dottorperuginibilli.it
 
 
 
"L'Omeopatia è inutile:  non cura nessun male" 
 
 
.......secondo uno studio pubblicato dal Lancet 
 
 
 Samuel Hahnemann (1755 - 1843) 
 
 
 
 
 
 
 
Dr Francesco Perugini Billi  - Ecco, ci risiamo, l'ennesimo attacco alla medicina omeopatica. Saranno contenti Garattini e Piero Angela. Tutto è partito, ma forse sarebbe meglio dire "ri-partito", da un articolo apparso sulla prestigiosa rivista medica Lancet, che ad arte è stato ripreso e divulgato da parte dei media di mezzo mondo. Non si tratta di uno studio clinico, ma di una metanalisi, cioè uno studio che analizza altre ricerche fino ad ora pubblicate. Con questo studio, i ricercatori svizzeri hanno sostanzialmente rovesciato le conclusioni, diametralmente opposte, di un altro studio pubblicato sulla stessa rivista, nel settembre del 1997. In questo studio si dimostrava che gli effetti clinici delle medicine omeopatiche sono 2,45 volte superiori al placebo. (su questo sito, si veda: Evidenze storiche e moderne dell'efficacia dell'omeopatia.)  
 
Nel mondo c'è una crescente domanda per una medicina più umana e naturale. La gente è stanca di essere considerata un organo malato e non una persona, un numero che fa statistica, una cavia per farmaci sempre più tossici, un mezzo per far guadagnare le industrie del farmaco. La gente è anche stanca di non avere più un rapporto di dialogo e comprensione con il medico e le strutture istituzionali, un rapporto spesso mediato da strumenti, analisi, test, numeri e pesi.  
 
La medicina ufficiale ha grandissimi pregi, ma troppo spesso è manovrata e influenzata da interessi che nulla hanno a che fare con il benessere della gente. Milioni di Italiani si rivolgono all'omeopatia. Evidentemente, secondo l'articolista del Corriere (vedi sotto), si tratta di milioni di babbei creduloni  e i medici che praticano l'omeopatia un branco di disonesti illusionisti. La verità è che il miliardario mercato del farmaco si vede sfuggire una fetta di guadagno. Questo è il problema!  
 
Leggiamo, se non l'avete già fatto, uno degli articoli apparsi questi giorni sui quotidiani. Ho scelto quello del Corriere della Sera. A difesa dell'omeopatia, seguono altri articoli che ho tradotto per voi dall'inglese. 
 
 
 
 
“L' omeopatia è inutile: non cura nessun male” 
di Giuseppe Remuzzi 
 
dal Corriere della Sera del 27/agosto/2005 
 
 
Omeopatia inutile, ha solo un effetto placebo Studio di Lancet: i medici debbono dirlo ai pazienti. Il dibattito in Parlamento Studio della rivista Lancet. Sono 9 milioni gli italiani che usano terapie alternative “La fine dell' omeopatia”: è l' editoriale che accompagna uno studio pubblicato nel Lancet di oggi. Darà fastidio a tanti, e chissà che non ponga fine a un dibattito che va avanti da 150 anni. L' omeopatia serve o non serve? “No - è la risposta del Lancet -. L' effetto dell' omeopatia è effetto placebo”. In Italia sono 9 milioni quelli che si curano con l' omeopatia, forse di più. “E se milioni di italiani si curano con l' omeopatia un motivo ci sarà”. E' un ragionamento molto debole. Milioni di italiani si curano anche con l' omeopatia, ma se uno ha un tumore o la pressione alta si cura come tutti gli altri. Mentre l' Accademia di Francia ha definito i rimedi omeopatici “senza efficacia, concepiti sulla base di idee e preconcetti vecchi di secoli”, in Italia la Camera riprenderà presto una proposta di legge che considera le pratiche non convenzionali come medicina. Si vorrebbe che siano esercitate da medici e che l' università istituisca corsi di laurea d' omeopatia. “Ma per omeopatia e altre pratiche non convenzionali non ci sono prove scientifiche, né pubblicazioni”, dice chi è scettico. “Non è vero - rispondono i produttori - ci sono studi su riviste importanti come Lancet, e British Medical Journal ”. C' è anche un libro (“Omeopatia, gli studi scientifici che ne provano l' efficacia”), finisce così: “Le opinioni lascino il campo aperto ai centri di ricerca”. Bene, è proprio quello che è successo. Matthias Egger e i suoi collaboratori dell'Università di Berna hanno preso in esame 110 lavori in cui si confrontano omeopatia e placebo e li hanno paragonati a 110 lavori in cui si compara medicina convenzionale e placebo. Cosa hanno scoperto? Che negli studi su piccoli numeri di pazienti e fatti male, l' effetto della “cura” è sempre superiore a quello del placebo. Ma se si limita l' analisi a studi con numeri di pazienti abbastanza grandi e fatti bene, non c' è evidenza che l' omeopatia sia meglio del placebo. Non è così per la medicina convenzionale: l' effetto favorevole quando c' è, si vede. E' cominciato tutto in Germania, alla fine del Settecento, là, allora, girava una storiella “muoiono più persone di cure che di malattia” ed era vero. Così Samuel Hahnemann si era fatto l' idea che una sostanza che produce certi sintomi può essere usata per malattie che danno gli stessi sintomi ( similia similibus curentur), in piccolissime quantità. E allora il principio attivo veniva diluito un numero enorme di volte. E' come mettere una goccia di rimedio omeopatico in un contenitore di acqua grande 50 volte più della Terra: la possibilità di trovare una molecola del principio originale è pressoché nulla. E lo sanno anche i sostenitori dell' omeopatia. Ma c' è lo scuotimento che trasferisce le proprietà della sostanza al solvente. Persino Nature uno dei grandi giornali di scienza, nel 1988, ha pubblicato un lavoro sulla memoria dell' acqua. Era di ricercatori francesi ma s' è visto molto presto che era un imbroglio. C' è stata una smentita ufficiale. Ma se questi rimedi non fanno proprio nulla, possibile che gli ammalati non se ne siano mai accorti? Anzi, che siano sempre di più quelli che ci credono? Si potrebbe ricorrere a Kant: le cose noi non le vediamo come sono, ma a seconda di come siamo noi. Si potrebbe dire degli interessi economici. Ma c' è di più. L'omeopatia non “cura”, ma quelli che praticano l' omeopatia dedicano tempo agli ammalati, li sanno ascoltare, più di quanto non facciano tanti medici. Questo sì che è “medicina”. Anche l' idea di prendere qualcosa che fa bene (effetto placebo) certe volte ti fa star meglio. Lancet chiude così: “Da oggi i dottori devono avere il coraggio di dire chiaramente che l' omeopatia non funziona. Ma, dovrebbero essere onesti, anche con se stessi, e ammettere che la medicina moderna non è stata capace di rispondere ai bisogni individuali”. Fin qui la scienza. E i nostri parlamentari? Sarebbe davvero triste che in autunno riprendesse il dibattito sulle medicine alternative, come se nulla fosse. C'era in una delle varie bozze della legge un passaggio così: “Presso il ministero è istituita una commissione per la certificazione della capacità di emissione di fluido a uso terapeutico”. E' un oltraggio all' intelligenza. Signori deputati, c' è l' occasione di uscirne bene con la scusa di Lancet, stendete un velo su tutto. E riprendete da settembre a occuparvi di cose serie. I MEDICI Sono circa 8 mila i medici italiani che prescrivono farmaci omeopatici. Nel 2003 l' ordine professionale ha chiesto al governo che alcune pratiche alternative venissero riconosciute come “rilevanti da un punto di vista sociale” L' OMS Una bozza dell' Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull' omeopatia dice che la maggioranza dei lavori scientifici pubblicati negli ultimi 40 anni ha dimostrato che, nei casi controllati, questa medicina alternativa è superiore al placebo GLI ALTRI STUDI La comunità scientifica discute sugli effetti dell' omeopatia da 150 anni. Secondo John Hoffer, del Lady Davis Institute di Montreal, l' efficacia potrebbe essere misurata, “ma - dice - gli omeopati rifiutano il confronto” CHI Secondo le stime, in Italia le persone che si curano con l'omeopatia vanno dai 6 ai 9 milioni. La maggior parte sono donne, tra i 35 e i 44 anni, con istruzione elevata. I disturbi più trattati sono allergie, malattie gastroenteriche, disagi psicologici RED RONNIE “La utilizzo da 15 anni Non ha controindicazioni” “Non è vero che l' omeopatia ha fallito. Anzi -, dice Red Ronnie, da 15 anni "nemico" di qualsiasi farmaco - le cure alternative sono andate avanti, studiando metodi di prevenzione e cura senza controindicazioni, come invece hanno le medicine normali. Io mi curo con oli essenziali e dal 1995 sono vegetariano. La verità è che nella farmacologia ci sono interessi enormi, è chiaro che i dottori difendano i medicinali”. MARIA TERESA RUTA “Ma io continuo a crederci: serve anche per i bambini” “Magari non risolve le patologia più gravi, ma l' omeopatia può essere molto utile per i piccoli fastidi”: Maria Teresa Ruta la usa da cinque anni per curarsi e prevenire allergie leggere o influenze. “Anche per i miei figli, quando erano piccoli, l' ho preferita ai farmaci più pesanti e mi sono sempre trovata bene”. Certo, ammette, “per patologie più gravi è troppo poco, però io da anni ci curo l' insonnia”.  
 
 
 
*         *        * 
 
 
 
Il rivoluzionario revival dell’Omeopatia e la sua demolizione da parte dei media del mondo 
 
Di Louise Mclean 
27/agosto/2005 
(traduzione di Francesco Perugini Billi) 
 
 
Ieri, chiunque abbia letto i giornali, guardato la televisione o ascoltato la radio si è chiesto il perché di tanto accanimento da parte dei media nei confronti dell'omeopatia. Questi fatti seguono di poco le conclusioni di una indagine commissionata dal Principe Carlo d’Inghilterra sui benefici delle medicine complementari, presentata il 24 agosto, e la pubblicazione di un rapporto del The Times del 21 dello stesso mese in cui si affermava che “la domanda per le medicine alternative, come l’agopuntura e l’omeopatia, è in notevole aumento e la gente ricorre sempre più spesso alla propria assicurazione medica per poterle pagare”. 
 
Queste notizie sembra abbiamo messo nel panico le industrie del farmaco, che in risposta hanno spronato i loro migliori consulenti perché trovassero qualche cosa di negativo sulla medicina omeopatica da piazzare sui giornali di tutto il mondo. La scelta è caduta su di uno studio pubblicato sulla rivista medica Lancet, decisamente sfavorevole all’omeopatia, in cui gli autori affermano che i benefici dell’omeopatia sono solo nella mente dei pazienti. Questo studio è stato propagandato in modo da dargli il massimo di risonanza. 
 
Commentando la ricerca commissionata dal Principe Carlo, il Professor Edzard Ernst, l’unico professore di medicine complementari in Inghilterra, ha fatto dei commenti poco favorevoli all’omeopatia, sebbene in un articolo del 22 novembre del 2003, intitolato “Uno scienziato in un campo alternativo”, pubblicato nella versione on line del British Medical Journal, ha affermato che “Il medico di famiglia del nostro piccolo villaggio nei pressi di Monaco, dove sono cresciuto, era un omeopata. Mia madre era assolutamente sicura di questo. Quando ero un bambino fui curato con l’omeopatia. Pertanto, questo tipo di medicina è per me una cosa assodata”. 
 
La ferocia dell’attacco dei media ha solo un significato: si sta verificando un notevole aumento nella popolarità della medicina omeopatica e questo sta diventando una minaccia da milioni di dollari per l’industria del farmaco! Questa rivoluzione mondiale è avvenuta praticamente con il passa parola e attraverso consigli personali. Un fenomeno davvero notevole, considerato che i media hanno meticolosamente ignorato ed escluso qualsiasi notizia a favore dell’omeopatia.  
 
Qualche hanno fa, il programma televisivo Horizon, del secondo canale  BBC, ha cercato di demolire il lavoro del Dr Jacques Benveniste, le cui ricerche hanno dimostrato che i farmaci omeopatici funzionano.  Benveniste affermava che i suoi studi sono stati ripetuti centinaia di volte. Anche il  Dr David Reilly, dell’Ospedale Omeopatico di Glasgow, ha condotto con successo numerosi di questi studi e presso l’Ospedale Omeopatico di Bristol sono stati condotti studi a lungo termine sui benefici della medicina omeopatica. Tutti questi ospedali, incluso l’Ospedale Omeopatico di Londra, hanno liste di attesa a sei mesi.  
 
 
 
Chiunque abbia bisogno di prove sull’efficacia dell’omeopatia, deve solo studiarsi le statistiche delle varie epidemie di colera verificatesi tra l' ‘800 e il ‘900. Nel 1854 una epidemia di colera colpì Londra. Un rapporto redatto da parte delle istituzioni mediche  affermava che con le cure allopatiche la mortalità era del 59%, mentre con le cure omeopatiche solo del 9%. Durante la epidemia di febbre gialla del 1878, negli USA, la mortalità a New Orleans fu del 50% tra i pazienti curati in modo allopatico, mentre tra i pazienti che avevano ricevuto rimedi omeopatici la mortalità fu del 5,6%. Le statistiche della mortalità per difterite nella Contea di Broome, nello stato di New York, mostrano che dal 1862 al 1864 la mortalità tra le persone curate con l’allopatia fu dell’83%, mentre solo del 16,4% tra coloro che ricevettero l’omeopatia.  
 
In India e in  Europa, ci sono 220.000 dottori che praticano la medicina omeopatica. In particolare, in Francia e in Germania, l’omeopatia è estremamente diffusa. La Regina d’Inghilterra, che indubbiamente è la donna più ricca del mondo, da quanto viene riferito, viaggia sempre con una valigetta di pronto soccorso omeopatico e spesso dispensa rimedi omeopatici al suo staff. Re e Regine inglesi hanno sempre avuto un medico omeopata personale e negli ultimi 200 anni l’aristocrazia ha goduto dei benefici della medicina omeopatica. Molti personaggi famosi, incluso Primi Ministri, hanno scelto trattamenti omeopatici. La cognata di Tony Blair, Lindsey Booth, da avvocato è diventata una omeopata qualificata. E’ mai possibile che tutta questa gente si è illusa assumendo inutili pillole i cui effetti sono “solo nella loro mente”, nella loro immaginazione? E’ difficile. 
 
E cosa dire di animali e neonati?  Come fa a funzionare il placebo su di loro?  
Come ogni veterinario omeopatico può testimoniare, i rimedi omeopatici funzionano quasi meglio sugli animali che sugli umani. Lo stesso vale per i neonati (…). 
 
Ippocrate disse che è possibile curare in due modi: con la legge degli opposti (medicina allopatica) e con la legge dei simili (medicina omeopatica). Nell’omeopatia, una sostanza (che in dose maggiore produrrebbe dei sintomi) diluita e dinamizzata funziona come un catalizzatore che stimola le forze di autoguarigione sopite nel malato. Durante la produzione di un rimedio omeopatico, la diluizione in sé conta poco. E’ l’effetto della dinamizzazione (agitazioni vigorose a cui vengono sottoposte le diluizioni), in combinazione alla diluizione, che imprime al rimedio omeopatico la sua potenza. 
 
Lo studio del Lancet è probabilmente un ulteriore ricerca distorta che mira a screditare l’omeopatia, simile al tipo di studi che ci aspettiamo dalle industrie farmaceutiche e che hanno dato il via libera a farmaci come il Talidomide e il Vioxx. 
 
Il fatto è che l’Omeopatia ha un crescente successo semplicemente perché funziona. 
 
(Zeus Information ServiceAlternative Views on Health - www.zeusinfoservice.com) 
 
 
 
 
*       *      * 
 
 
 
Il Rapporto commissionato dal Principe Carlo d'Inghilterra 
 
Il Principe Carlo ha incaricato un economista indipendente di valutare l'efficacia dell'omeopatia, soprattutto da un punto di vista finanziario, cioè il vantaggio che l'omeopatia avrebbe come medicina integrata nel sistema sanitario.  
Lo studio, non ancora pubblicato ma di cui sono trapelati alcuni stralci apparsi sul The Times, ha mostrato che il ricorso alle medicine alternative potrebbe far risparmiare fino a 480 milioni di sterline, se solo il 10% dei medici di base offrissero l'omeopatia invece che farmaci convenzionali . 
 
(www.finance24.com/articles/economy) 
 
 
 
*       *      * 
 
 
 
 
Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) 
 
Nell'articolo del Lancet, tuttavia, si precisa che in una bozza di uno studio in preparazione da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità si afferma che i lavori scientifici sull'omeopatia pubblicati su autorevoli riviste negli ultimi 40 anni confermano che la medicina omeopatica ha un effetto superiore al placebo.  
 
(http://news.bbc.co.uk) 
 
Tra l'altro, l'organizzazione mondiale della sanità qualche anno fa aveva preso una posizione favorevole alle medicine alternative, inserendole nella sua Strategia Globale - Salute per Tutti nel 21 secolo. La posizione della WHO aveva l'obiettivo di sviluppare l'integrazione tra medicina convenzionale e alternativa al fine di migliorare la salute a livello mondiale e porre termine ad un dibattito sulle medicine alternative che durava da 30 anni. 
 
 
 
*       *      * 
 
 
 
Critiche allo studio del Lancet: scientificamente scorretto 
 
Di Cathy Wong ND 
(Traduzione di Francesco Perugini Billi) 
 
 
Uno studio pubblicato il 27 Agosto su Lancet afferma che i rimedi omeopatici non sono meglio del placebo. Tuttavia, lo studio è stato criticato da altri ricercatori ed esperti di omeopatia per essere scientificamente scorretto.  
 
(….) 
 
Lo studio del Lancet è una meta-analisi  che confronta una selezione di ricerche al fine di valutare quali conclusioni si possono trarre su un dato argomento. A pagina 2 (pg 727 della rivista) dello studio, i ricercatori, diretti dal Dr Aijing Shang, della Università di Berna, espongonoi i quattro tipi di studi  presi in considerazione nella meta-analisi:  
 
  • Studi clinici - in 48 studi (il  44% del totale) degli studi considerati non è stata raccolta in modo omeopaticamente corretta l’anamnesi dei pazienti e tutti pazienti hanno assunto un unico stesso rimedio. 
  •  
  • Studi che hanno utilizzato rimedi complessi -  in 35 studi (il 32% del totale)  non è stata raccolta in modo omeopaticamente correta l’anamnesi e tutti pazienti hanno ricevuto una mistura di vari rimedi omeopatici. 
  •  
  • Studi che hanno utilizzato l’omeopatia “classica” - in 8 studi (il 7% del totale) non è stata raccolta in modo omeopaticamente corretta l’anamnesi e tutti pazienti hanno ricevuto una sostanza diluita che sembrava corrispondere alla causa del disturbo ( es. il polline, nel caso di allergie).  
  •  
    Il problema è che in omeopatia non esiste “la clinica” (almeno non secondo gli standard  richiesti da uno studio concepito in modo scientifico, N.d.T.). Nessun esperto in omeopatia prescriverebbe un unico rimedio identico per tutti i pazienti, che pur hanno la stessa malattia.  
     
    L’omeopatia si basa sulla convinzione che “i simili curano i simili”. Sostanze medicinali diluite sono prescritte per trattare sintomi individuali e unici.  
     
    Per esempio, se mettiamo insieme 100 persone che soffrono di artrite reumatoide e li interroghiamo, scopriremmo che non tutti presentano gli stessi sintomi. Fattori variabili peggioreranno i sintomi di alcuni pazienti, ma non di altri. Un omeopata fa una distinzione tra queste modalità personali  e ricerca un rimedio individualizzato, che corrisponda il più possibile al quadro sintomatologico di quel paziente. 
     
    Somministrare lo stesso  rimedio a tutti per la stessa malattia (come si fa negli studi clinici con i farmaci allopatici, N.d.T.) non è da considerarsi “omeopatia”. Lo studio del Lancet può aver preso in considerazione studi statisticamente corretti, ma che dovevano essere esclusi perché non “omeopaticamente” corretti.  
     
    (…) 
     
     
    Questi fondamentali problemi dovevano essere valutati prima della pubblicazione del lavoro. 
     
    Questa non è la prima volta che la prestigiosa rivista scientifica è al centro di controversie per aver pubblicato lavori discutibili sul piano metodologico.  
     
    (…) 
     
    Non è la fine dell’Omeopatia. Piuttosto, dovrebbe essere l’occasione per capire in quale modo possano essere concepiti degli studi per valutarne l’efficacia. Ma soprattutto, per una corretta valutazione dell’omeopatia, si dovrebbero coinvolgere coloro che effettivamente l’omeopatia la conoscono e la praticano. 
     
    (altmedicine.about.com/od/alternativemedicinebasics/a/lancet_homeopat) 
     
     
     
     
    SOCIETA’ ITALIANA DI OMEOPATIA E MEDICINA INTEGRATA-SIOMI 
    Via E. Cornalia, 7- 20124 Milano 
    COMUNICATO STAMPA 
    Sono più di 150.000 i medici ed oltre 300 milioni i pazienti che al giorno d’oggi, e nonostante gli indubbi meriti e i molti successi della medicina convenzionale, decidono di ricorrere, in tutto ilmondo, alle cure della medicina omeopatica. 300 milioni di pazienti illusi e 150000 medici “disonesti”. Questa sarebbe, in estrema sintesi, la conclusione del lavoro appena pubblicato sul Lancet, nonché l’opinione di alcuni valenti scienziati che tale lavoro hanno voluto commentare con parole che non vorrebbero ammettere repliche. 
    Sorprende che si sia voluto dedicare tanta attenzione, da parte dei media, alla pubblicazione ed al commento dell’ultimo lavoro del Lancet, ignorando ad esempio di una differente metanalisi pubblicata da K. Linde sulla stessa rivista nel 1997, riferita a 186 lavori di ricerca, la quale concludeva, viceversa, che l’efficacia dell’omeopatia non può essere considerata un placebo
    Cosiccome non vengono adeguatamente considerate la metanalisi pubblicata da Klineen sul BMJ nel 1991, che rivalutava 105 lavori di ricerca, o quella pubblicata da Cucherat sul Eur J Clin Pharmacol nel 2000, relativa a 24 studi, o, infine, il rapporto della Commissione Europea del 1996 che concludevano sempre a favore dell’approccio omeopatico, valutato diversa cosa rispetto all’effetto placebo. 
    Potrebbero anche essere citati i più recenti Trial Clinici Controllati Randomizzati (Lewit et al. 2002 BMJ, Oberbaum et al. 2001 Cancer, Taylor et al. 2000 BMJ, Jacobs et al. 2000 Pediatrics, Rastogi et al. 1999 BHJ, Weiser et al. 1998 Arch of Otor.-head of Epid.) con conclusioni sempre favorevoli all’omeopatia. Per non parlare degli studi che dimostrano l’azione terapeutica del medicinale omeopatico negli animali, nel germe di grano, nella foglia di tabacco e nel bambino. Ma dubitiamo purtroppo che possa essere dedicata analoga attenzione. E dobbiamo domandarci perché. 
    Gli scienziati che si scagliano con così tanta veemenza contro la medicina omeopatica sembrano voler ignorare che la medicina cosiddetta convenzionale colleziona, accanto ai suoi molti successi i suoi considerevoli limiti e che centinaia di milioni di persone, prevalentemente affetti da malattie croniche, cercano nella medicina omeopatica una risposta di salute dal momento che tale risposta non hanno potuto trovarla nella medicina ufficiale. A questi pazienti taluni scienziati e talune Istituzioni vorrebbero rispondere semplicemente che la medicina ufficiale è l’unica medicina possibile. Pazienza se per loro non c’è alcuna possibilità di guarire? 
    Ci sorprende che l’ enfasi dedicata ad una sola pubblicazione, sebbene prestigiosa, contraria all’omeopatia non sia stata altrettanto riservata ad altri tipi di dati. A questo proposito vorremmo rammentare i risultati, purtroppo non trionfalistici per la medicina convenzionale , cui è giunta una recente ricerca scientifica. 
    Tale indagine ha dimostrato che un farmaco allopatico funziona soltanto nel 40% dei pazienti. In un ulteriore 20% funzionerebbe ma gli effetti collaterali patiti dai pazienti sono tali da costringerli ad interrompere la cura. Nel 30% dei casi il farmaco non funziona affatto, producendo soltanto effetti collaterali e nel 10% i pazienti non hanno né effetti terapeutici né effetti avversi. (Ufficio Studi IBM- Il Sole 24 Ore, maggio 2004). 
    E’ fuor di dubbio dunque che la medicina convenzionale non sia da sola sufficiente a garantire la salute delle persone ammalate. E’ è per questo motivo che migliaia di medici onesti hanno cercato, per curare i loro pazienti, altre opportunità terapeutiche. 
    Riguardo al problema dell’omeopatia e della ricerca scientifica, occorre affermare una volta per tutte che dal punto di vista metodologico e dell’approccio scientifico allopatia ed omeopatia non sono fra loro paragonabili. La medicina convenzionale, infatti, si fonda su un paradigma che prende in considerazione la malattia e non le persone ammalate. Questa medicina ricerca farmaci anti (antibiotici, anti-infiammatori, anti-tumorali, etc.) e individua nella scomparsa dei sintomi la guarigione del malato. La medicina omeopatica si preoccupa di curare un individuo ammalato nella sua totalità di corpo e di mente e utilizza medicinali che promuovono il recupero della capacità di autoguarigione dell’individuo. Non v’è dubbio pertanto che i metodi di ricerca scientifica utilizzati per verificare l’efficacia dell’uno e dell’altro sistema di cura debbano essere necessariamente differenti. Se si vuole davvero comprendere l’utilità e l’efficacia della medicina omeopatica si deve tenere conto di questa differenza di paradigma per non ingenerare quella confusione che è esclusivo vantaggio di chi, piuttosto che ricercare la verità, si ostina a cercare soltanto conferme al proprio modo di pensare. 
    Vorremo ricordare che la Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata (SIOMI) è la SMS numericamente più rappresentativa dei medici omeopati italiani. Dei mille medici ad essa associati, due terzi sono medici impiegati nel SSN, medici e pediatri di famiglia, medici ospedalieri e universitari. Essi utilizzano pertanto per la cura dei loro pazienti sia i farmaci convenzionali che i medicinali omeopatici. La possibilità di disporre di due sistemi di cura li rende medici più ricchi di strumenti terapeutici. La medicina omeopatica è spesso efficace proprio nella cura di alcune patologie non curabili con la medicina convenzionale. Questa affermazione è frutto di una quotidiana esperienza di guarigione condivisa tra i medici e i pazienti che ricorrono a questa medicina. Ne’ i medici ne’ i pazienti cambieranno le loro convinzioni soltanto perché in un lavoro di revisione della letteratura scientifica si è ritenuto di poter affermare il contrario. 
    Per il Consiglio Direttivo della 
    Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata- SIOMI 
    Dr.ssa Simonetta Bernardini 
    Presidente 
     
     
     
     
     
     
     
    [Articoli principali][Home] 
     
     
     
    Copyright©,2004-2006 - Dr Francesco Perugini Billi: nessun testo originale e documentazione fotografica presenti nel sito possono essere utilizzati senza esplicito permesso dell’autore. Tutti i diritti riservati.