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Pesce sì, ma con giudizio PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Lunedì 20 Maggio 2013 08:23

 

Il pesce è rimasto l'unica fonte alimentare proveniente dal mondo selvatico. Purtroppo, il progressivo aumento della popolazione mondiale ha portato ad una prelievo ittico ormai insostenibile. Nel nostro piccolo non possiamo più continuare a consumare pesce in modo irrazionale e solo sulla base dei nostri gusti personali. Tutte le volte che ci rechiamo in pescheria dobbiamo orientarci su specie i cui stock selvatici sono in buone condizioni, pesce spesso considerato meno pregiato, perché più difficile da preparare per via della presenza di molte spine o dal sapore più particolare.

E' assurdo che la maggior parte di questo pesce venga ributtato a mare, spesso moribondo o addirittura morto perché nessuno lo vuole.

Personalmente, è ormai anni che non consumo più tonno, pesce spada, salmone, cernie e altre specie minacciate o comunque in lista rossa. Per quanto riguarda il tonno, anche se quest'anno la quota di cattura è stata aumentata di nuovo per una ripresa della specie, io continuerò a non consumarlo, né fresco, né in scatola.

Per approfondire l'argomento ecco l'ottimo sito consuMaregiusto dove troverete anche la lista verde del pesce che può essere consumato senza problemi.

E ricordate, l'8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani


 
Cataratta e Medicina Ayurvedica PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Giovedì 16 Maggio 2013 15:56

La cataratta è un opacamento parziale o totale del cristallino dell'occhio che provoca diminuzione o perdita della vista. E' causata dall'ossidazione delle proteine, che poi tendono ad addensarsi ed alterare progressivamente la trasparenza del cristallino. E' di norma associata all'età, ma cenni di cataratta si possono avere a partire dai 40-50 anni, anche se in questa fascia di età si tratta di piccole formazioni che non compromettono la vista.

Oltre all'età, altri fattori possono favorire la cataratta: diabete, fumo di sigaretta, abuso di alcol, alcuni farmaci (es. cortisone) ed eccessiva esposizione ai raggi solari.


Cataratta e Ayurveda

In sanscrito è chiamata linganaasha o timika e secondo la medicina ayurvedica è classificata come disturbo Vata, dosha associato all'elemento aria. Il peggioramento di questo dosha porta ad una eccessiva secchezza e così il cristallino perde la sua umidità e trasparenza.

Il modo migliore per curare la cataratta è la prevenzione, anche se l'ayurveda afferma che entro certi limiti e con i trattamenti opportuni è possibile far regredire il disturbo se all'inizio. Nelle forme conclamate, la terapia di elezione rimane la chirurgia.

Alcune piante tipicamente usate in ayurveda per la prevenzione e cura della cataratta.

Nome Ayurvedico Nome Scientifico Effetto terapeutico
AMLA Emblica officinalis Una delle migliori fonti naturali di vitamina C, fondamentale per combattere le ossidazioni e conservare così la trasparenza del critallino
AMBOTI KA PATTI Oxalis corniculata Tradizionalemente se ne usa il succo fresco, instillato negli occhi ogni giorno, per prevenre l'opacità del cristallino
HALDI Curcuma longa Assunta nelle giusti dosi ha un'azione antiossidante
METHI Trigonella foenum graecum Fonte naturale di vitamina C
PRAJMODA Petrolesinum crispum Il suo succo fresco assieme a quello di carota costituisce un tradizionale rimedio per la cura di numerose affezioni oculari. Viene utilizzato per schiarire il cristallino e rinvigorire l'occhio
VELATI SUNF Pimpinella anisum E' considerato un ottimo preventivo nel caso di cataratta. Se ne assumono 6g tutte le mattine

Tra le formualzioni complesse, abbiamo le seguenti:

Trattamenti interni
MAHATRIPHALA GHRITA - composta da burro di ghee,  Triphala e altre erbe. La triphala nutre i nervi e tutti i tessuti del bulbo oculare, incluso il cristallino. L'amla è un rasayana ed è un'ottima fonte di vitamina C, mentre il ghee pacifica il dosha Vata. E' utilizzato tradizionalmente per numerose patologie oculari, tra cui appunto la cataratta, ma anche il glaucoma, l' ipertensione endooculare, il calazio, ecc.. La dose abituale è un cucchiaino con acqua tiepida per 2-3 volte al giorno.

TRIPHALA -  in polvere e in compresse. Assunto anche da solo, è un ottimo rimedio per prevenire i disturbi oculari, tra cui la cataratta. Almeno 2g al giorno o secondo parere medico.

Calcio naturale - ottenuto dalle perle e dal corallo purificati, è considerato in grado di prevenire la catarratta. Dai 50 ai 150 mg al giorno, assunti mezz'ora prima dei pasti, con acqua e miele. Ha una azione ringiovanente sui tessuti.

Formula proposta da Vasant Lad, famoso Vaydia Ayurvedico: Purnanarva (Boerhavia diffusa) polvere 5 parti + Shatavari (Asparagus racemosus) polvere 3 parti + Brahmi (Bacopa monnieri) polvere 3 parti. Miscelare bene e assumerne ½ cucchiaino per due volte al giorno con acqua calda.

 

Trattamenti esterni
Lavaggio degli occhi con TRIPHALA - bollire 1 cucchiaino da tè di polvere di Triphala in una tazza di acqua, per 2-3 minuti. Raffreddare e filtrare bene con una pezza di cotone pulita o con una carta da filtro farmaceutica, in modo da non lasciare nessun residuo della polvere nella soluzione filtrata. Poi, con una tazzina da occhi, lavare gli occhi con la soluzione, 2-3 volte per occhio. Eseguire i lavaggi la mattina e la sera. Secondo l'ayurveda, la Triphala previene il peggioramento della cataratta. Si deve provare per uno o due mesi, se la pratica dà risultati, allora si continua.

Olio di ricino - una goccia di puro olio di ricino (senza conservanti) negli occhi prima di andare a letto. Secondo l'ayurveda, lubrifica la congiuntiva e la cornea e aiuta a rimuovere le particelle che tendono ad accumularsi nelle lenti. Anche questo metodo è utilizzato come preventivo.

Ovviamente, queste tecniche tradizionali, andrebbero abbinate ad una dieta antiossidante ed eventualmente a degli integratori. Comunque, per pianificare la cura preventiva giusta, consultare sempre e solo il medico.

 


 
Chi ha paura del burro? PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Mercoledì 01 Maggio 2013 00:00

 

Un tempo apprezzato e consumato soprattutto dalle popolazioni del Nord Italia, il burro è uno di quegli alimenti tradizionali criminalizzati e penalizzati ingiustamente da oltre 50 anni di propaganda grassofobica. Oggi il panettiere, il pasticcere e le aziende alimentari al posto del burro mettono oli per lo più raffinati, margarine e altri sostituti tutt'altro che salubri. Quando compriamo un grissino e vediamo scritto “grasso o olio vegetale” tiriamo un sospiro di sollievo perché reputiamo questo ingrediente più sano, più “dietetico” del burro e dello strutto, ma sbagliamo di grosso.

Andando in giro per il nostro Paese è assurdo vedere biscotti, torte e altri prodotti da forno tradizionali, che vantano magari centinaia di anni di storia, preparati con la margarina e schifosi oliacci raffinati e idrogenati. Si spaccia per tradizionale ed artigianale quello che di fatto non è.

Ecco 10 motivi per tornare a mangiare burro con tranquillità:

1. Il burro è la fonte di vitamina A meglio assorbita dal nostro organismo, vitamina che sostiene le funzioni della tiroide, delle ghiandole surrenali e quindi del sistema cardiovascolare.

2. Il burro non fa ingrassare dato che contiene acidi grassi a catena corta e media, che non vengono immagazzinati, ma bruciati subito dal nostro organismo per ottenere energia di pronto uso. Inoltre il burro sazia velocemente, non dà dipendenza e non crea iperfagia come invece fanno i carboidrati e i cibi zuccherini in generale. E' certo, che chi si nutre principalmente di proteine e grassi (è ovviamente frutta e verdura) mangia globalmente meno, non rischia di ingrassare o avere il diabete.

3. E' ricco di antiossidanti, tra cui Vitamina A ed E, così come il selenio, tutti fattori fondamentali per prevenire le patologie cardiovascolari e tumorali.

4. E' una buona fonte di colesterolo che ha, incredibile ma vero, proprietà antiossidanti: ripara i danni da radicali liberi, causati anche dagli oli vegetali polinsaturi, idrogenati e dai grassi rancidi.

5. I grassi saturi sono formati da acidi grassi a catena media e corta che possiedono proprietà antitumorali e rafforzano le difese immunitarie.

6. Contiene l'Acido Linoleico Coniugato, che ha proprietà antitumorali e aiuta a perdere peso.

7. Quando non pastorizzato, contiene il Fattore di Wulzen (stimasterolo) ho meglio chiamato fattore di rigidità, la cui proprietà è quella di proteggere le articolazioni e le arterie dall'irrigidimento. Possiede anche un'azione preventiva della cataratta

8. E' anche una buona fonte di iodio, in una forma altamente assorbibile. (il contenuto di iodio dipende però largamente dal terreno su cui le vacche pascolano o se c'è una integrazione con sale marino).

9. Il burro è molto importante per la salute dell'intestino e riduce l'incidenza di gastroenteriti nei bambini. Soprattutto quello di capra, contiene butirrato, un acido grasso saturo a catena corta di cui sono ghiotte le cellule del colon. Il burro è la principale fonte alimentare di butirrato, ne può contenere fino al 4%. Questo acido grasso ha le seguenti documentate funzioni: soppressione dei processi infiammatori dell'intestino, antistress, riduce la permeabilità intestinale e migliora la sensibilità insulinica. L'acido butirrico è anche prodotto dalla flora intestinale dalla fermentazione di fibre vegetali. Tuttavia, la flora intestinale non è sempre in equilibrio nell'uomo moderno e intanto che si ristabilisce con dieta e cure appropriate, il consumo di un buon burro fornisce dell'acido butirrico immediatamente utilizzato dalle cellule del colon.

10. E' una buona fonte di Vitamina K2, importante per la salute dei denti e delle ossa.

 

E' chiaro, che non stiamo parlando dell'anemico burro bianco, che più bianco non si può, di tipo commerciale ed industriale, ricavato da animali tenuti nei capannoni e sfruttati in modo vergognoso, ma di burro, ricavato dalla panna, di origine biologica o proveniente da animali tenuti per lo più al pascolo e non trattati con i farmaci.


 


VISITE MEDICHE
CON IL
DR PERUGINI-BILLI

BERGAMO
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