Fitoterapia Patologie

Acne giovanile e fitoterapia

Agno casto, Vitex agnus castus L.
Agno casto, Vitex agnus castus L.

L’acne giovanile compare attorno alla pubertà, ma può perdurare anche dopo i 20 anni. In certi casi, già a 8-10 anni possono fare la loro comparsa gli inestetici comedoni. E’ un disturbo che interessa circa l’80% dei giovani e di solito si manifesta in modo più severo nei maschi rispetto alle femmine. I sintomi posso variare a seconda delle persone, così come l’aspetto dell’acne (comedoni, papule, pustole, cisti, ecc.). Principalmente colpisce il viso ma possono essere interessati anche il collo, spalle, torace e braccia.

Cause
Importante è una certa predisposizione costituzionale. In certi soggetti le ghiandole sebacee sono più sensibili allo stimolo degli ormoni androgeni (gli ormoni maschili). Poi, esistono altre cause: disturbi ormonali (peggioramento con il ciclo mestruale, policistosi ovarica, gravidanza, ecc.) lo stress, certi farmaci, i cosmetici e le variazioni stagionali e climatiche.

Alimentazione
Un discorso a parte va fatto per l’alimentazione. In generale i dermatologi tendono a negare il ruolo della dieta nell’acne. Vediamo cosa scrive in un suo blog uno spacialista: “L’alimentazione non ha alcuna relazione con l’acne. Non è vero che chi ne soffre non può mangiare latte, latticini o zuccheri ed è solo un falso mito che cioccolata e patatine fritte peggiorano il quadro clinico. Il soggetto acneico può mangiare tutto ciò che desidera.” Questa affermazione riflette un po’ l’andazzo generale della medicina di oggi, che considera dotato di effetto terapeutico il solo farmaco di sintesi e null’altro. La possibilità di utilizzare l’alimentazione come terapia è considerata una cosa ridicola, ma questo il più delle volte nasconde l’assoluta impreparazione del medico di oggi nel campo della terapia alimentare. Gli alimenti sono stati considerati “medicine” per migliaia di anni. Quindi, contrariamente a quanto affermato dallo specialista, l’acne si cura eccome con l’alimentazione, ovviamente con risultati diversi a seconda delle persone e questo dipende dalle cause intrinseche, che possono variare da soggetto a soggetto. Come molti disturbi della pelle, l’acne è solo apparentemente un problema della pelle. Appare sulla pelle, ma si “nutre” di ciò che scorre nel sangue e nel plasma. Ciò che scorre in questi liquidi arriva principalmente dal fegato e ancora prima dal tratto intestinale. Lo stato del sangue, che, possiamo in modo molto poco scientifico (ma davvero poco mi importa che non lo sia), definire apportatore di un eccesso di caldo, di freddo, di umido, ecc. che non fa che emergere sulla superficie della pelle. La pelle come specchio di ciò che accade all’interno. Chiaro che la natura del sangue può essere profondamente influenzata non solo dalla dieta, ma dalla stagione e dallo stato d’animo: certe emozioni avvelenano letteralmente il sangue. La dieta deve ovviamente tenere in considerazione non solo lo stato contingente della persona, ciò che è diventato, ma anche e soprattutto la sua costituzione di base.

Terapie convenzionali
Da un punto di vista convenzionale, i trattamenti per l’acne si basano su trattamenti locali con prodotti a base di retinoidi, acido azelaico, acido lattico, acido glicolico, acido salicilico, perossido di benzoile e antibiotici. Per via orale, molto impiegati, spesso con scarsi risultati, sono gli antibiotici, prescritti il più delle volte a cicli ripetuti. Nelle ragazze, non si esita a somministrare la pillola anticoncezionale che, anche se non sempre, in modo apparentemente miracoloso fa scomparire tutto…ma il problema di solito è solo rimandato, alla sospensione della pillola ci sono poi le sorprese. I trattamenti più aggressivi, non sono privi di effetti collaterali, ma possono essere considerati un’ opzione da valutare nel casi di forme acneiche ribelli o molto gravi.

Fitoterpia
Per un approccio non soppressivo, ma più dolce, i miglioramenti possono a volte essere più graduali rispetto a quanto si può ottenere con gli ormoni. Una dieta adeguata è di fondamentale importanza, è una base cui non si può rinunciare. L’eliminazione di certi alimenti ha già un’azione visibilmente disinfiammante a livello cutaneo. E’ come se si smettesse di procurare esca al fuoco. Le lesioni si riducono di dimensioni, sono meno suppurative, meno cistiche, più superficiali e la cute circostante meno arrossata.

La fitoterapia fornisce una serie di piante dal collaudato effetto e che agiscono su più livelli, vediamone alcune:

AZIONE  PIANTA MEDICINALE
antibatterica/antisuppurativa bardana, crespino, echinacea
depurativa del sangue/fegato/bile cicoria, fumaria, tarassaco
drenante cutanea salsapariglia, saponaria, fumaria
drenante intestinale aloe vera, angelica
digestiva genziana, centaurea
adattogena eleuterococco, ginseng, tiglio, melissa, scutellaria
ormonale angelica cinese, agno casto, calendula, luppolo, salvia

Francesco Perugini Billi©copyright