Nutrizione

Un uovo al giorno toglie il medico di torno. Intervista al Professor Kummerow

Professor KummerowFred A. Kummerow, ha 98 anni ed è professore emerito di bioscienze comparate all’ Università dell’Illinois (USA). Ha speso una vita (oltre 60 anni) nello studio della biochimica dei grassi, cercando di spiegare la causa delle patologie cardiovascolari. Le sue ricerche contraddicono le attuali vedute sul ruolo del colesterolo alimentare. Secondo il Professore, a creare problemi non è il colesterolo per sé, ma è la sua ossidazione. Il Professore si è anche battuto strenuamente perché venissero banditi totalmente i grassi idrogenati dalla tavola dei consumatori.

Ecco in sintesi il pensiero del Professore:

1. I danni alle arterie sono dovuti ai grassi ossidati, prodotti con le alte temperature (soprattutto fritti) e provenienti da una dieta che dagli anni ’50 è diventata sempre più ricca di oli vegetali, per lo più raffinati. “Maiali nutriti con una dieta priva di colesterolo sviluppano un quadro di aterosclerosi uguale a quella che si ritrova nei pazienti che sono morti di patologie cardiovascolari. Pertanto, il colesterolo alimentare non è una causa necessaria per la formazione dell’aterosclerosi nell’uomo. Questa nozione è stata alla base dei miei studi negli ultimi 33 anni”.

2. “Il più importante contributo della mia carriera di ricercatore l’ho pubblicato online nel gennaio 2013 sulla rivista The American Journal of Cardiovascular Disease. In questo articolo espongo i risultati dei miei studi, ed in particolare spiego che alla base dell’aterosclerosi c’è la biochimica di 3 dei 5 fosfolipidi che si trovano nella membrana cellulare delle cellule delle arterie coronarie. I miei studi mostrano che i cibi fritti, il tuorlo in polvere, un eccesso di oli vegetali, i grassi idrogenati e il fumo di sigaretta sono le cause principali del rischio cardiovascolare. Cibi fritti e alimenti polverizzati sono una fonte di oxisteroli, che a loro volta alterano le membrane fosfolipidiche delle arterie in modo tale da favorire il deposito di calcio, un aspetto questo che caratterizza l’aterosclerosi. Un consumo eccessivo di oli e di grassi polinsaturi stimola la formazione di oxisteroli nel corpo umano. Il fumo di sigaretta e i grassi idrogenati interferiscono con il metabolismo dei grassi e portano all’interruzione del flusso di sangue, causa principale dell’attacco cardiaco e della morte improvvisa. Secondo me, molti di questi fattori sono stati largamente ignorati dalla medicina ufficiale, che ha preferito concentrarsi sui farmaci che abbassano il colesterolo. Spero che la mia recente pubblicazione possa fornire la chiave per delle indicazioni dietetiche più adeguate”.

3. “Le ricerche di Shah e Schulman dimostrano che la sfingomielina subisce una idrogenazione in presenza di acqua salata, simile al plasma umano, dandole una carica ionica che può interagire con il calcio. Nel mio laboratorio abbiamo dimostrato che i liposomi precitano facilmente in presenza di calcio quando sono arricchiti di sfingomielina. Nel complesso i miei studi mostrano che gli oxisteroli contribuiscono alla calcificazione delle arterie aumentando il contenuto di sfingomielina nelle membrane delle cellule delle arterie. Se le stesse cellule venivano incubate con colesterolo non ossidato il contenuto di sfingomielina non cambiava. Nel mio laboratorio abbiamo analizzato il plasma e il tessuto arterioso dei pazienti che hanno subito un bypass coronarico e li abbiamo confrontati con quelli di pazienti sani. I pazienti operati avevano concentrazioni più alte di sfingomielina nelle proprie arterie e livelli più alti di oxisteroli nel plasma. Lo stesso risultato lo abbiamo riscontrato nei maiali anziani, che avevano sviluppato l’aterosclerosi anche senza aver consumato colesterolo alimentare. Per verificare se davvero fossero gli oxisteroli a causare l’aterosclerosi, abbiamo incubato le cellule arteriose con gli oxisteroli. Abbiamo visto che gli oxisteroli aumentavano la sintesi di sfingomielina e così come la fissazione di calcio. L’aumento della sfingomielina precedeva l’accumulo di calcio e questo dimostra che a causare il processo aterosclerotico è l’aumento della sfingomielina. La cosa notevole è che nelle stesse cellule incubate con il colesterolo non ossidato, anche se a concentrazioni 20 volte superiori agli oxisteroli da noi usati, non si verificavano aumenti di sfingomielina. Questo dimostra che il coleserolo in sé non è la causa dell’aterosclerosi e che deve essere ossidato prima di dare problemi”.

5. “Non c’è stato nessun fondamentale avanzamento nelle conoscenze sulla patologia coronarica rispetto a quanto stabilito nel meeting di Cliveland del 1955, dove furono invitati 103 esperti sulla chimica dei grassi. In questo meeting fu decretato che la causa dello sviluppo dell’aterosclerosi sono gli alti livelli di colesterolo nel plasma. Nel 1961 da parte della American Heart Association fu quindi stabilita la prassi di valutare i livelli sanguigni del colesterolo (LDL, HDL, ecc.). Sulla base dell’idea errata che il colesterolo fosse la principale causa dell’aterosclerosi, le aziende farmaceutiche hanno poi sviluppato tutta una serie di farmaci per abbassare il colesterolo nei pazienti con dislipidemia. (…) Le vendite delle statine si sono triplicate quando la National Cholesterol Education Program ha rivisto le linee guida per il trattamento dei valori del colesterolemia addirittura proponendo le statine come mezzo preventivo per numerose malattie cardiovascolari. A supporto di queste decisioni sono stati citati diversi trial che mostrano gli effetti profilattici di questi farmaci sulla occlusione delle statine, ma in un articolo comparso su The Lancet si afferma che << nessuno di questi studi fornisce questa prova>>”.

Secondo il Prof Kummerow, le più recenti ricerche fanno pensare che il rischio cardiovascolare sia dato da più fattori e non da uno solo, il colesterolo, come ancora molti si ostinano a credere per ignoranza o per interessi. Si tratta di tre fondamentali fattori: ereditari, ambientali (tra cui anche la dieta) e infettivi. “ Io credo che il recente interesse della gente per una alimentazione bilanciata a base di tanta frutta e verdura, latticini e carne, e pochissimi alimenti processati dall’industria alimentare posss portare dei grandi benefici al benessere del cuore”.

6. Sui pericoli dei grassi idrogenati, il Prof. Kummerow aveva per primo pubblicato un articolo già nel lontano 1957, sulla rivista Science, dove riferisce della notevole presenza di grassi idrogenati nei tessuti dei pazienti morti per infarto. “C’è un rapporto diretto tra i grassi idrogenati assunti con la dieta e i depositi di questi stessi grassi nei tessuti dell’uomo e dei topi da laboratorio. In presenza di grassi idrogenati, una quantità inferiore di acido linoleico viene convertito in acido arachidonico e quindi meno acido arachidonico è convertito nelle prostacicline. Questo porta ad una interruzione del flusso di sangue che poi contribuisce all’infarto”.

Se si esclude la minima quota di acidi grassi idrogenati che si trova naturalmente in alcuni cibi, la maggior parte dei grassi idrogenati ingeriti oggi dalla gente proviene dai prodotti dell’industria alimentare, ma non solo, considerato che anche molta della pasticceria e prodotti da forno venduti da panettieri e pasticcerie potrebbero contenerne: dalla brioche della mattina alla torta del compleanno! “Secondo la Trans Fat Task Force, fino al 45% dei grassi totali di questi prodotti alimentari contiene grassi parzialmente idrogenati derivati da olio di soia. Ecco perché dobbiamo lavorare affinché questi grassi siano tolti dalla dieta; i consumatori non sono consapevoli di quanti grassi idrogenati ci sono nella loro dieta”.

7. “Per la prima volta il colesterolo fu indicato quale causa dell’infarto nel 1955 e l’ “ipotesi colesterolo” fu riaffermata in occasione dell’ “audizione sulle uova” della Federal Trade Commission nel 1975. In quell’occasione, e più precisamente nel giugno di quell’anno, io e il Dr M. DeBakey sostenemmo che le uova rappresentassero una buona fonte di nutrienti e che il colesterolo fosse un componente necessario per le funzioni dell’organismo. Inoltre, io dissi anche che non sapevo quali fossero le reali cause dell’infarto. Solo dopo alcuni anni, leggendo la pubblicazione dell’intera audizioni, mi resi conto che il mese prima della nostra deposizione, il Dr Cooper, capo della National Institutes of Health, (NIH), nella sua audizione, aveva affermato che le uova contenevano il colesterolo, che il colesterolo causava l’infarto e quindi la gente doveva smettere di mangiare le uova. Rileggendo le dichiarazioni finali della Federal Trade Commission è evidente che solo due persone avevano dichiarato che il colesterolo non era la causa delle malattie cardiovascolari. Tutti gli altri (il capo della NIH e altri famosi medici) avevano affermato il contrario”.

“Le ricerche condotte nel mio laboratorio, come ho detto prima, dimostrano che il colesterolo non è un problema se non quando è ossidato. Anche Ancel Keys, che viene considerato il padre della teoria colesterolo-infarto, ebbe a dire nel 1997: “Non c’è nessun legame tra il colesterolo nel cibo e il colesterolo nel sangue. (…) Il colesterolo della dieta non ha nessuna importanza, a meno che voi siate dei polli i dei conigli” (in rifermento al fatto che la maggior parte degli studi che vorrebbero dimostrare la pericolosità del colesterolo alimentare sia stata condotta su animali, spesso vegetariani).

8. Per le sue posizioni il Professor Kummerow è stato in passato pubblicamente accusato di eresia e gli è stata impedita la pubblicazione dei suoi lavori. “Ma io credo che nel tempo, le mie ricerche cambieranno il modo con cui oggi vediamo il colesterolo nella prevenzione e nel trattamento della malattie cardiovascolari”.

9. Per cocludere, vediamo ora quali sono i consigli alimentari del 98enne Prof. Kummerow per la prevenzione della malattie cardiovascolari:

“Questo è quello che abitualmente mangio:

Colazione – uova strapazzate, cereali integrali cotti, porridge, con diversi tipi di frutta, tra cui la banana e quella con la buccia colorata, assieme al latte intero, qualche noce, pecan o mandorle, e poi uno yogurt bianco. Il tutto accompagnato con un altro bicchiere di latte intero. Mangio un uovo perché contiene tutti gli amminoacidi richiesti per la sintesi delle apoproteine, che poi trasportano nel sangue i grassi come lipoproteine.

Pranzo – carne o pesce al forno o alla piastra, patate, della verdura fresca o surgelata, un’insalata con olio di oliva e succo di limone. Poi frutta e un bicchiere di latte intero.

Cena – qualche volta verdure o una zuppa vegetale, un pezzo di pane di farina integrale con del formaggio. Frutta e un bicchiere di latte intero.

In generale, il mio migliore consiglio è di avere una dieta bilanciata con diverse fonti proteiche ogni giorno, e di evitare i grassi idrogenati e i soft drinks”.

Hai capito il Professore, una dieta tutt’altro che politicamente corretta! Sette uova e forse più a settimana e tanti grassi da fonti animali. Altro che latte scremato e massimo due uova a settimana, come ancora sentenziano certi soloni della dietologia moderna.


Francesco Perugini Billi©