Nutrizione

Miele di melata

Melata2Fino agli anni ’60 gli apicoltori non sapevano e non volevano credere che la melata fosse prodotta da alcuni afidi degli alberi. Questi insetti si nutrono abbondantemente della linfa degli alberi, trattengono soprattutto le proteine e i minerali ed eliminano la parte più ricca di zuccheri, che sarebbe la melata. Questa tende a depositarsi sulle foglie e poi viene succhiata dalle nostre operose api bottinatrici. Le api ricorrono alla melata come fonte zuccherina alternativa in ambienti dove sono scarse le piante nettarifere.

Nel nostro Paese gli ambienti tipici per la produzione del miele di melata sono tradizionalmente le foreste di conifere di montagna (abetine), associazioni vegetali in cui scarseggia per buona parte dell’anno la disponibilità di piante mellifere.

Dagli anni ottanta si è però diffuso, soprattutto nell’Italia centrosettentrionale, un fulgoroideo di origine nordamericana, la Metcalfa pruinosa. Questo insetto ha colonizzato gli ambienti collinari ed è di difficile controllo, perciò le sue popolazioni raggiungono ogni anno densità tali da rendere significativa la produzione di melata. La maggior parte del miele di melata prodotto in Italia, infatti, deriva attualmente dalla melata bottinata dalle api in ambienti collinari, in occasione di infestazioni di metcalfa. Per questo motivo il miele di melata è detto spesso anche miele di metcalfa.

Attualmente il miele di melata proviene principalmente dai seguenti alberi: tiglio (Tilia platyphyllos Scop.), sommacco o scotano (Cotinus coggygria Scop), quercia e roverella (Quercus ilex L., Quercus petraea e Quercus pubescens Willd.) acero (Acer campestre L.,  Acer mospessulanum L.,  Acer saccharinum L.).


Caratteristiche e composizione del miele di melata

Siccome il secreto degli afidi è chimicamente differente dal nettare dei fiori, anche la melata sarà diversa dal miele per aspetto, sapore e composizione. Tuttavia, le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche possono variare grandemente a seconda del tipo di melata.

Carboidrati – il miele di melata è di solito meno ricco di glucosio e fruttosio rispetto ai mieli di fiore. Oltre a questi zuccheri, la melata contiene alte concentrazioni di oligosaccaridi come melizitoso, erloso, raffinoso e treaoloso, in quantità superiori al normale miele. A livello intestinale, questi zuccheri complessi hanno anche una benefica azione prebiotica, andando a nutrire bifidobatteri e lattobacilli.

Antiossidanti – il miele di melata è di norma più ricco di antiossidanti rispetto al normale miele di fiori. Si tratta soprattutto di polifenoli.

Minerali – rispetto al miele di fiori è molto ricco di minerali, tra cui ferro, rame, potassio e oligoelementi.

Umidità – di solito il miele di melata ha un’umidità inferiore al 17%.

Consistenza – resta liquido a lungo, ma può cristallizzare assumendo aspetto in genere molto viscoso, filante.

Colore – molto scuro, quasi nero, ma con tonalità verdi.

Odore – di media intensità, caratteristicamente con note calde, vegetali o legnose.

Sapore – decisamente meno dolce e stucchevole dei mieli di nettare. Ha un aroma resinoso e balsamico. Le proprietà organolettiche non sono particolarmente apprezzate dal consumatore italiano e la maggior parte del miele prodotto è destinato ai mercati del centro e Nord Europa.


Effetti benefici

Azione prebiotica – sostiene la flora intestinale buona nel caso di disbiosi o in seguito a trattamenti antibiotici. Migliora l’ecologia intestinale, l’assimilazione e combatte l’inappetenza.

Azione antiossidante – la presenza di buone concentrazioni di antiossidanti concorre alla prevenzione di fenomeni infiammatori e degenerativi.

Azione antibiotica – alcuni mieli di melata si sono dimostrati particolarmente attivi da un punto di vista antibiotico per via della presenza di una elevata attività glucoso-ossidasi, che produce notevoli quantità di perossido di idrogeno (acqua ossigenata).

Azione neurotonica – l’alta concentrazione di amminoacidi e di minerali, come cobalto, manganese, zinco, fosforo e zolfo, sostiene e migliora le funzioni cerebrali.

Azione salino-integrativa – la ricchezza di sali minerali rende la melata un valido integratore salino nel caso di aumentata richiesta, come nello sport o nel caso di forme dissenteriche. Uno o due cucchiaini di melata in un bicchiere di acqua è un’ottima bevanda per gli sportivi.


Francesco Perugini Billi©copyright