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Introduzione alla probiotica PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Venerdì 24 Giugno 2005 01:00

Un mondo di microbi
Memori dei flagelli epidemici del passato e condizionati da una propaganda medica oltremodo microfobica, di solito non abbiamo una grande considerazione del mondo dei microrganismi. Eppure è grazie ai microbi che il pane lievita, il vino e la birra fermentano, si produce lo yogurt dal latte e la gran massa di materiale organico del pianeta viene continuamente riciclata.

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In particolare, per quanto riguarda i batteri, questi prosperavano sul Pianeta oltre 3 miliardi di anni prima della comparsa del genere umano (….. se le cose continuano così, temo che i microbi sopravviveranno all’uomo per ancora qualche altro miliardo!). Secondo una visione biocentrica, il batterio è la forma di vita meglio riuscita e di maggiore successo. Sono tanti, ovunque ed estremamente resistenti. Alcuni vivono tranquillamente in mezzo ai ghiacci marini dell’antartico a temperature di 4°C, mentre altri colonizzano ambienti vulcanici con temperature di 110°C! Ce ne sono di quelli che amano i terreni acidissimi, altri che preferiscono i laghi di soda e altri ancora le acqua salatissime. La superficie terrestre ne è piena, ma alcuni amano le profondità: batteri vivi sono stati trovati fino a 2,5km sotto la crosta terrestre!

Ne siamo pieni anche noi!
Il nostro corpo è normalmente colonizzato da una gran massa di microbi. Abbiamo microbi soprattutto sulla pelle e sulle superfici mucose. Si calcola che per ogni cellula umana vi siano addirittura 10 cellule microbiche! Alcuni potrebbero farci del male, ma molti altri ci fanno del bene e concorrono al mantenimento della nostra salute. Per quanto riguarda i microbi aggressivi, quelli cattivi per intenderci, difficilmente si tratta di microbi davvero patogeni. Per esempio, sono nella gola, nelle orecchie e sulla pelle. Siamo portati a credere che le infezioni si contraggano sempre da fuori, ma invece il più delle volte si tratta proprio di microbi già presenti nel nostro corpo che in determinate condizioni di squilibrio si attivano e diventano aggressivi. Le cattive abitudini alimentari, lo stress, l’abuso di farmaci e i cambiamenti climatici, tanto per citare alcuni fattori, possono indebolire le nostre difese e “liberare”, per così dire, i microbi cattivi. Gli antibiotici e gli antimicotici non sempre risultano efficaci e le ricadute sono dietro l’angolo. Uccidono sì il microbo, ma lasciano inalterate le vere cause, che sono più profonde e non sono certo microbiche. Ecco allora, che le sinusiti, le bronchiti, le cistiti e le vaginiti ritornano. In questi casi, non si tratta di sterminare i microbi (almeno, non solo quello), ma di ristabilire un equilibrio. Nell’equilibrio l’organismo è in grado di difendersi da solo.

La flora intestinale: lo zoo dentro di noi
Le maggiori concentrazioni di microbi le troviamo nell’intestino ed in particolare nel grosso intestino. A questo livello, infatti, la massa microbica può pesare fino ad 1½ Kg! Ci sono oltre 400 specie diverse di batteri, ma possono essere presenti anche miceti, protozoi e, secondo alcuni, anche virus. Si tratta della cosiddetta flora intestinale. Veramente, “flora” è un termine improprio, ma al tempo dei primi studi sui microbi dell’intestino i batteri erano classificati tra le piante.
Molti dei batteri presenti nell’intestino possiamo considerarli “amici”. Ci aiutano quotidianamente a digerire e assimilare il cibo, producono vitamine, sostanze immunostimolanti, ci difendono dai microbi potenzialmente patogeni già presenti nell’intestino o che giungono dall’esterno e, in generale, ci aiutano a rimanere in salute.

L’ecologia intestinale
Nell’intestino la flora intestinale interagisce con le strutture immunitarie e le cellule del tessuto mucoso e forma un sistema complesso. E’, di fatto, un sistema ecologico formato da diverse componenti (flora, superficie  mucosa, sistema immunitario) su cui intervengono delle variabili selettive (cibo, farmaci, stress, infezioni, etc.). La nostra salute, la salute di tutto l’organismo, dipende da questo sistema ecologico. Le conseguenze di un sistema ecologico per vari motivi alterato si faranno sentire non solo a livello intestinale, ma anche al di fuori dell’intestino. Se soffrite ad esempio di ricorrenti episodi di artrite, di tonsillite e di cistite il vostro problema potrebbe essere non dove c’è il male ma nascondersi in uno squilibrio dell’ecologia intestinale. Anche l’improvvisa comparsa di una allergia o di una intolleranza alimentare, o l’instaurarsi di un’orticaria cronica potrebbe avere le sue cause nascoste nell’intestino.

I probiotici
Il problema sempre più diffuso della resistenza microbica ai farmaci e la cronicizzazione di alcune patologie, solo apparentemente infettive, ci devono portare a sviluppare nuove e più efficaci strategie terapeutiche. Per esempio, in Finlandia, nel tentativo di debellare lo streptococco (batterio che causa la tonsillite), il consumo di eritromicina (un antibiotico) è triplicato nell’ultima decade. Come conseguenza, la resistenza di questo microbo all’antibiotico in questione è passata dal 4% del 1988 al 24% del 1999. Pertanto, quando “uccidere” non è sufficiente, la parola d’ordine dovrebbe essere “riequilibrare”!
La probiotica è una terapia, assolutamente scientifica, che ha ormai circa 100 anni di storia. Impiega microbi “amici”, assunti per bocca,  per riportare l’equilibrio a livello della flora intestinale, ristabilendo così le condizioni necessarie per garantire la salute di numerosi apparati anche al di fuori dell’intestino stesso.
Per la terapia si usano diversi ceppi microbici, principalmente batterici. I più conosciuti sono sicuramente i lattobacilli e i bifidobatteri, che noi comunemente chiamiamo “fermenti lattici”, ma ce ne sono altri come l’Escherichia coli e l’Enterococcus faecalis, che hanno una elettiva azione immunomodulante. Tra i probiotici non batterici, spicca l’ottimo Saccaromyces boulardii, che è un lievito.

Effetti terapeutici dei probiotici
A livello scientifico, i probiotici hanno dimostrato i seguenti benefici:
- prevenzione tumore;
- prevenzione e cura delle infezioni gastrointestinali;
- riduzione dell’ipercolesterolemia;
- prevenzione  e cura della diarrea;
- immunomodulazione;
- aumento della fagocitosi;
- protezione e riparazione dell’epitelio (danni da radiazioni);
- miglioramento della digestione del lattosio;
- riduzione dei fenomeni allergici;
- riduzione della produzione di co-carcinogeni;
- stimolo della peristalsi intestinale.

I “fermenti lattici” nell’alimentazione umana
Fin da tempi remoti, l’uomo ha inconsapevolmente tratto beneficio dai microbi alimentari. Nelle tradizioni alimentari di tutti i popoli del mondo sono contemplati cibi  e bevande fermentati. Venivano fermentate verdure, frutta, pesci, carne e latte. La fermentazione non solo permetteva una più lunga conservazione dell’alimento fresco, ma ne cambiava le caratteristiche nutrizionali: i cibi erano parzialmente digeriti, ricchi di enzimi, di vitamine e soprattutto brulicavano di vita.
Tra gli alimenti fermentati tradizionali, ci sono lo yogurt, il kefir, i crauti, il miso, il tempeh e la birra. Per migliaia di anni i vari popoli si sono nutriti di questi preziosi cibi.
L’alimentazione moderna invece si basa pochissimo sui cibi fermentati. Molti di noi consumano prevalentemente cibi processati dall’industria alimentare. Sono cibi pastorizzati, assolutamente privi della componente vitale data dai fermenti e dagli enzimi. I nostri figli vengono allevati con questi alimenti devitalizzati. Secondo alcuni ricercatori, continuare a nutrirsi di alimenti privati di enzimi porta alla fine ad un impoverimento dei nostri di enzimi e ci espone a tutta una serie di malattie.
Da qui l’importanza di integrare la dieta con probiotici, ma anche di tornare a mangiare in modo naturale consumando il meno possibile alimenti dell’industria.

Prodotti commerciali
In commercio esistono numerosissimi prodotti a base di probiotici, purtroppo non tutti di eguale efficacia. Si presentano sotto forma di capsule, bustine, compresse, ovuli vaginali e soluzioni liquide. I prodotti in capsule, una volta aperta la confezione, andrebbero rigorosamente tenuti ben chiusi in frigo. Lo stesso vale per le preparazioni liquide. Molti fermenti sono sensibili alle variazioni della temperatura e dell’umidità dell’ambiente.

La terapia
Per una terapia di breve corso nel caso di disturbi occasionali e transitori o dopo l’impiego di antibiotici potete acquistare i probiotici direttamente dalla farmacia o farveli consigliare dal vostro farmacista. Nel caso di patologie croniche, è bene consultare un medico esperto in modo da inserire il probiotico in una strategia terapeutica più ampia e individualizzata. A volte, la sola somministrazione di un probiotico non è sufficiente per risolvere i problemi, perché la flora intestinale è solo uno dei componenti dell’ecologia intestinale. Allora, bisogna assumere altri prodotti per intervenire su tutto il sistema. L’omeopatia, l’omotossicologia e altre terapie naturali olistiche si associano egregiamente con la probiotica.
Vorrei sottolineare che, contrariamente a certa pubblicità, i probiotici commerciali non sono in grado di ricolonizzare l’intestino, se non temporaneamente. Voglio dire che, finché assumete fermenti questi si riproducono e assolvono al loro benefico compito. Il momento in cui non li prendete più, tempo qualche giorno o settimana, questi scompaiono dal vostro intestino. Pertanto, è importante, soprattutto nelle forme croniche, assumere i probiotici per alcuni mesi.

Come si assumono
I probiotici del tipo lattobacilli e bifidobatteri si assumono durante i pasti. In questo modo superano meglio la barriera acida dello stomaco. Inoltre, da che mondo e mondo, l’uomo ha assunto i microbi alimentari sempre insieme agli alimenti e mai da soli. Il Saccaromyces  boulardii può essere assunto in qualsiasi momento.
La polvere delle bustine deve essere sciolta in una bevanda o in un cibo, purché non caldi! Le capsule vanno deglutite con un bicchiere d’acqua, oppure aperte e utilizzate come la polvere delle bustine. Per i prodotti liquidi (sciroppi, gocce), attenersi alle istruzioni delle ditte produttrici.


 

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