H. Breast tissue, oral and urinary microbiomes in breast cancer. Oncotarget. 2017; 8:88122-88138.


Francesco Perugini Billi©copyright