Omeopatia

Le Malattie Croniche di Hahnemann

OrganonNella medicina moderna c’è sempre meno spazio per la storia famigliare o personale del paziente. Si trascura sempre più la raccolta anamnestica, che nelle cartelle cliniche si è ormai ridotta ad uno sterile e formale elenco di avvenimenti patologici con accanto delle date. La strada che il paziente ha percorso per giungere alla sua malattia interessa sempre meno, perché dal punto di vista terapeutico alla fine ciò che conta è la patologia in atto ed è quella che sarà curata e nient’altro. Tutta la terapeutica moderna è un impegno preciso a debellare i sintomi di una malattia ormai comparsa. Vi è una difficoltà concettuale a trarre insegnamento e informazioni dalla patobiografia del paziente, che potrebbe essere invece utile per una comprensione meno superficiale della malattia contingente e della sua evoluzione futura. Le malattie di cui il paziente ha sofferto nel passato appaiono al medico accademico come eventi singoli e difficilmente collegabili, soprattutto se hanno colpito apparati diversi. Pertanto, ogni malattia viene trattata in modo singolo e fa poca differenza se la malattia è comparsa per la prima volta o per l’ennesima. Per esempio, un bambino che si ammala durante l’inverno per la quarta volta di tonsillite, sarà curato con l’antibiotico così come lo è stato per le tre volte precedenti e lo sarà per quelle successive!

Per l’Omeopatia il concetto di terreno assume un’importanza fondamentale ai fini di una corretta condotta diagnostica e terapeutica, soprattutto nelle forme patologiche croniche. Il ricorrere di certe forme morbose denota una “debolezza di terreno” che sposta l’attenzione del medico dalla malattia al malato. In questo caso è il terreno inteso come predisposizione, che rappresenta la vera malattia e non l’episodio sintomatico che rappresenta solo un epifenomeno di questa. Nelle forme croniche, la malattia emergente deve essere sempre inserita correttamente in un contesto patobiografico del paziente, che permette di acquisire informazioni sulla totalità della persona. La terapeutica che scaturisce da questo approccio non si limiterà all’uso di medicamenti per la sola malattia in atto, ma interverrà sulle problematiche meno apparenti che spesso ne sono la causa.

Hahnemann durante i suoi lunghi anni di studio e applicazione del metodo omeopatico, si accorse che certi pazienti, nonostante la scelta corretta del rimedio sulla base della Legge dei Simili, ricadevano nelle stesse o in altre malattie. Cioè, non erano veramente guariti. Solo la malattia contingente si era risolta, ma la malattia di fondo non era stata influenzata. Secondo Hahnemann, la recidiva della malattia era dovuta alla “malattia cronica” di fondo che affliggeva il paziente e i singoli eventi clinici non erano che l’espressione periferica di questa. Per guarire definitivamente il paziente, era necessario scoprire la malattia cronica di fondo e trattarla. Egli era convinto che queste malattie croniche, o miasmi cronici, fossero di origine contagiosa e le descrive chiamandole Psora, Sicosi, e Sifilide (psora = scabbia; tubercolinismo = TBC; sicosi = gonorrea; Lue = treponema). Queste forme oggi sono da considerarsi non tanto come forme derivate da infezioni, ma bensì come “modi” di fare le malattie, ovvero, modalità reattive. Pertanto, nello studio patobiografico del paziente è possibile scorgere non solo l’elenco delle patologie di cui è stato affetto, ma anche il modo con cui queste patologie sono state fatte. Per non ingenerare confusione, è importante sottolineare che la nozione di diatesi supera la nozione classica di malattia. La diatesi è una storia patologica, una catena di malattie e malesseri strettamente legati al terreno del soggetto, di cui può interessare tutta la vita o solo parte di essa.

Da quest’impostazione deriva che l’approccio omeopatico alla malattia acuta, cioè episodica e occasionale, è sostanzialmente diverso da quello della malattia cronica cioè recidivante. La raccolta dei sintomi nel caso di patologia ricorrente non può limitarsi ai sintomi presenti, ma deve necessariamente abbracciare anche quelli biografici. Attraverso un abile lavoro di raccordo, è possibile giungere alla prescrizione di una terapia di fondo.

Oltre alle tre diatesi classiche descritte da Hahnemann, si è aggiunta una quarta diatesi, il Tubercolinismo. Concepita dal medico svizzero Nebel agli inizi del secolo, il Tubercolinismo sarebbe più precisamente da classificarsi come sotto-diatesi psorica.
Ad ogni diatesi corrispondono elenchi di rimedi che presentano nella loro patogenesi le modalità delle stesse diatesi. L’Omeopatia pluricista francese ha sviluppato notevolmente la ricerca dei rimedi basandosi su queste classificazioni.

NB: per molti omeopati le diatesi hanno solo un valore storico e non vengono tenute in considerazione al fine della scelta del rimedio.

Francesco Perugini Billi©