Mangiagrasso 2Nel 1977 e nel 1983 i governi americano e inglese emanarono delle linee guida alimentari con lo scopo di ridurre i casi di infarto e delle malattie cardiovascolari. In seguito, le stesse linee furono adottate da altri Paesi tra cui il nostro…purtroppo. Le linee guida alimentari si basavano sulla restrizione dei grassi animali e segnatamente del colesterolo. Ridurre il colesterolo alimentare avrebbe ridotto quello del sangue e questo si sarebbe tradotto (cosa che non è avvenuta) in una riduzione dei casi di infarto e delle malattie cardiovascolari in generale.

Recentemente, alcuni ricercatori hanno voluto ricontrollare tutti gli studi scientifici che erano serviti in quegli anni per giungere alla conclusione che il colesterolo fosse la causa delle malattie cardiovascolari. Cosa hanno scoperto? Hanno scoperto che a quei tempi nessuno degli studi disponibili dimostrava un reale legame tra assunzione di colesterolo e il rischio cardiovascolare! Vediamo cosa dicevano alcuni di questi studi presi in esame dai ricercatori:

  • le persone con dieta libera per il colesterolo vivevano più a lungo del gruppo che seguiva le restrizioni per i grassi animali, tipiche delle linee guida governative;
  • la riduzione della colesterolemia ottenuta con i fitosteroli non corrispondeva ad una riduzione della mortalità per infarto. Questo vuol dire che abbassare la colesterolemia non garantisce proprio nulla in termini di salute del cuore, come invece furbescamente vuol far credere la pubblicità di un noto prodotto che “riduce il colesterolo fino al 10% in tre settimane”;
  • la limitazione dei grassi animali è stata inutile per la riduzione del rischio cardiovascolare;
  • gli studi sugli uomini presero in esame 2467 soggetti, ma nessuna relazione “colesterolo = infarto” fu dimostrata, mentre a quei tempi nessuno studio sulle donne fu preso in considerazione;
  • nei post infartuati non è stata la riduzione del colesterolo a dare beneficio, ma il cambiamento nello stile di vita (perdita di peso, abbandono del fumo, aumento dell’attività fisica, ecc). A questo proposito si legga anche un recente studio: “Un elevato apporto di grassi saturi può avere un effetto protettivo nelle persone con malattia coronarica”.

Come è possibile che le linee guida alimentari di restrizione sui grassi animali destinate ai quei tempi a 220 milioni di cittadini americani e 56 milioni di cittadini britannici fossero basate sulla totale assenza di dimostrazioni scientifiche?

Il colesterolo non è più pericoloso
Le nuove linee guida alimentari per i cittadini americani che verranno emanate entro la fine di quest’anno saranno rivoluzionarie. Dopo oltre 50 anni, in cui si è fatto di tutto per instillare nel consumatore il terrore per i grassi saturi e il colesterolo, si fa dietro front! In sostanza: colesterolo e grassi saturi non sono più considerati pericolosi per la salute perché la relazione  “grassi animali = aumento patologie cardiovascolari” non è supportata da evidenza scientifica.

Anche il sale alimentare viene riabilitato per gli stessi motivi. Anzi, si è scoperto addirittura che la restrizione salina è associata ad un aumento del rischio di morte.

Il posto del cattivo, è stato preso dagli zuccheri. Sarebbe l’eccessivo consumo di carboidrati raffinati sotto varie forme (bibite, dolciumi, prodotti da forno, dolcificanti, ecc) il vero problema che conduce alle varie condizioni morbose (sovrappeso, obesità, diabete, ipertensione, aterosclerosi, ecc.).  Questo, apre la strada alle malattie cardiovascolari, come infarto e ictus. Insomma, sostituire i carboidrati con i grassi, come si è fatto negli ultimi decenni, è stato un errore fatale. Pensare che agli inizi degli anni ’70 il dottor John Yudkin nel suo libro “Sweet and Dangerous” già indicava gli zuccheri come la causa delle malattie cardiovascolari, ma rimase inascoltato perché gli interessi attorno alla favola del colesterolo erano troppo grandi.

Dopo quest’ultimo colpo alla teoria lipidica, che fine farà il grande baraccone da circo degli esami, test, farmaci, alimenti, dietisti, dietologi, esperti televisivi che in questi anni ha guadagnato sulla più grande bufala che la medicina poteva inventarsi?


Bibliografia

- Harcombe  Z. et al, Evidence From Randomised Controlled Trials Did Not Support the Introduction of Dietary Fat Guidelines in 1977 and 1983. A Systematic Review and Meta-analysis. Open Heart. 2015;2(1).

- Yudkin J. Sweet and Dangerous, Bantam Books New York 1973.


 Francesco Perugini Billi©copyright


 

Altri articoli che ho scritto su questo argomento (oltre, ovviamente, al mio libro):

-  I grassi saturi: la fine di un inganno

- Una dieta grassa è meglio di una ricca di carboidrati

- Ormai è ufficiale: i grassi non fanno male al cuore  e non fanno ingrassare

- Burro alla riscossa

- I grassi saturi non fanno più paura

- Chi ha paura del burro? 

- Un cardiochirurgo americano: non sono i grassi saturi e il colesterolo a causare l’infarto

- Il colesterolo fa vivere più a lungo le donne…, ma anche gli uomini

- Una dieta povera di grassi non vi salva dai tumori e dalle malattie cardiovascolari

- La rivincita dei lipidi: burro, lardo e uova non sono più nemici