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Principi fondamentali dell'Ayurveda 
 
Tratto da: Trattato di Medicina Ayurvedica Dott. Subhash Ranade Edizioni il Punto di Incontro. 
 
 
L’Ayurveda è la scienza della salute e della felicità; il suo scopo è triplice: 
  • Il conseguimento della buona salute individuale 
  • La protezione delle masse 
  • La liberazione ultima 
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    Lo scopo ultimo può essere raggiunto seguendo le norme della condotta quotidiana e seguendo strettamente i regimi stagionali, in modo da conservare sempre la buona salute. L’essere costantemente in salute è paragonabile al raggiungimento della liberazione ultima e implica lo sradicamento dei fattori che causano la sofferenza. 
    L’approccio fondamentale dell’Ayurveda si basa sull’istinto innato dell’uomo a proteggere la sua esistenza. Fin dal primo istante della vita si prova questo istinto di proteggerla da effetti nocivi. Le sostanze che pervadono l’universo, come i cinque grandi elementi, non mutano le loro proprietà. La luna e l’acqua agiscono come agenti rinfrescanti, mentre il sole agisce come portatore di calore termico. Le proprietà di tali sostanze sono dimostrate naturalmente. Non è necessaria alcuna prova di laboratorio. In altre parole, non abbiamo bisogno di nessun esperimento per provare che il fuoco brucia; la sua qualità del bruciare è inseparabile dalla sua natura. 
    Le sostanze medicinali impiegate nelle scienze mediche moderne continuano a cambiare, mentre la natura fondamentale del corpo umano rimane sempre la stessa. Quando alcuni medicinali vengono usati per un periodo di tempo prolungato smettono di avere effetto, questo significa che vi è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel nostro approccio alla guarigione. Al contrario, i principi e i metodo del’Ayurveda sono sempre rimasti costanti fin dall’inizio. 
    L’Ayurveda accetta il concetto di un’origine comune dell’universo e dell’uomo. L’universo è il macrocosmo e l’uomo è il microcosmo. Per la creazione dell’universo sono necessari due tipi di sostanze — quella materiale e quella immateriale. Devono essere presenti sia una forma materiale sia un’essenza immateriale che soggiace a tutte le sue variazioni e combinazioni. Entrambe sono anche presenti nell’uomo. 
     
     
    I tre Guna o qualità primarie 
    La coscienza o intelligenza (Sattva), il movimento o l’azione (Rajas) e l’inerzia che oppone resistenza ad esse (Tamas) sono chiamati i “tre guna” (triguna). Essi sono le tre qualità primarie o onnipresenti all’opera dietro ogni forma materiale in natura. Per la creazione di qualsiasi sostanza all’interno dell’universo, il contributo di questi tre costituenti non materiali è essenziale. 
    La concezione ideologica (Sattva), la riorganizzazione materiale (Rajas) e l’inibizione di entrambe (Tamas) sono i tre veri fattori che stanno dietro all’esistenza di qualsiasi sostanza. Queste tre sostanze primarie non hanno forma di per sé e pertanto sono chiamate sostanze non materiali. Questi tre guna sono anche manifesti negli esseri umani nelle qualità del loro temperamento, costituzione e comportamento. 
     
     
    I cinque grandi elementi 
    Le componenti materiali fondamentali che esistono nell’universo e nell’uomo sono chiamate i “cinque grandi elementi” (Pancha Mahabhuta) e sono l’etere, l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra. La sostanza originale di questo gruppo pervade l’universo e non è completamente osservabile, per questo viene chiamata il "grande elemento" ”Mahabhuta).  Questi elementi si riferiscono agli stati eterico, gassoso, radiante, fluido e solido della materia e ai loro rispettivi principi di spazio, movimento, luce, coesione e densità. Essi, pertanto, sono molto più sottili e completi delle loro controparti visibili sulla terra. Secondo il sistema del Sankhya-Yoga essi hanno origine dalla mente. 
    Ciascuno di questi elementi primari possiede una sua caratteristica (essenziale o ausiliare). Le qualità essenziali del suono (etere), del tatto (aria), della luce e del calore (fuoco), del gusto (acqua) e dell’olfatto (terra) sono afferrate dai cinque organi di senso corrispondenti: orecchi, pelle, occhi, lingua, naso. Quando queste non sono percepite, le cinque caratteristiche alternative ausiliari sono osservate in modo indiretto tramite la pelle. Queste sono la non resistenza (etere), la vibrazione (aria), la variazione di temperatura (fuoco), la fluidità (acqua) e la forma (terra). 
     
     
    La teoria dei Tridosha: i tre umori biologici 
    Gli scienziati di un tempo spiegavano tutte le funzioni del corpo in relazione agli avvenimenti dell’universo. Essi osservarono che determinati fenomeni erano comuni sia all’uomo sia alla natura. Vi sono tre principali fattori causativi nell’universo esterno: il sole, la luna e il vento. Il sole è l’energia della conversione rappresentata dal fuoco. La luna è l’agente del raffreddamento rappresentata dalla combinazione di terra e acqua. Il vento è il principio del movimento o propulsione rappresentato dalla combinazione di aria e etere. 
    Tutte le attività dell’universo o dell’essere umano sono raggruppate sotto le tre funzioni basilari di creazione, mantenimento e distruzione. Queste sono le funzioni dei tre principali indù: Brahama, Vishnu e Shiva. La teoria dei Tridosha collega queste tre funzioni ai tre umori biologici o dosha. Vata, l’umore dell’energia, controlla la distruzione. Pitta, l’umore del calore organizza le attività del corpo dopo la trasformazione. Kapha, l’umore della coesione, è responsabile del mantenimento della creazione. 
     
    Tutti gli avvenimenti naturali osservabili all’interno dell’universo sono causati da una di queste tre energie: 
  • L’agente di propulsione 
  • L’agente di interscambio 
  • L’agente di coesione 
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    L’energia di propulsione causa il mutamento di posizione di tutte le cose nell’universo — come la polvere, il fumo e le nuvole — nella direzione verso la quale il vento o la propulsione si sposta. Negli esseri umani, funzioni come la respirazione, il battito cardiaco e l’espulsione dei prodotti di scarto sono tutte manifestazioni del mutamento di posizione. 
    L’energia all’interno del corpo è chiamata Vata ed è simile al vento(il termine stesso Vata significa anche vento). Ma dobbiamo ricordare che Vata non deve essere semplicemente equiparato al vento. Questa è la sua analogia. Vata si riferisce a qualsiasi forza propulsiva e al principio del movimento generalmente al livello della forza vitale (Prana). La parte inferiore dell’intestino crasso è la sede di questo umore. Le funzioni manifestate in questo luogo (l’essiccamento del materiale di scarto tramite eliminazione della parte liquida) assomigliano a quelle che il vento opera in natura. 
    Quando una sostanza entra in contatto con il calore del sole essa muta la sua temperatura, la sua forma, il suo aspetto oppure il suo gusto. All’interno del corpo umano, lo stesso tipo di energia termogena fa sì che il cibo assunto sia trasformato in tessuti e in prodotti di scarto. Essa è responsabile della carnagione e della temperatura del corpo. Questa energia è chiamata Pitta o ciò che è per natura termogeno. Il sudore, che è accresciuto dal calore e il sangue, che è rosso di colore, hanno proprietà comuni al fuoco e sono le sedi principali di Pitta
    Gli effetti di queste due energie sono inibiti da una terza energia, la quale è l’agente del freddo e della coesione o , in natura, la pioggia. Essa è responsabile di ogni nuova crescita. Questa energia è chiamata Kapha o ciò che viene attivato dall’acqua. Le secrezioni, il tessuto muscolare, la struttura scheletrica, il sistema nervoso e il sistema riproduttivo sono quindi le sedi principali di questo umore. 
     
     
     
    Umori, tessuti e materiali di scarto: dosha, dhatu e mala 
    Gli scienziati ayurvedici hanno classificato tutte le componenti del corpo in tre categorie: Dosha, Dhatu e Mala — gli umori, i tessuti e i materiali di scarto. 
    I Mala o materiali di scarto, sono le componenti che vengono costantemente eliminate dal corpo. Le loro caratteristiche fisiche variano da gassose, liquide, semi solide e solide. 
    I prodotti di scarto grossolani (sthula) sono l’urina, le feci e il sudore. I prodotti di scarto sottili (sukshma mala o kleda) sono essudazioni eliminate dal rivestimento epiteliale degli occhi, del naso, della bocca, degli orecchi e lo smegma
    Analogamente, gli innumerevoli minuti prodotti di scarto che si formano nel corpo durante la costruzione dei tessuti conseguente all’assimilazione del cibo, sono anch’essi inclusi nei materiali di scarto sottili. La salute viene mantenuta quando questi prodotti di scarto vengono eliminati adeguatamente. Nel momento in cui essi si accumulano, si creano differenti malattie. 
    I Dhatu o tessuti sono le componenti che non si eliminano dal corpo (con l’eccezione dell’elemento della riproduzione) e si conservano entro particolari limiti. Questi limiti sono costituiti dalla pelle all’esterno e dai rivestimenti interni (il tratto gastrointestinale, la vescica, le giunture e i rivestimenti cerebrali) dall’interno del corpo. Con l’accrescimento della forza corporea, questi tessuti continuano a svilupparsi. Essi sono sette e nello schema seguente sono illustrate le loro caratteristiche e funzioni. 
     
     
     
     
     
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