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Artrosi, omeopatia e fitoterapia

causticumL’artrosi, o meglio l’osteoartrosi (OA), è una delle patologie asteoarticolari più frequenti ed è associata soprattutto all’età. Si ritiene che il meccanismo fisiopatologico della OA sia fondamentalmente di tipo degenerativo, dovuto all’uso e alla conseguente distruzione delle articolazioni, soprattutto della cartilagine. In generale una patologia “fredda”, sebbene possano saltuariamente presentarsi episodi infiammatori anche gravi.

La visione della inevitabile degenerazione delle articolazione dovute ad usura e all’età non è da tutti condivisa. Anche la OA per certi versi sarebbe la conseguenza di un processo infiammatorio, come testimoniano la presenza di citochine e cellule infiammatorie nelle strutture articolari artrosiche. Nella OA i primi cambiamenti dovuti all’infiammazione si verificano nelle membrane sinoviali e nelle inserzione dei tendini. Poi, l’infiammazione si diffonde alla cartilagine, distruggendola. L’infiammazione attacca soprattutto gli strati più profondi della cartilagine, con conseguente perdita di sostanza, riduzione dei liquidi lubrificanti, riduzione dello spazio articolare e  aumento dell’attrito tra i capi ossei.

 Un’ alimentazione (vedi più avanti) che mantiene uno stato di infiammazione nel corpo e che porta a carenza di antiossidanti (come la vitamina C), minerali e altri fattori protettivi è certamente una delle cause che può concorrere ad accelerare la distruzione articolare.

La diagnosi è soprattutto clinica e si basa sulle caratteristiche del dolore e sull’esame obiettivo delle articolazioni. La conferma diagnostica è radiologica, mentre gli esami di laboratorio non sono importanti, se non per escludere altre forme reumatiche o altre patologie a carico delle articolazioni.

L’obiettivo del trattamento è principalmente il mantenimento più a lungo possibile della funzione articolare, cercando di rallentare il danno articolare e il dolore. L’attività fisica regolare, il ricorso a trattamenti fisici (fisioterapia, osteopatia, pratiche ayurvediche, agopuntura, ecc), lo yoga, il controllo del peso e un’alimentazione ricca di nutrienti e antiossidanti sono gli interventi migliori per prevenire i sintomi dell’OA. Purtroppo, invece, molti anziani, ma anche più giovani, sofferenti di OA altro non fanno che ricorrere regolarmente a farmaci antinfiammatori e antidolorifici, ottenendo così solo transitori e illusori miglioramenti dei sintomi e allo stesso tempo esponendosi a tutti i gravi rischi (tossicità gastrica, renale e cardiovascolare) associati all’abuso di questi farmaci.

L’impiego dei farmaci di sintesi, deve essere occasionale e in casi estremi. In tutti gli altri casi, è bene preferire farmaci naturali, come quelli omeopatici e fitoterapici.


Dieta
Una dieta ben condotta è di fondamentale importanza nelle forme reumatiche in generale. Riduce l’infiammazione, i dolori e la rigidità mattutina. Un modo di alimentarsi moderno, ricco di amidi, cereali, glutine, zuccheri, latticini, omega-6, bevande dolci e prodotti devitalizzati, di scarsa qualità, ricchi di additivi e conservanti e quanto mai deleterio per chi soffre di affezioni reumatiche. Nella prescrizione di una dieta, concetti generali a parte, conta anche molto la valutazione della costituzione personale.

La dieta serve anche a combattere la moderna piaga dell’obesità che rappresenta il più importante fattore di rischio modificabile della OA. L’obesità mette in serio pericolo soprattutto le articolazioni delle mani, delle anche e delle ginocchia. Bastano 5Kg di troppo per peggiorare il quadro radiografico della OA delle ginocchia di 1,36 volte.


Omeopatia
Può offrire un notevole aiuto nell’OA. Disponiamo di numerosi farmaci, unitari e complessi, da assumere per via orale. Ricco è anche l’arsenale terapeutico dei farmaci iniettabili, estremamente importanti soprattutto nel trattamento mesoterapico locale delle articolazioni colpite (ottima nell’ idrarto ricorrente). Per via iniettabile, si sono dimostrati efficaci anche gli estratti di organo omeopatizzati, come ad esempio le cartilagini di varie articolazioni.

Spetta al medico esperto in omeopatia valutare la strategia terapeutica più appropriata. Non è possibile in questa sede elencare i numerosi Farmaci omeopatici utilizzati nella terapia della OA. A titolo di esempio, mi limito a citare alcuni farmaci unitari classici:

RHUS TOXICODENDRON La descrizione clinica dell’artrosi evoca immediatamente le modalità di questo farmaco che sono: il peggioramento a riposo e ai primi movimenti e miglioramento con il movimento continuo, e il peggioramento con il tempo umido.
RADIUM BROMATUM Soprattutto per i dolori lombosacrali e delle ginocchia. Peggiora con i primi movimenti.
KALIUM IODATUM Peggioramento notturno. In particolare indicato nel caso di idrartro cronico.
NATRUM SULFURICUM Soggetto obeso, con ritenzione idrica e affetto da artrosi alle anche e alle ginocchia. Molto sensibile all’umidità. Notevole peggioramento nel periodo invernale.
TUBERCOLINUM RESIDUUM Tendenza all’anchilosi, alla deformazione articolare.
ACTEA RACEMOSA Cervicalgia e dorsalgia.
RHODODENDRON Peggioramento con l’arrivo di un temporale.
CAUSTICUM Aggravamento con il freddo e il vento freddo e secco.
BRYONIA E’ uno dei farmaci degli episodi infiammatori acuti. Miglioramento a riposo e con la compressione leggera e ampia dell’articolazione affetta. C’è un interessamento delle sinovie.

Fitoterapia
In questi ultimi decenni numerosi studi hanno confermato le proprietà antireumatiche di varie piante medicinali già utilizzate come antidolorifici e antinfiammatori nelle medicine tradizionali e popolari di varie parti del mondo. In commercio sono liberamente disponibili diversi prodotti a base di singole erbe o di formule più complesse. Purtroppo, per una serie di motivi, non tutti i prodotti sono efficaci. Inoltre, è importante sottolineare che l’effetto delle piante medicinali sul dolore e sull’infiammazione non è immediato, ma necessita una somministrazione regolare e continua per giorni, settimane e a volte anche per un mese prima di fare pienamente effetto. E’ mia esperienza che, nel caso di somministrazione di estratti secchi e polveri, la preventiva miscelazione con un mezzo grasso, come olio, burro e ghee, aumenti sensibilmente l’efficacia dei prodotti, grazie ad una maggiore assimilazione dei principi attivi a livello intestinale. A volte, è utile aggiungere anche spezie come pepe lungo e pepe nero, per migliorarne la digeribilità e ancora l’assimilazione.

PIANTA AZIONE
Curcuma, Curcuma longa L. antinfiammatoria
Incenso, Boswellia serrata Roxb. antinfiammatoria, analgesica
Artiglio del Diavolo, Harpagophytum procumbens DC antinfiammatoria
Salice, Salix spp, analgesica
Guggulu, Commiphora mukul Engl. antinfiammatoria
Equiseto, Equisetum arvense L. antinfiammatroai, connettivo-protettrice
Fieno greco, Trigonella foenum-graecum L. antinfiammatoria, connettivo-protettrice
Angelica cinese, Angelica sinensis Diels. analgesica, antinfiammatoria
Ortica, Urtica dioica L. antidolorifica, antinfiammatoria
Tè verde, Camelia sinensis Kuntze connettivo-protettrice
Ashwagandha, Withania somnifera Dunal antinfiammatoria, connettivo-protettrice
Rosa canina, Rosa canina L. analgesica
Zenzero, Zingiber officinalis Roscoe antidolorifica, antinfiammatoria

Per quanto riguarda l’applicazione esterna di unguenti e oli, gli studi scientifici hanno mostrato che l’arnica e la consolida sono sensibilmente più efficaci del placebo o hanno lo stesso effetto di molecole come l’antinfiammatorio Ibuprofen

Consultare un medico per la scelta della pianta e del dosaggio. Attenzione,  perché molte di queste piante hanno anche un’azione fludificante del sangue e possono potenziare l’azione di farmaci anticoagulanti orali di cui oggi gli anziani fanno sistematico uso.

Francesco Perugini Billi©copyright – vietata la riproduzione senza esplicito consenso dell’Autore.