Stibnite_Antimonit_1Questo metallo è stato eliminato dalla medicina accademica o ufficiale, che dir si voglia, all’inizio del XX secolo. Tutto quello che era stato tramandato dall’antichità fino a quel momento, passando dal Medioevo e dall’opera degli alchimisti, perse completamente valore per la medicina moderna. Negli ultimi tempi, i medici, non cogliendo più il significato arcano che si celava dietro l’antimonio, lo utilizzavano in modo eccessivo e improprio, tanto che ad un certo punto ne fu addirittura proibito l’uso.

Il più importante minerale di antimonio è l’antimonite, una combinazione di antimonio e zolfo. I suoi aghi si irradiano da un punto verso la periferia. In questo gesto, l’antimonio si contrappone alla cristallizzazione di altri minerali come il quarzo o la pirite, che tendono alla compattezza, alla delimitazione netta e sono quindi governati da forze orientate in senso centripeto.

Gli aghi dell’antimonite hanno un colore variabile, che va dal grigio scuro al nero e difficilmente riflettono la luce. Possiamo dire che la luce viene incorporata quasi del tutto in questo minerale e che questa luce ha l’effetto di una forza ordinatrice, cosi come la luce ordina la crescita delle piante nel mondo vegetale. Ma questa luce viene resa percepibile dalla coscienza sotto forma di immagine riflessa così come accade nello specchio di antimonio. Quest’immagine colpisce la coscienza dell’uomo (sistema neurosensoriale), ma soprattutto la sua parte inconscia (metabolismo).

Ovviamente non si tratta di usare questo metallo così com’è, in dosi ponderali, ma, attraverso opportuni procedimenti, di estrarne l’essenza, il processo specifico che lo caratterizza, e poi usarlo per equilibrare processi simili presenti nell’organismo, seguendo la regola secondo la quale l’uomo racchiude in sé  tutto il cosmo e le sue forze, minerali, vegetali e animali.

Infatti, nel suo testo di alchimia “Cocchio trionfale dell’antimonio”, Basilio Valentino ((1394? – …) afferma:

L’antimonio è un libro chiuso, chi lo sa aprire, ed in quello leggere quel che gli ha imparato Iddio, è un uomo grande.”

L’antimonio è veleno, ma benché tale si può convertire in suprema medicina, né in alcun modo si deve dubitare di questo, avvenga che nel suo centro sta nascosto il vero aureo solfo e il mercurio, il quale è il fomite della vita”.

Secondo Steiner (1861-1925), l’antimonite è un metallo ancora connesso con il cosmo, più che con la Terra, e riunisce in sé le forze della Luna, di Venere e di Mercurio. Ha la funzione di stabilizzare e di individualizzare le proteine rimaste ancora ad uno stato caotico-cosmico. Porta le forze plasmatrici e formatrici verso la sfera del metabolismo. L’antimonio ordina un metabolismo debordante e caotico (ad esempio: diarrea, epistassi, emorragie mucose, menorragie, dermatiti gementi, ecc). Ha un particolare tropismo per il sangue, dove agisce sia nel caso di un eccesso di coagulazione, che nel caso di tendenza emorragica, perché la funzione dell’antimonio a questo livello è quello di riportare i processi al centro, in equilibrio.

L’antimonite interviene anche sulla sfera mentale, tanto da essere considerato un rimedio psichiatrico. E’ indicato nel caso di disturbi in cui la coscienza manca di stabilità, struttura, di conformazione, come ad esempio nell’angoscia, nell’insonnia, nella debolezza di volontà dei bambini, nella depressione, nell’apatia e in alcune forme psicotiche.


Bibliografia

- Fintelmann V, Elementi di Medicina Antroposofica. Ed red. Como, 1996

- Schramm HM, Compendio farmaceutico di Medicina Antroposofica. Ed Arcobaleno, 2002.

- Valentino B. Cocchio trionfale dell’antimonio. Bibl. Ermetica, Ed Mediterranee, Roma, 1998.

- Van Heek van telligen C. Abbozzi metodologici per un Vademecum di medicina Antroposofica. Aedel Ed. Torino, 2001.


Francesco Perugini Billi©copyrighyt – vietata la riproduzione senza esplicito permesso dell’Autore.