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Saccharomyces boulardii: 11 indicazioni scientificamente validate

I probiotici comprendono non solo batteri (bifidobatteri e lattobacilli), ma anche un lievito, il Saccharomyces boulardii. Fu scoperto nel 1920 dal microbiologo francese Henry Boulard  in Indocina, dove si era recato per cercare nuovi ceppi di lieviti da utilizzare nei processi di fermentazione.  Durante la sua permanenza in quelle regioni, scoppiò una epidemia di colera, ma alcune persone non svilupparono la malattia perché bevevano regolarmente un particolare tè. Questa bevanda era preparata con la buccia di alcuni frutti tropicali (licis e mangostano). Boulard  fu subito in grado di isolare il microrganismo responsabile della resistenza al colera, cui diede il proprio nome,  “boulardii”. Portato in Francia, fu oggetto di una notevole attenzione scientifica e studi sempre più numerosi. Attualmente si contano oltre 53 studi clinici randomizzati con risultati positivi per oltre l’80%.

Da un punto di vista tassonomico, il S. boulardii fu inizialmente classificato come specie diversa rispetto al S. cerevisiae (il comune lievito di birra).  Tuttavia, sulla base dei più recenti metodi di indagine genetica microbiologica, si è poi visto che i due lieviti sono praticamente la stessa specie, ma con alcune differenze sul piano genetico e metabolico. Infatti il S. boulardii, rispetto al S. cerevisiae, ha una più spiccata resistenza al calore, al pH acido e ai sali biliari, ed esprime caratteristiche terapeutiche che sono assenti nel S. cerevisiae. Pertanto, da un punto di vista probiotico, utilizzeremo solo il S. boulardii e non il S. cerevisiae.

Sulla base della letteratura scientifica, vediamo in sintesi le proprietà terapeutiche del S. boulardii e le sue potenziali applicazioni in medicina:

  1. DIARREA – Nei bambini affetti da diarrea acuta la somministrazione di S. boulardii mostra chiari effetti benefici: riduzione della frequenza e della durata delle scariche, recupero del peso in tempi più brevi, minore permanenza in ospedale nei casi di gastroenterite acuta. Anche negli adulti si ottiene una riduzione dei dolori addominali e dei tempi di ricovero in ospedale. Secondo la maggioranza degli studi, questo lievito sarebbe in grado anche di prevenire la diarrea associata agli antibiotici, sia nei bambini che negli adulti. Altri studi mostrano che il S. boulardii è certamente capace di prevenire la “diarrea del viaggiatore”.
  2. COLON IRRITABILE – Una terapia probiotica con S. boulardii è in grado di migliorare l’infiammazione, i danni della mucosa intestinale e la qualità della vita, nei soggetti con colon irritabile di tipo diarroico.
  3. GASTROPROTEZIONE – Negli esperimenti sui topi da laboratorio, il S. boulardii riduce le manifestazioni ulcerogene dei farmaci gastrolesivi
  4. INFIAMMAZIONI CRONICHE DELL’INTESTINO – Gli studi mostrano che la somministrazione del S. boulardii assieme ai trattamenti convenzionali può essere di grande beneficio nei pazienti affetti da Colite Ulcerosa. Questo lievito riduce l’infiltrazione delle cellule Th1 nelle mucose infiammate del colon, inibisce la liberazione di citochine proinfiammatorie e riduce la colonizzazione da parte della Candida albicans. Nei pazienti affetti da  Morbo di Crohn, il S. boulardii migliora la permeabilità intestinale e riduce la frequenza delle scariche.
  5. INFEZIONE DA CLOSTRIDIUM DIFFICILE – Il S.boulardii è in grado di inibire la tossina A associata alle infezioni da C. difficile e quindi di proteggere dai processi infiammatori le mucose intestinali. Potenzia l’effetto degli antibiotici nel caso di recidive di questa tenace infezione.
  6. HELICOBACTER PYLORI – Il S. boulardii in associazione con la terapia convenzionale aumenta le percentuali di eradicazione e attenua complessivamente gli effetti collaterali dei farmaci – in particolare diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, stomatiti, stipsi.
  7. INFEZIONI FUNGINE, BATTERICHE E PARASSITARIE – La somministrazione di S. boulardii nei bambini contrasta la presenza di E.coli patogeni. Negli esperimenti sui topi, l’integrazione con S. boulardii riduce i fenomeni di traslocazione batterica intestinale ed ha un’azione epatoprotettiva nel caso di infezione da salmonella. Nei bambini, il S. boulardii combatte le infezioni da Blastocystis hominis con gli stessi risultati che si ottengono con il farmaco metronidazolo. Nelle infezioni da Entamoeba histolytica, unitamente al metronidazolo, l’integrazione con S. boluardii riduce la durata della diarrea ematica e aumenta l’eliminazione delle cisti. Nel caso di candidiasi, la terapia con S. boulardii è particolarmente efficace nel ridurre le capacità di adesione della C. albicans e la reazione infiammatoria dell’ospite. Nei neonati fortemente sottopeso e che manifestano intolleranze alimentari, la somministrazione profilattica di S. boulardii si è dimostrata uguale o superiore alla terapia convenzionale con nistatina: aumento significativo del peso, riduzione delle intolleranze alimentari.
  8. MALATTIE CARDIOVASCOLARI – La somministrazione giornaliera di S. boulardii riduce la RLP (remnant lipoprotein – marker predittivo del rischio cardiovascolare) nei soggetti con dislipidemia.
  9. DIABETE E OBESITA’ – Il S. boulardii modifica profondamente il microbiota intestinale, riduce la massa grassa, il peso corporeo, la steatosi epatica e lo stato di infiammazione di basso grado dei topi obesi e diabetici.
  10. FEGATO – Il S.boulardii promuove la salute del fegato e contrasta la progressione della fibrosi epatica nei topi da laboratorio e, come abbiamo già visto, protegge il fegato dai danni da salmonella.
  11. INFEZIONE DA HIV – La somministrazione di S. boulardii in pazienti affetti da HIV riduce sensibilmente la traslocazione batterica e l’infiammazione intestinale.

Controindicazioni

L’impiego probiotico del S. boulardii è del tutto sicuro e privo di effetti collaterali nella maggioranza delle situazioni morbose. E’ controindicato nei soggetti fortemente immunodepressi. Ad ogni buon conto, consultare sempre un medico esperto in probiotica, quando si tratta di malattie acute e croniche gravi.

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