Nutrizione Patologie

Colesterolo e demenza

Le statine sono tra i farmaci più venduti al mondo e servono per abbassare il colesterolo. Negli ultimi tempi, le aziende che le producono stanno facendo di tutto per promuovere il loro impiego anche in altre patologie. Qualche mese fa, con non dissimulata gioia, hanno annunciato al mondo intero che adesso le statine sono utili anche per la prevenzione dell’Alzheimer. Lo spunto è stato un articolo apparso l’8 febbraio del 2007 sulla rivista inglese  The Daily Mail, in cui gli autori, esaminando diversi studi scientifici, sono giunti alla conclusione che livelli alti di colesterolo aprono la strada alla demenza e all’Alzheimer.

Gli autori avvertono che “mangiare molti cibi ricchi di grassi saturi, come il burro e la carne rossa, può fare aumentare i livelli di alcune proteine del cervello che sono associate alla demenza” e che “grandi quantità di pericoloso colesterolo si trova nelle carni rosse, nel burro, nei formaggi e negli organi animali, come il fegato e i reni”.  Peccato che gli studi cui si riferiscono gli autori siano stati tutti condotti su animali da laboratorio e nessuno sull’uomo. Infatti, in letteratura non esistono studi sul legame tra consumo umano di carne, burro e altri alimenti grassi e rischio di Alzheimer.
Gli autori, inoltre, concludono affermando che “ …esistono sempre più dati sull’azione preventiva delle statine nei confronti dell’Alzheimer”, anche se gli stessi non forniscono alcun riferimento bibliografico (1). Cosa non si fa per diffondere terrore, vendere farmaci e medicalizzare il mondo.
Nello stesso periodo in cui venivano strillati i soliti allarmismi su colesterolo e grassi saturi, i risultati di un importante studio quarantennale mostravano la vera faccia della questione. La ricerca, iniziata nel 1965, ha seguito nel tempo circa 1000 uomini immigrati giapponesi-americani ultraquarantenni e ha messo in evidenza che tra coloro che si sono poi ammalati di Alzheimer e di demenza senile i livelli di colesterolo del sangue avevano iniziato ad abbassarsi già 15 anni prima  e che in questo periodo si erano mantenuti decisamente e costantemente più bassi rispetto ai valori dei loro coetanei che non hanno manifestato queste gravi malattie. Gli autori concludono: “Una riduzione dei livelli di colesterolemia può accompagnare un’incipiente demenza” (1). Tra l’altro, uno studio del 2005 aveva già messo in evidenza che livelli alti di colesterolo nel sangue proteggono dalla demenza senile (2).
Il nostro sistema nervoso è fatto per buona parte di grasso: il colesterolo compone il 20% dei grassi totali del cervello  e il 40-45% di quelli dei nervi periferici. I neonati e i bambini devono consumare alimenti interi con il loro grasso (non per niente il 50-60% delle calorie del latte materno vengono dai grassi, di cui è ricco), perché questo promuove un corretto sviluppo del loro sistema nervoso e previene problemi legati al linguaggio, alla comprensione, all’apprendimento e all’attenzione.  Gli anziani devono fare la stessa cosa se vogliono mantenere le proprie capacità cognitive e l’efficienza mentale fino a tarda età.
Lipitor
Il Dr Duane Graveline è un ex astronauta, medico aerospaziale, ricercatore scientifico, chirurgo dell’aviazione e medico di famiglia. Gli fu dato Lipitor (atorvastatina) per la sua ipercolesterolemia. Perse la memoria di breve termine. Allora, gli fu detto di ridurre la dose della metà. Oltre alla memoria di breve termine, perse anche quella di lungo termine. In ospedale gli fecero degli esami e gli dissero che era affetto da amnesia globale transitoria. In questo libro racconta la sua terribile esperienza.
Francesco Perugini Billi©copyright

Bibliografia
1. Fallon S. Mary E. Caustic Commentary – Dementia and cholesterol.
2. Mielke MM et al High total cholesterol levels  in late life associated with a reduced risk of dementia. Neurology 2005;64:1689-1695.