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Il cocomero PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi   
Martedì 22 Luglio 2008 19:42
Gli inglesi lo chiamano  "watermelon" e mai nome fu più azzeccato. Infatti, oltre il 90 % della sua polpa è acqua, una dolcissima acqua, fatta apposta da Madre Natura per rinfrescare e dissetare nella stagione più calda dell'anno. Ma c'è di più, il cocomero nasconde altri benefici doni, sottoforma di minerali, vitamine e antiossidanti.
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Il cocomero è originario dell’Africa. I primi a coltivarlo furono gli Egizi. Rappresentazioni di questo frutto si trovano in alcuni dipinti risalenti all’epoca dell’Antico Regno (2686-2181 a C).  Questo popolo apprezzava il cocomero sia come alimento sia come medicina. Secondo loro,  il cocomero era stato generato direttamente dal seme del dio Seth. Era tenuto in tale considerazione che veniva regolarmente posto nelle tombe dei faraoni.

Nel X° secolo raggiunse la Cina, che attualmente è il maggiore produttore di cocomeri al mondo, mentre nel XIII° secolo si diffuse in Europa ad opera dei mori.

In alcune regioni semidesertiche dell’Africa, il cocomero è stata ed è ancora  una importante fonte di acqua per le popolazioni indigene nei periodi di siccità. Alcuni esploratori hanno raccontato di essere riusciti a sopravvivere per sei settimane bevendo solo il succo di cocomero.

In Iraq, in Egitto e molte regioni africane, la polpa del cocomero viene anche utilizzata come alimento principale per gli animali d’allevamento .

Nelle regioni meridionali della Russia con il cocomero si produce anche una birra, attraverso la fermentazione del succo zuccherato e bollito.


Principali indicazioni e benefici

Caldo, disidratazione, sete -  Nessuna meraviglia che questo succoso frutto fosse così apprezzato nelle regioni Africane e Mediterranee. E’ un frutto che matura quando il caldo della stagione è ai suoi massimi e fornisce tanti liquidi (oltre il 90 % della polpa), vitamine e minerali. Nella Medicina tradizionale Cinese è indicato per combattere una condizione morbosa  chiamata “calore estivo”, caratterizzata da sudorazione eccessiva, sete, febbre, oliguria, diarrea, irritabilità e collera. Il succo e la polpa del cocomero alleviano questi sintomi, aumentando la produzione di urina e drenando i reni.

Disfunzioni erettili, ipertensione - Recentemente si è scoperto che una sostanza presente nel cocomero può  aiutare a migliorare la libido e i disturbi erettili.  Si tratta della citrullina, che possiede notevoli proprietà rilassanti sui vasi. E’ contenuta nella polpa (16,7 mg/g/peso secco)  e soprattutto nella buccia  (24.7mg/g/peso secco). Con il concorso di alcuni enzimi, viene trasformata nel nostro corpo in  arginina, un amminoacido che stimola il sistema immunitario e protegge quello cardiovascolare. L’arginina entra nel ciclo dell’urea ed è utilizzata per rimuovere l’ammoniaca dal corpo. Inoltre, le cellule dei vasi la impiegano per produrre ossido di azoto, che ha un’azione vasodilatatoria, meccanismo sfruttato anche dal Viagra. Uno studio ha mostrato che l’assunzione di una tazza (226 ml) di succo di cocomero per 3 volte al  giorno e  per 3 settimane è in grado di aumentare l’arginina nel sangue dell’11%. Se invece le tazze diventano 6 al giorno,  l’aumento è del 18% (1). Per altro, l’arginina  è in grado di migliorare la sensibilità dell’insulina nei soggetti obesi e affetti da diabete II con insulino resistenza (2).

Cancro -  Negli anni passati si è fatto un gran parlare delle proprietà antiossidanti e anticancerogene del  licopene, inizialmente scoperto nei pomodori. In tempi più recenti si è visto che il cocomero ne contiene molto di più (8-20 mg per una porzione di 180 g).  Tra i carotenoidi il licopene è il migliore antiossiodante che si conosca. Le proprietà antiossidanti e anticancerogene del licopene sono state oggetto di numerose ricerche. Studi sull’uomo hanno mostrato che è in grado di proteggere da numerosi tumori: prostata, mammella, endometrio, polmone e intestino. Il licopene protegge le cellule e il DNA dall’assalto dei radicali liberi. L’unico problema è che il licopene è liposolubile ed è meglio assorbito in presenza di grassi. Il pomodoro lo possiamo condire con olio extraverigne, mentre il cocomero viene spesso consumato da solo. La cosa migliore è inserirlo in insalate o abbinarlo a piatti grassi,  a base di carni e di pesce. Altri fattori antiossidanti presenti nel cocomero sono gli antociani, la vitamina C, il  beta-carotene e modeste quantità di vitamina E (più nella buccia che nella polpa).  Una tazza di cocomero fornisce il 24,3 % del fabbisogno giornaliero di vitamina C  e l’11,1% di vitamina A. Pare che le modalità di conservazione influenzi il contenuto di carotenoidi: la conservazione ad una temperatura costante di 21°C per 14 giorni fa aumentare dell’11-40 % il contenuto di licopene e del 50-139 % di beta-caortene, mentre a temperature inferiori queste variazioni non si verificano (3).

Effetti metabolici – Il cocomero è ricco di vitamine B necessarie per la produzione di energia. Particolarmente rappresentata è la B6, ma anche la B1. Oltre a queste vitamine, sono anche presenti magnesio e potassio. L’estrema acquosità del cocomero e la buona presenza di minerali e vitamine, ne fanno un frutto che fornisce molti nutrienti con poche calorie. L’indice glicemico del cocomero è 55.

Effetto diuretico – Il cocomero è un efficace attivatore della diuresi, in quanto agisce attraverso un meccanismo iperglicemico, per via del fruttosio presente in notevole percentuale e della grande quantità di acqua di vegetazione, ricca di potassio e povera di sodio. Il volume dell’urina aumenta, ma non si verificano perdite di minerali corporei. Aiuta il fegato e rene ad eliminare le scorie azotate. Fer sfruttare al meglio l’effetto diuretico, è preferibile consumare il cocomero entro le ore pomeridiane.

Diabete – Per lungo tempo è stato un frutto vietato ai diabetici. Attualmente viene proposto in modeste quantità a questi pazienti perché la sua componente dolce è rappresentata soprattutto dal ciclamato di sodio, più che dal fruttosio (4).

Colon irritabile - Tra i pazienti affetti da infiammazione cronica dell’intestino e cocnomitanti sintomi di colon irritabile, il cocomero si è dimostrato uno dei frutti meglio tollerati (5).


Medicina Ayurvedica -  Secondo la millenaria medicina vedica, il cocomero è classificato come frutto dolce e rinfrescante. Riduce Pitta, ma può aumentare Vata e Kapha. In estate (stagione Pitta), disseta e “raffredda” il corpo. Ottimo nelle febbri che si accompagnano ad intensa sete, agitazione e irritabilità.


A coloro che soffrono di  difficoltà digestive e reflusso esofageo si consiglia di non consumare il cocomero alla fine dei pasti.


Principali nutrienti
per 100g
Acqua 91,45 g
Energia 30 Kcal
Proteine 0,61 g
Grassi totali 0,15 g
Fibre 0,4 g
Zuccheri totali 6,20 g
Saccarosio 1,21 g
Glucosio 1,58 g
Fruttosio 3,36 g
Maltosio 0,06 g
Calcio 7 mg
Ferro 0,24 mg
Magnesio 10 mg
Fosforo 11 mg
Potassio 112 mg
Sodio 1 mg
Zinco 0,10 mg
Rame 0,042 mg
Manganese 0,038 mg
Fluoro 1,5 mcg
Selenio 0,4 mcg
Vitamina C 8,1 mg
Folati totali 3 mcg
Colina 4,1 mg
Vitamina E 0,05 mg
Carotene beta 303 mcg
Licopene 4532 mcg
Tiamina 0,033 mg
Riboflavina 0,021 mg
Niacina 0,178 mg
Acido Pantotenico 0,221 mg
B 6 0,045 mg
Luteina + Zeaxantina 8 mcg


Bibliografia

1) Collins JK et al. Watermelon consumption increases plasma arginine concentrations in adults. Nutrition. 2007 Mar;23(3):261-6.

2) Lucotti P et al.  Beneficial effects of a long-term oral L-arginine treatment added to a hypocaloric diet and exercise training program in obese, insulin-resistant type 2 diabetic patients.  Am J Physiol Endocrinol Metab. 2006 Nov;291(5):E906-12.

3) Perkins-Veazie P, Collins JK    .Carotenoid changes of intact watermelons after storage.  J Agric Food Chem. 2006 Aug 9;54(16):5868-74).

4) Arcari Morini D et al Il potere farmacologico degli alimenti. Ed  Red, 2005.

5) MacDermott RP.  Treatment of irritable bowel syndrome in outpatients with inflammatory bowel disease using a food and beverage intolerance, food and beverage avoidance diet. Inflamm Bowel Dis. 2007 Jan;13(1):91-6.

 

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