Fitoterapia Patologie

L’iperico nei disturbi mentali

IpericoPer la sua attività antidepressiva, L’iperico (Hypericum perforatum L. ) è stato oggetto di oltre 40 studi clinici negli ultimi 20 anni. Due grandi meta-analisi che hanno revisionato tutti questi studi, sono giunti alla conclusione che l’efficacia dell’iperico è superiore al placebo ed è molto simile a quella degli inibitori della serotonina (SSRIs) nei casi di depressione lieve e moderata.
L’iperico è stato testato anche nel caso di altri disturbi dell’umore:

  • SAD (disturbo stagionale dell’umore) – due open-label studies hanno mostrato un effetto positivo dell’iperico. Tuttavia ulteriori studi randomizzati e controllati sarebbero necessari per confermare il dato;
  • depressione pre-, peri- e post-partum – non ci sono dati scientifici;
  • depressione giovanile – due piccoli studi (n =26 e n = 33) hanno mostrato una certa efficacia dell’iperico in questo disturbo, sebbene la percentuale di abbandono dei partecipanti allo studio sia stata alta;
  • depressione da moderata a severa – uno studio (n =251) ha mostrato che l’iperico è efficace almeno come la paroxetina, ma meglio tollerata. Questo risultato ne incoraggia l’uso nel caso di depressione severa;
  • somatizzazioni (gastrointestinali, sessuali, pseudoneurologiche, dolori ricorrenti, ecc) – uno studio controllato (n=151 e n=184; 600 mg/die) durato sei settimane ha mostrato che l’iperico è efficace nel controllare i disturbi psicosomatici;
  • disturbo ossessivo/compulsivo – uno studio open label si è mostrato efficace, mentre uno studio controllato e con placebo (n = 60; 600-1800mg/die) non ha dato risultati positivi;
  • deficit attentivo e iperattività (ADHAD), distimia, fobie – per ognuno di questi problemi sono stati condotti studi controllati, ma i risultati sono stati negativi.

L’effetto antidepressivo dell’iperico è stato attribuito a diversi meccanismi, tra cui: inibizione del reuptake della serotonina, dopamina e norepinefrina; debole inibizione delle monoamino-ossidasi A e B; riduzione della degradazione dei neurotrasmettitori; aumento del legame recettoriale; incremento dell’attività dopaminergica; modulazione neuroendocrina.

Studi di farmacocinetica suggeriscono che l’iperico possa aumentare l’espressione di geni coinvolti nel processo dell’infiammazione, dello stress ossidativo e nella sintesi di proteine coinvolte nel metabolismo energetico e nella rigenerazione assonale. In uno studio si è visto che la somministrazione di iperico a 962 pazienti depressi, aumentava significativamente i valori sierici di Fattore Neurotrofico Cerebrale.

Tuttavia è importante sottolineare alcuni aspetti. I risultati positivi di questi studi sono stati ottenuti solo con alcuni prodotti e a dosaggi specifici e probabilmente non possono essere estesi ad altri prodotti commerciali simili, ma non uguali e magari di qualità inferiore. I brand utilizzati sono: LI-160 (Lichtwer [Lichtwer Pharma; Berlin, Germany]), Ze 117 (Zeller [Max Zeller Söhne AG; Romanshorn, Switzerland]), e WS®-5570 (Schwabe [Dr. Willmar Schwabe Pharmaceuticals; Karlsruhe, Germany]). I dosaggi più comuni impiegati sono: 900mg/die, in due o tre somministrazioni, standardizzati in 1.0ug di ipericina (0,3%) e 3-5% di iperforina (ad eccezione del prodotto ze 117, che conteneva 0,5% di ipericina e meno dello 0,2% di iperforina). Nei casi di depressione severa, è probabile che i dosaggi debbano essere raddoppiati.

Per quanto riguarda l’interazione con altri farmaci, problemi si pongono soprattutto con gli estratti di iperico che hanno le più alte concentrazioni di iperforina, (>10mg di iperforina/die) dato che questa sostanza agisce su alcuni enzimi del fegato. E’ bene quindi porre molta attenzione al prodotto usato e alla concomitante assunzione di farmaci. Comunque, secondo 16 studi di sorveglianza post-marketing (n = 34,834), l’iperico è molto più sicuro dei farmaci di sintesi. Non esistono studi sulla sicurezza dell’iperico durante l’allattamento e la gravidanza, ma non esistono neanche report di effetti avversi.

L’iperico quindi, nel caso di disturbi dell’umore si configura come un vero e proprio farmaco. Per la sua prescrizione è bene affidarsi solo e unicamente ad un medico ed evitare di assumerlo dietro “consiglio” di altre figure professionali e non.

Francesco Perugini Billi©- vietata la riproduzione senza l’esplicito consenso dell’Autore.

Bibliografia

– Sarris J. St. John’s wort for the treatment of psychiatric disorders. Psychatr Clin North Am. 2013;36(1):65-72.