Fitoterapia

Albero del tè (Melaleuca alternifolia)

Melaleuca alternifolia
Melaleuca alternifolia

Famiglia – Mirtacee

Origine – Piccolo albero (circa 7 metri) nativo del Nuovo Galles del Sud (Australia).

Parti distillate – Foglie e rametti.

Aspetto – L’olio ha un colore da verde-giallastro chiaro a quasi trasparente. L’aroma è forte e ricorda una miscela di ginepro e cipresso. Il sapore è caldo, aromatico, allo stesso tempo speziato e fresco, vagamente  canforaceo  e leggermente amaro.

Componenti principali – Terpinene-4-ol, cineolo, pinene, terpeni, cimene.

Proprietà – Analgesiche, antimicrobiche (batteri, funghi, virus, protozoi), antinfiammatorie, immunostimolanti, neurotoniche, flebotoniche.

Indicazioni – Infezioni (in generale), candidiasi, trichomoniasi, onicomicosi, piede d’atleta, ascessi cutanei e dentali, infezioni intestinali, bronchiti, sinusiti, otiti, infezioni genitali, infezioni delle vie urinarie, piorrea, stomatite aftosa, herpes labiale e genitale, giardiasi, ascaridiasi, anchilostomiasi, ridotte IgA, astenia generale, depressione sindrome premestruale, ansietà, emorroidi, vene varicose, aneurismi.

Associazioni – Eucalipto, limone, salvia sclarea, geranio, chiodi di garofano, noce moscata, lavanda, maggiorana, pino, rosmarino.

Avvertenze – Di solito, è un olio ottimamente tollerato, sia a livello cutaneo sia a quello mucoso. A volte, in persone particolarmente sensibili, possono verificarsi irritazioni.

Note – Nel 1925 A. R. Penfold dimostrò che l’olio puro di Melaleuca alternifolia aveva un potere antisettico da 11 a 13 volte più potente del fenolo e rispetto a questo non irritava la cute. Divenne presto l’antisettico casalingo più diffuso tra le famiglie australiane. Durante la II Guerra Mondiale, ogni soldato australiano aveva nel suo kit di pronto soccorso un flacone di olio dell’albero del tè.
Recenti studi hanno confermato la notevole azione  germicida di quest’olio. L’olio dell’albero del tè penetra facilmente al di sotto della superficie cutanea portando il suo effetto negli strati più profondi dell’epidermide.

Francesco Perugini Billi