Ayurveda

L’analisi costituzionale in Ayurveda

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CostituzioneUn aspetto molto importante della visita Ayurvedica è la valutazione della costituzione del paziente, al di là delle malattie di cui soffre. La medicina allopatica manca totalmente di una visione costituzionale. L’approccio è esclusivamente rivolto alla malattia. C’è l’assoluta incapacità di valutare gli aspetti più individuali del malato, spesso più importanti. Il gap si palesa in tutta la sua importanza nelle forme croniche. Una malattia che ritorna viene vista dall’approccio allopatico sempre come la stessa malattia e curata come tale. Ad ogni rino-faringite o tonsillite del bambino corrisponderà sempre la cura per la malattia (antibiotici-antinfiammatori, ecc).

Sfugge completamente il perché quell’individuo tende a fare quella o quell’altra malattia. Le radici di questo si nascondono spesso nella costituzione. La medicina allopatica parla tanto di prevenzione, ma si tratta per lo più di diagnosi precoce con l’utilizzo di una miriade di esami e test e non di una vera predizione sulle tendenze delle singole persone e, se si escludono i vaccini, quasi mai si tratta di terapie preventive mirate al malato. Come ho detto, l’allopatia, il più delle volte cura le  malattie man mano che emergono, con farmaci, indubbiamente efficaci, ma troppo spesso sintomatici.

Nell’ Ayurveda, alla base del concetto di costituzione c’è la comprensione dei Dosha: Vata (etere-aria), Pitta (fuoco-acqua), Kapha (acqua-terra). I tre Dosha sono presenti in tutti noi, ma in proporzioni differenti e questo determina le nostre debolezze e le nostre forze.

Secondo l’Ayurveda, il migliore medico è colui che riconosce gli squilibri dei Dosha e non necessariamente colui che è capace di diagnosticare e dare un nome a tutte le possibili malattie (sebbene oggi sia assolutamente necessario farlo).  La visione doshica ci dà informazioni sulla “forza vitale” dell’individuo e la possibilità di metterla in equilibrio. La diagnosi delle singole malattie ha in sé il rischio di credere che la malattia sia la vera e unica causa della sofferenza del malato e che la cura indirizzata alla malattia sia l’unica possibile.

La costituzione individuale è chiamata PRAKRITI (o Prakruti). Secondo la cosmogonia Ayurvedica, Prakriti è anche la Natura, la Divina Madre, che è alla base di tutta la creazione. L’intero Universo origina dal suo grembo. Quella stessa Grande Madre venerata anche dai popoli europei per ben 25.000 anni ininterrottamente, prima che dal Medio Oriente giungesse il Cristianesimo.La prakriti individuale comprende l’aspetto fisico e mentale della persona. Ogni persona ha un’unica e irripetibile prakriti, perché unica ed irripetibile è la mescolanza dei Dosha. Le proporzioni tra i Dosha sono a loro volta determinate dalla genetica, ma anche dalla dieta, dallo stile di vita e dalle emozioni dei genitori.
Esistono 7 tipi costituzionali, secondo la prevalenza dei Dosha, sebbene il numero possa variare, secondo gli Autori e le Scuole:
Vata
Pitta
Kapha
Vata-Pitta
Vata-Kapha
Vata-Pitta-Kapha
L’ultima costituzione che ha i tre Dosha ugualmente rappresentati è rara, ma la più sana.Mi limito a definire a grandi linee solo i tipi V, P e K prevalenti. Le costituzioni miste saranno il risultato dei rapporti di forza derivate dall’incontro dei vari dosha. Non è necessario né possibile in questa sede descrivere i singoli tipi costituzionali. Per eventuali approfondimenti, vi consiglio il volume di R. Svoboda Prakriti. Ed. Mediterranee.
Importante: ogni Dosha ha precise qualità, e non tutte si manifestano allo stesso grado in una persona. Per esempio, Vata è secco, leggero, freddo, mobile, ruvido, limpido e sottile. Se Vata predomina in una persona, allora si manifesteranno molte di questa qualità. Tuttavia, alcune potrebbero essere più evidenti di altre. Dieci persone Vata, sono dieci diverse persone. Alcune persone Vata manifesteranno di più la qualità “secco” e avranno la cute molto disidratata, mentre altre manifesteranno di più la qualità “freddo” e avranno maggiormente le mani e i piedi freddi e una cattiva circolazione.Adesso vediamo le tre tipologie “pure” da un punto di vista delle qualità dei dosha:

Tipo VATA
Secco: capelli e unghie secche. Occhi asciutti. Feci asciutte e secche. Retrazione gengivale. Facile afonia. Paura.
Leggero: struttura corporea leggera, ossa leggere, sonno leggero, insicurezza.
Freddo: mani e piedi freddi, cattiva circolazione, sensibili al freddo ambientale. Amano bevande e cibi caldi e la stagione estiva.
Mobile: si buttano in mille impegni, sono irrequieti. Sbattono spesso le palpebre, hanno brividi, tremori, scosse. Si turbano facilmente.
Ruvido: cute ruvida, unghie screpolate.
Chiarezza (limpidezza): facile e chiara comprensione, lo sguardo ha un aspetto “chiaro”, “limpido”.
Espansivo: è un tipo espansivo, ma questo lo può portare ad essere poco “radicato” a terra e quindi a notevole instabilità. La qualità espansiva si manifesta anche con vene che in Vata sono evidenti e prominenti (per esempio, sul dorso delle mani).
Sul piano mentale, le qualità positive sono amabilità, creatività e versatilità. Sul piano negativo, ansia, indecisione, paura.
Tipo PITTA
Caldo: ipermetabolismo, temperatura corporea relativamente più alta, calorosità, termofobia. Collera. Forte appetito e quando è l’ora dei pasti mal sopportano di aspettare e diventano irritabili. Soffrono di cali di zuccheri verso le 11 o prima dei pasti. Si associa l’acidità che può causare, indigestione acida, nausea, bruciori gastrici e ulcere.
Penetrante: mente sottile, penetrante, così come lo sguardo.
Untuoso: pelle morbida e lubrificata. Anche le unghie sono “untuose”(cioè non secche), così come le feci.
Liquido: tendenza ad urinare frequentemente, feci acquose e sudorazioni frequenti.
Leggero: si sente la mente “leggera”, “inconsistente” se non mangia al momento giusto. Non tollera la luce forte.
Diffusivo: questa qualità può generare orticaria, esantemi e altre simili problematiche cutanee.
Sul piano mentale, le qualità positive sono la comprensione e l’amore per il sapere. Sul piano negativo, la collera, l’intolleranza e la prevaricazione.
Tipo KAPHA
Pesante: notevole massa muscolare e ossatura, struttura corporea nel complesso massiccia e pesante.
Lento: le movenze sono lente, cadenzate. La digestione è lenta, così come il metabolismo (tendenza al sovrappeso).
Freddo: la cute è fresca e umidiccia. Sono sensibili al freddo, soprattutto se umido, ma sono meno freddolosi dei tipi Vata, grazie alla maggiore copertura di grasso dei loro tessuti.
Untuoso: capelli, pelle, palpebre, ciglia sono o danno l’impressione di essere untuosi.
Viscido: è l’aspetto estremo dell’untuosità, come nelle secrezioni mucose.
Liquido: facilmente hanno ritenzione di liquidi, edemi.
Morbido: cute morbida, piacevole come quella di un bambino.  Sono persone gentili, “morbide” nel loro approccio.
Denso: il corpo appare denso, spesso, consistente. Anche i capelli sono grossi e spessi.
Fisso, statico: tendono alla sedentarietà, all’immobilità, sono pigri. Rifuggono l’esercizio fisico.
Sul piano mentale, le qualità positive sono il perdono, la costanza, la fedeltà, la stabilità delle convinzioni. Sul piano negativo, l’attaccamento e l’avidità.
Oltre alla costituzione individuale (prakriti), il medico ayurvedico deve valutare anche lo stato contingente di squilibrio dei dosha, chiamato Vikriti. Il paradigma prakriti/vikriti è fondamentale nella clinica Ayurveda.
La vikriti è quello che siamo diventati, quello che stiamo attraversando, è lo squilibrio doshico che stiamo vivendo.
Oltre alla prakriti e la vikriti, la clinica ayurvedica prende in considerazione anche la costituzione mentale del paziente, che viene definita Manas Prakriti, se ci riferiamo a quella di base, con cui nasciamo, e Manas Vikruti se consideriamo quella contingente, cioè quella che in questo momento predomina.
Francesco Perugini Billi