Fitoterapia Patologie

Iperinsulinemia e fitoterapia

CinnamonUn pasto a base di carboidrati finisce nel sangue come zucchero e causa subito un aumento della glicemia. Quando questo accade, un segnale partito dal cervello stimola il pancreas a produrre l’ormone insulina nella giusta quantità. L’insulina viaggia nel sangue e come una chiave apre le serrature dei recettori dell’insulina che si trovano sulle cellule adipose e muscolari. Le cellule muscolari vengono rifornite di zuccheri, se necessario, e il resto viene immagazzinato come grassi nelle cellule adipose. Così i livelli di glicemia tornano normali. Questo processo si svolge in 4 ore. Dopo 4-5 ore ritorna la fame e l’organismo è costretto a mangiare ancora o utilizzare il glicogeno immagazzinato nel fegato e il processo riprende di nuovo. Questo è quello che accade in un soggetto con un metabolismo in equilibrio.

Nelle persone affette da insulino-resistenza, invece, i recettori cellulari non rispondo ai normali livelli di insulina e la conseguenza è  l’iperglicemia, che a sua volta induce il pancreas a produrre più insulina del solito. Questa circola nel sangue e “apre” un numero eccessivo di cellule adipose. La glicemia crolla sotto i valori normali e mentre le cellule “ingrassano” il cervello sente che il sangue è carente di zucchero e quindi induce nuova fame che porta al consumo di altri carboidrati. La fame può ricomparire anche dopo un’ora dall’ultimo pasto. Si crea quindi un circolo vizioso, uno stato di iperinsulinemia che porta all’aumento di peso, invecchiamento precoce, ipertensione, malattie cardiovascolari, aumentato rischio tumorale e diabete.

Per affrontare l’insulino resistenza sono fondamentali l’attività fisica regolare e una dieta a basso impatto di carboidrati (Low carb). La transizione da una dieta ricca di zuccheri ad una povera porta spesso ad una vera e propria crisi di astinenza che però tende a risolversi in circa una settimana, se si ha la costanza di insistere con una dieta necessariamente più ricca di proteine e di grassi. Infatti, l’integrazione di grassi di buona qualità è quanto mai utile in questi casi. Comunque, è meglio evitare il “fai da te” e rivolgersi ad un esperto.

Oltre alla dieta e all’attività fisica, sono molto utili alcuni integratori, farmaci omeopatici e fitoterapici. Vediamo adesso in breve almeno nove piante medicinali che potrebbero aiutarci:

CURCUMA – la curcumina, il più importante componente attivo della curcuma, possiede notevoli e documentate proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Diversi studi (medelli animali) hanno mostrato che la curcumina è efficace in caso di diabete: riduce la glicemia e previene le complicanze. In uno studio clinico su soggetti pre-diabetici la somministrazione di un estratto di curcuma è stato capace di prevenire il diabete II nel 100% dei casi.

ZENZERO – in uno studio clinico, 3g di zenzero al giorno sono stati in grado di ridurre la glicemia a digiuno del 10,5% (invece, nel gruppo placebo è aumentata del 21%) e di migliorare notevolmente la sensibilità all’insulina. In un altro studio, 1600mg di zenzero al giorno hanno migliorato otto parametri del diabete, inclusa la sensibilità all’insulina. Molti altri studi hanno dimostrato i benefici dello zenzero nel caso di diabete e di resistenza insulinica.

CANNELLA – questa spezia di uso millenario è in grado di migliorare la sensibilità insulinica e di normalizzare la glicemia nel caso di diabete insulino-dipendente. Una meta-analisi che ha preso in considerazione otto studi, ha dimostrato che la cannella è in grado di abbassare la glicemia a digiuno. Una parte di questo effetto è dovuto al fatto che la cannella rallenta lo svuotamento gastrico dopo il pasto (fino al 37%). Secondo questi studi, ½ cucchiaino di polvere di cannella, assunta durante un pasto, sarebbe sufficiente per abbassare la glicemia nel diabete II.

FOGLIE DI OLIVO – un estratto di foglie di olivo è stato in grado di ridurre la resistenza insulinica del 15%, oltre che aumentare la produzione di insulina a livello pancreatico. Secondo i ricercatori, l’estratto di olivo ha avuto un effetto comparabile a quello della metformina.

FRUTTI DI BOSCO – una miscela di frutti di bosco (fragole, mirtillo nero, mirtillo rosso, cranberries, more, ecc) consumata insieme ad un pasto di carboidrati ha ridotto significativamente il picco insulinico postprandiale.

NIGELLA SATIVA – solo 2 grammi di semi di nigella al giorno sono stati sufficienti nel ridurre significativamente la glicemia a digiuno e l’insulino-resistenza.

SPIRULINA – uno studio ha comparato l’effetto insulinico della soia (19g al giorno) e della spirulina (19g al giorno). Dopo otto settimane nel gruppo che assumeva la spirulina la sensibilità insulinica era aumentata dal 224,7%, mentre nella gruppo della soia il miglioramento è stato solo del 60%. Inoltre, nel gruppo “spirulina” tutti hanno avuto miglioramenti, mentre nel gruppo “soia” solo il 69%.

BERBERINA – è una sostanza amara presente nelle radici di diverse piante medicinali, come ad esempio l’idraste e il crespino. Gli studi mostrano che il suo effetto sulla glicemia può essere paragonato a quello dei farmaci di sintesi (metformina). Effetti significativi si sono avuti sulla glicemia a digiuno e post-prandiale e sulla resistenza insulinica. In un altro studio, la berberina ha avuto un effetto paragonabile alle molecole metformina, glipizide e rosiglitazone, senza alcun effetto indesiderato.

SEMI DI LINO – Un recente studio condotto su 25 soggetti obesi o sovrappeso con pre-diabete ha mostrato che l’assunzione di 13 g di semi di lino al giorno per 12 settimane è in grado di ridurre la resistenza insulinica.


Bibliografia

– Margie K, Reverse Insulin Resistance With These 8 Foods. Monday, October 27th 2014. GreenMedinfo.com (dove trovate i riferimenti ai vari lavori scientifici)
– Perugini Billi F, Semi di lino e lignani. Dottorperuginibilli.it


Francesco Perugini Billi©copyright