Fitoterapia

La bardana nelle malattie della pelle

Bardana, Arctium lappa L.

La bardana, Arctium lappa L., è una grossa pianta erbacea che può raggiungere l’altezza di un uomo. Nel nostro Paese è comune e diffusa dalla pianura ai monti, fino ad una altitudine di 1500 m circa. Non è presente in Sicilia, né in Sardegna. Cresce spontanea ai bordi di strade e tratturi, nei terreni di riporto, lungo le scarpate, ai margini dei boschi, di coltivi e di prati.

 

Etimologia

Arctium: dal greco arktos, “orso”. Allude alle infruttescenze ruvide e ispide come la pelliccia del plantigrado.

Lappa: dal celtico lapp, “mano”, ciò che afferra come una mano. Si riferisce agli uncini di cui sono muniti gli stessi frutti.

Bardana: o bardena. Bardena è dell’Alto Medio Evo e designava anche la tussilago farfara e la petasites. L’etimo è incerto. I francesi lo derivano da barde = lardello, perché la foglia crassa ricorda la fetta di lardo con la quale si avvolgevano gli uccelletti da mettere allo spiedo.

Proprietà

Gli studi farmacologici mostrano che le radici di bardana hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, epatoprotettive e antiproliferative cellulari e antiallergiche.

Componenti

Nella radice sono presenti dei carboidrati (fino al 69%), tra cui mucillagini e soprattutto notevoli quantità di inulina. Sono inoltre contenuti tannini, calcio, magnesio, vitamine del gruppo B, principi antibiotici simili alla penicillina (poliacetileni), fitosteroli, oli eterici. Vediamo quelli più importanti:

Inulina (25-45%): le radici hanno un alto contenuto di questa fibra che ha una spiccata azione prebiotica, cioè è in grado di nutrire vantaggiosamente la flora intestinale, segnatamente i bifidobatteri. E’ stato dimostrato che nell’intestino, l’inulina controlla i processi infiammatori e riduce la flora patogena. Ha anche un’azione diuretica.

Mucillagini: hanno un effetto lenitivo sulle mucose gastrointestinali e un’azione lassativa meccanica.

Poliacetileni (0,002%): sono molto simili alla penicillina e la radice ne contiene fino a 14 tipi. Hanno una dimostrata azione antibatterica e micostatica.

 

La bardana nelle malattie della pelle

La bardana “purifica il sangue”, promuove la circolazione cutanea e migliora la qualità/aspetto della pelle. In genere, la pelle è il primo tessuto a risentire dell’impurità del sangue. Molti cosiddetti “sfoghi” cutanei in effetti non sono che il palesarsi in superficie di eventi tossici che si verificano o si riversano nel sangue. L’incontro del sistema immunitario con un agente microbico o una tossina alimentare, una dieta inadeguata, l’abuso di farmaci, ecc. sono condizioni che producono “veleni” che poi il corpo per questioni difensive centrifuga verso la pelle. In genere si tratta di eventi che “scaldano” il sangue e lo fanno “eruttare” verso l’esterno. Ecco spiegato l’effetto benefico di sostanze amare come la bardana. L’amaro infatti è un sapore che raffredda e purifica, soprattutto il sangue e il sistema linfatico. Quest’azione viene esercitata anche a livello del fegato e delle vie biliari.

La bardana è un classico rimedio per numerose condizioni della pelle, siano esse dermatiti, orticarie croniche e suppurazioni ricorrenti. E’ considerata particolarmente efficace nelle forme secche e squamose. Un tempo, e spesso con efficacia, veniva impiegata anche nella psoriasi. Per il passato esistono numerosissime testimonianze sui notevoli effetti terapeutici di questa pianta. Insigni medici tra il ‘700 e i primi del ‘900 hanno riferito dei loro successi nel caso di diverse condizioni morbose: sifilide, cancrena, ulcere, piaghe suppurate, gotta, dermatiti, ecc. E’ chiaro che oggi per molte di queste condizioni disponiamo degli antibiotici, ma ciò non esclude in determinate condizioni il ricorso alla bardana. Infatti, in alcune forme morbose ricorrenti o cronicizzate (follicoliti, bartoliniti, foruncolosi, tendenza all’impetigine, calazio, ecc), in cui l’esclusivo e ripetuto ricorso agli antibiotici può non essere risolutivo, l’azione disintossicante e drenante della bardana è di notevole aiuto. Quello che curava l’uomo un tempo, può farlo ancora oggi se inserito nel giusto contesto. Inoltre, la bardana è considerato un “alterativo”, cioè in grado di “alterare” il decorso di una malattie che tende a cronicizzarsi. Sotto questo aspetto, la nostra bardana è molto simile all’ esotica echinacea.

 

Parti impiegate

Per uso interno si utilizza soprattutto la radice, sotto forma di tintura, da radice fresca, o come decotto. Per un buon risultato, è bene saper prescrivere la giusta formulazione, la dose corretta e protrarre la terapia per un tempo sufficiente. Molto valida, ma ormai poco utilizzata, è anche la via esterna, sotto forma di poltiglia o impacchi di infuso di foglie fresche. Con le radici e le foglie e anche possibile preparare dei validissimi unguenti casalinghi, che non hanno nulla da invidiare ad analoghi preparati commerciali.

F. Perugini Billi © divieto di riproduzione senza consenso dell’Autore.