Ricette

Aglio orsino, Calendula e Alloro

OLYMPUS DIGITAL CAMERABentrovati; in Primavera inoltrata, come ora siamo, andare per campi e boschi diventa oltre che salutare, occasione di trovare piante ed essenze che possono esser raccolte e preparate a nostro beneficio. Vogliamo descriverne tre; l’aglio orsino, la calendula e infine l’alloro, quest’ultimo non è certo una pianta selvatica ma è comunque importante e spesso lo si trova sfuggito alle coltivazioni. Anche la calendula officinale è coltivata, se pur ve ne è una varietà, più piccola e di colore giallo arancio, che cresce spontanea.

L’aglio orsino è diffuso nei luoghi boscosi, umidi ed ombrosi di quasi tutt’ Italia, sovente forma tappeti omogenei con belle foglie ovali di un verde lucente, i fiori bianchi, raccolti ad ombrella, ed infine il bulbo. Ricco di composti solforati, l’aglio orsino possiede forti proprietà depurative e curative e contiene un maggior numero di sostanze attive rispetto l’aglio coltivato. Si presta quindi ottimamente per cure disintossicanti primaverili, nelle fermentazioni intestinali e nella cura delle dermatosi. Si consiglia l’uso di preparati a base di pianta fresca.

Qui daremo la ricetta per farne una tintura. Vanno messe in vaso foglie fresche sminuzzate e i bulbi freschi, coprite con buona grappa di almeno 50 gradi e lasciate macerare agitando di tanto in tanto. Dopo circa un mese filtrare e assumere 20 gocce tre volte al dì dopo i pasti. Foglie e bulbi vanno raccolti prima che la pianta sia in fiore, di solito tra marzo e aprile maggio. Passiamo ora alla calendula officinale, una bella asteracea. Grande pianta, oltre che di bell’aspetto, che riempie orti e giardini col suo fiore arancio brillante e le foglie di un bel verde intenso! E’ coltivata, ma, come dicevamo, cresce anche allo stato spontaneo, meno alta e col fiore dai colori meno intensi, di un giallo arancio. Entrambe sono adatte a farne preparazioni che per lo più vengono usate per il loro potere antinfiammatorio e cicatrizzante, entra spesso a far parte di creme e unguenti, l’infuso e la tintura aiutano nei problemi infiammatori del tratto gastrointestinale. Ottima depurativa del fegato e dei disordini cutanei (eczemi, acne ecc.). Viene anche usata come colluttorio nelle infezioni della bocca e del cavo orale.

Per una buona tintura casalinga è bene usare una percentuale maggiore di fiori rispetto le foglie; come al solito mettere in un vaso di vetro, coprire il tutto con buona grappa di almeno 50 gradi e lasciare un mese in infusione, agitando di tanto in tanto. La tintura si assume in 40 gocce tre volte al dì, agisce sui problemi epatici, digestivi ed infiammatori. Per gargarismi impiegare la tintura diluita, la stessa può essere usata al 20% in creme base (es. vaselina) per i disturbi della pelle. I fiori e le foglie andranno raccolti tra aprile e giugno quando comunque sono ben freschi!

Infine ecco l’alloro. Pianta sacra fin nell’antichità. Nota oggi per le caratteristiche aromatiche nella buona cucina, possiede proprietà stimolanti degli enzimi della digestione, quindi aperitiva e digestiva. L’alloro si presenta in forme che vanno da un arbusto fino ad un albero, è spontaneo nella macchia Mediterranea, altrove coltivato o naturalizzato. Con le foglie si possono fare infusi che agiscono da stimolanti dell’organismo, purificano il tubo digerente e favoriscono l’eliminazione dei gas intestinali. Provate a mettere una manciata di foglie d’alloro nell’acqua calda del bagno, sarà un bagno leggermente profumato, deodorante e stimolante!!

Autori: Davide Testa e Annarita Mazzoccone©

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