Nutrizione

Nel DNA europeo più cacciatori che agricoltori

caribou_slaughterUno studio dimostra a sorpresa che gli antenati coltivatori hanno marcato la nostra cultura, ma non il nostro fisico.

Nel DNA degli europei c’è la caccia e non l’agricoltura. Arrivati nel Vecchio continente 7000 anni fa dal Vicino Oriente i primi coltivatori avrebbero dunque lasciato una preziosa eredità culturale, ma non avrebbero intaccato quella biologica. A dimostrarlo uno studio pubblicato su Science e condotto sul DNA di 24 scheletri provenienti dalle prime comunità agricole dell’Europa centrale e che non corrisponde affatto a quello degli europei di oggi. Secondo le testimonianze archeologiche l’agricoltura fu introdotta in Grecia oltre 8000 anni fa, e solo dopo si diffuse verso Nord e Ovest, mentre le popolazioni europee sono discendenti dirette di cacciatori di selvaggina e raccoglitori di bacche arrivati sul continente oltre 40 mila anni fa. La nuova ricerca lascia pochi dubbi sui due gruppi: “Vi sono buone possibilità che il contributo genetico dei primi agricoltori alle generazioni di europei sia vicino allo zero”, afferma Peter Forster dell’Università di Cambridge. La mancata eredità biologica rende, però, ancor più interessante “l’impatto culturale che una simile minoranza ha esercitato in Europa”. Il risultato è una “sorpresa” per gli studiosi. Dice Joachim Burger dell’Università di Gutenberg: “Mi aspettavo una distribuzione del DNA mitocondriale piu simile a quella attuale”. Proprio il DNA mitocondriale viene trasmesso solo da madre a figlio ed è così possibile che vi siano stati matrimoni misti fra uomini coltivatori e donne del gruppo di cacciatori-raccoglitori (Brescia Oggi, 16 novembre 2005 ).

Commento – L’Homo sapiens è comparso sulla Terra da circa 100.000 anni. Per oltre 90.000 è vissuto come cacciatore-raccoglitore. Fino al 65% della sua dieta era basata su prodotti di origine animale. Il resto comprendeva vegetali commestibili di ogni sorta. Lo studio apparso su Science ci dice che, da un punto di vista genetico, gli europei moderni  non sono dissimili dagli uomini vissuti 40.000 fa. Cioè, siamo gli stessi uomini che si sono evoluti  mangiando proteine e grassi animali in abbondanza e tanti vegetali.

In Europa, l’agricoltura è iniziata circa 5.000 anni fa, ma in alcune regioni del nord solo da 2.000 anni. Se è vero che nulla è cambiato nei nostri geni, allora la nostra “tolleranza” verso i cereali rimane ancora molto bassa, perché 5.000 anni sono ben poca cosa rispetto ad una evoluzione di decine di migliaia di anni come cacciatori-raccoglitori e comunque non sono un tempo sufficiente per un adattamento genetico.

La questione deve far riflettere soprattutto i Guru dell’alimentazione moderna, che in questi decenni hanno proposto la dieta a base di carboidrati (cereali, farine & Co.) come la più salutare e “naturale” per l’uomo. La conseguenza più immediata è stato l’aumento dell’obesità. L’obesità si accompagna al diabete, all’ipertensione e all’infarto. Predispone anche ai tumori. In generale è un fattore che riduce l’aspettativa di vita.

Infatti, una delle caratteristiche dell’alimentazione moderna è il consumo eccessivo di carboidrati e non certo quello di grassi e proteine. Mangiamo troppi cereali, pane, pasta e cibi dolci di ogni genere. Questi cibi, spesso raffinati, danno dipendenza.  E’ molto facile abusare di carboidrati. Aprire la giornata con alimenti dolci, cereali e zucchero aumenta la richiesta di altri carboidrati durante il resto del giorno. Adottare una dieta a base di carboidrati più facilmente porta al sovrappeso e alle sue conseguenze.

Non ci siamo evoluti per migliaia di anni consumando farine e zuccheri. Questi alimenti ci sono ancora “estranei”. Non voglio dire che non dobbiamo mangiarne, contesto solo il fatto che debbano avere un posto preminente nella nostra dieta.

Francesco Perugini Billi